“Oggi Anna ha incontrato un aviere. Era giovane e bellissimo. E’ stato un incontro fantastico. Anna era felice e ha partecipato intensamente”

 

Anna Fallarino Casati Stampa

Quaranta anni fa finiva in un bagno di sangue la storia triste di Anna Fallarino e di suo marito Camillo Casati Stampa. Per quacun altro l’omicidio si trasformava in un affare: 147 stanze, 3500 metri quadri, un parco secolare e una quantità inenarrabile di quadri antichi tra cui dei Tiepolo e Tintoretto. Il tutto acquistato per 500 milioni di vecchie lire. Un tempo si chiamava villa San Martino, oggi è nota come la villa di Arcore

E’ la sera del 30 agosto 1970.
Una chiamata giunge alla squadra mobile di Roma.
C’è un omicidio ai Parioli,elegante quartiere della capitale,in via Puccini.
Il capo della squadra mobile Valerio Gianfrancesco si precipita sul posto.
E’ una serata caldissima,una domenica tipicamente romana,dall’aria irrespirabile.
La polizia penetra nell’appartamento:riverso su un letto c’è il cadavere di una donna, Anna Fallarino in Casati. Ha gli occhi ancora spalancati per la paura e per la sorpresa. In un angolo Massimo Minorenti, che si scoprirà essere il suo amante.infine, riverso, il cadavere di Camillo Casati, marchese, ricchissimo, raffinato, amante della trasgressione, totalmente immerso nella perversione di offrire la moglie a sconosciuti.
Per terra un Browning 20, privo di 6 colpi, che sono stati sparati verso le vittime. L’ultimo ha ucciso il Casati, una parte del suo volto e un orecchio sono schizzati sulla parete, sporcando un dipinto. Non c’è tanto sangue, tutto sommato. Storia chiara, caso chiuso. Non vi sono dubbi.
E’ il classico delitto passionale. Inizia la perquisizione dell’appartamento. E qua incominciano le sorprese. In un cassetto ci sono centinaia di foto osè, che ritraggono la avvenente Anna Fallarino in pose esplicite, dal nudo casto al più estremo. Viene rinvenuta anche un’agenda di pelle verde, nelle cui pagine ci sono descrizioni degli incontri sessuali della Fallarino con numerosi amanti, scritti dalla mano del marchese Camillo. Tutti gli incontri erotici della donna sono minuziosamente descritti. Si tratta di un diario nel quale il marchese annota con dovizia di particolari l’incontro con ragazzi, militari e uomini maturi che partecipano, molte volte inconsapevoli di essere osservati dal marchese, alla  rappresentazione che Anna la bella mette in scena per il piacere del marito. “Oggi Anna ha incontrato un aviere. Era giovane e bellissimo. E’ stato un incontro fantastico. Anna era felice e ha partecipato intensamente” , scrive il marchese, o ancora: “Siamo stati sul litorale di Fiumicino, in molti la guardavano. Abbiamo scelto un giovane. E’ stato appagante. Lo abbiamo ricompensato con trentamila lire“, “Mi piace quando sei a letto con un altro, sento di amarti ancora di più “. Nella sua ossessione erotica, il marchese spinge la compiacente Anna ad andare oltre ogni limite. Nel diario ad un certo punto Camillo parla della sua totale dipendenza dalla compagna. E arriva profeticamente ad ipotizzarne la morte nel caso di abbandono. Misteriosamente il contenuto dell’agenda giunge alla stampa, e scoppia, clamoroso, il caso. Le prodezze amatorie della marchesa vengono fatte risaltare aldilà della stessa verità storica. Il quadro che emerge è fatto di sesso, voyeurismo e perversione estrema. Le foto erotiche della marchesa vengono pubblicate da diversi giornali: Men, L’Europeo e altri fanno a gara a presentarle, unitamente a parti del diario personale. Due parole sulla marchesa: Anna Fallarino è la seconda moglie del marchese,che ha sposato nel 1959. All’epoca della tragedia ha 41 anni, è bella e avvenente. Per far risaltare ancor di più il suo splendido corpo, non esita a ricorrere al chirurgo estetico. Una delle sue protesi di silicone verrà trovata sul letto nel quale giace priva di vita. Ma cosa ha spinto la marchesa a compiacere un marito affetto da voyeurismo e ad accettare l’umiliante degrado dell’accompagnamento con uomini sconosciuti? Nel dettaglio, quali possono essere le motivazioni, le spiegazioni di un rapporto così complicato ed esclusivo tra la coppia? Cosa può spingere la Fallarino verso una dipendenza così totale dal marito? Le risposte sono molteplici, e non tutte di facile comprensione. Una parte rilevante la gioca lo status nobiliare del marchese: ricco, sicuro di sé, ha tutto e anche più del superfluo. Anna è conquistata dal glamour che il personaggio emana. Lei viene da una famiglia piccolo borghese, e questo probabilmente le pesa. Perciò accetta, non sappiamo quanto volontariamente, o meglio, quanto volentieri, il gioco a metà strada tra l’intrigante e il degradante che la situazione erotica crea. E’ un dato di fatto che comunque accetti i personaggi che di volta in volta il marchese propone per gli incontri sessuali. Tra di essi quasi sempre ci sono ragazzi prestanti, che però vengono regolarmente pagati, quasi a suggellare il rapporto mercenario, di scambio di semplice sesso che si crea. Niente anima, quindi. Questa è bandita. Nel diario infatti il marchese più volte esprime il timore di un possibile coinvolgimento affettivo della donna. Ma l’ossessione erotica si spinge anche oltre la frontiera del sesso voyeuristico. Il marchese sente il bisogno di immortalare l’amata ed eternarla. Molte delle foto che vennero rinvenute esprimono un effettivo “amore” per la compagna,ripresa non solo impudicamente, ma anche in pose che si potrebbero definire eleganti, alle volte con tenerezza inusitata. Intanto l’opinione pubblica mostra un’interesse sempre maggiore per la vicenda,si intrecciano dibattiti e discussioni,polemiche violente rivolte per lo più a quello che viene indicato come un mondo di perdizione e devianza,alla middle class nella sua interezza..Cosa spinge il marchese al gesto estremo? Più che un’ipotesi,una certezza:Anna si è finalmente innamorata. Il giovane Minorenti è un bel ragazzo,e verso di lui non nutre solo una semplice attrazione sessuale. Così gli incontri tra i due diventano clandestini, ma Camillo scopre tutto.Non vuol perdere la compagna, non vuol cedere il suo giocattolo preferito.
Si arriva così all’epilogo del dramma. Il giorno dell’omicidio il marchese dice al maggiordomo che vuole esser lasciato solo.I tre quindi si trovano nell’appartamento,per quello che sarà l’ultimo rapporto sessuale. Poi scoppia la tragedia. Camillo spara alla moglie,poi al giovane e per ultimo volge l’arma contro se stesso. Questo stabilirà la scientifica. Nessun mistero,quindi,la dinamica è questa.Ma come già detto l’opinione pubblica è scossa,non è ancora calato l’eco della strage di Piazza Fontana. Ci si interroga anche su parti stralciate del diario,nel quale alcune voci dicono esserci nomi di attori e personaggi dello spettacolo. Solo illazioni? Chi sà,tace. Come il Gianfrancesco, che intervistato, si chiuderà a riccio su questa domanda, alimentando a dismisura le voci incontrollate. Ma vediamo nel dettaglio quello che il capo della mobile dirà al Messaggero vent’anni dopo i fatti. Escluse, per esempio, l’utilizzo da parte della coppia di droghe, così come escluse la partecipazione dei due a orge o a situazioni coinvolgenti altre donne. Escluse la presenza di foto in cui la Fallarino fosse ritratta in atteggiamenti saffici con altre donne. Escluse che il movente dell’omicidio andasse cercato in un presunto ricatto del giovane Minorenti.
Parlò anche della necessità di stabilire con esattezza la dinamica dell’omicidio: la morte per ultimo del marchese permise di chiarire anche a chi spettasse l’enorme eredità.
Fù la figlia di primo letto di Camillo Casati la beneficiaria del patrimonio.
La stessa Annamaria Casati ottenne il sequestro di una pubblicazione oscena in cui erano presenti molte foto, unite sd un rapporto diffamatorio, in molti casi inventato di sana pianta.
Si andrà anche a caccia delle famose 1500 foto, che finiranno sparse un po’ dappertutto. Non si scoprirà mai, altro mistero, come giunse il materiale alla stampa. Sospetti, non certezze.
E proprio il sapiente dosaggio della mano occulta che fornì la documentazione alimentò per molto tempo la curiosità attorno al caso.
Una vicenda, tutto sommato, triste.
Avvenuta all’interno di un classe sociale abituata a metabolizzare in fretta scandali su scandali.
Il tutto finirà sepolto negli archivi giudiziari.

 

by Paolo Benetollo

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