Francesco Cossiga è morto! “Se ho i capelli bianchi e le macchie sulla pelle – disse una volta – è per quegli anni là!” Gli anni di piombo, i giorni del rapimento di Aldo Moro… Queste le parole che ha voluto fossero il suo estremo saluto alla Repubblica: “Signor Presidente, Le confermo i miei sentimenti di fedeltà alla Repubblica, di devozione alla Nazione, di amore alla Patria, di predilezione della Sardegna, mia nobile Terra di origine. Fu per me un grande onore servire immeritatamente e con tanta modestia, ma con animo religioso, con sincera passione civile e con dedizione assoluta, lo Stato italiano e la nostra Patria, nell’ufficio di Presidente della Repubblica”.

Ore 13.14 – Francesco Cossiga se n’è andato e con lui un pezzo della Repubblica fondata sul lavoro e sui misteri. Pensavo che quelli come lui fossero immuni al destino che fa uguali gli uomini. Immortali come il potere esercitato. Invece è morto come i tanti smembrati dalle bombe, come gli umili e gli arroganti, come i semplici e i potenti, come i parroci e i politicanti, come i carabinieri e i criminali, come i poliziotti e i manifestanti andati prima di lui. Negli ultimi anni di vita aveva attraversato una pesante depressione: “Se ho i capelli bianchi e le macchie sulla pelle – disse una volta – è per quegli anni là!” Gli anni di piombo, i giorni del rapimento di Aldo Moro… Non sapremo mai se erano i fantasmi, i rimorsi, o la paura di morire che lo deprimeva. Umanamente provo pietà per qualsiasi morte: per quella di Francesco Cossiga, per quella dei bambini che agonizzano nelle zone povere del mondo, per quelli che muoiono senza colpa per le conseguenze delle guerre e dalle devastazioni, per la morti silenziose provocate ogni giorno dall’avidità di chi inquina, avvelena e uccide senza scrupolo alcuno. Ascolto le parole di circostanza pronunciate dai protagonisti del teatrino politico italiano e avverto nausea e sconcerto. La farsa non rispetta nemmeno la morte!

by COLAS

Lettera al Presidente della Repubblica:

Signor Presidente, Le confermo i miei sentimenti di fedeltà alla Repubblica, di devozione alla Nazione, di amore alla Patria, di predilezione della Sardegna, mia nobile Terra di origine. Fu per me un grande onore servire immeritatamente e con tanta modestia, ma con animo religioso, con sincera passione civile e con dedizione assoluta, lo Stato italiano e la nostra Patria, nell’ufficio di Presidente della Repubblica. A Lei, quale Capo dello Stato e Rappresentante dell’Unità Nazionale, rivolgo il mio saluto deferente e formulo gli auguri più fervidi di una lunga missione al servizio dell’amato Popolo italiano. Con viva, cordiale e deferente amicizia. Francesco Cossiga“.

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