Ecco il “Manuale della Vendetta” di Anna Ardin, una delle due donne che accusano Julian Assange di stupro
Quello che segue è il “Manuele della Vendetta” di Anna Ardin, una delle due donne che accusano Julian Assange di stupro. Mi è parso molto interessante, quindi ho cercato di tradurlo alla meno peggio per condividerlo sul blog.
Ho pensato a qualche rivincita negli ultimi giorni e mi sono imbattuta in una pagina che ho liberamente tradotto è composto come “decalogo” della vendetta in sette fasi.
Fase 1
Considerare molto attentamente se davvero si vuole ottenere vendetta. E ‘quasi sempre meglio perdonare che vendicarsi.Fase 2
Riflettere sul perché ci si dovrebbe vendicare. Non basta sapere su chi vogliamo vendicarci, ma è importante il perché vogliamo farlo. . La vendetta non è mai rivolta ad una persona, ma alle sue azioni.Fase 3
Il principio di proporzionalità. Ricordate che la vendetta deve compensare l’azione subita non solo come entità, ma anche come natura. Una buona vendetta è collegata a ciò che è stato fatto contro di voi. Per esempio, se volete vendicarvi di chi vi ha tradito o vi ha lasciato, dovrete usare una punizione legata al sesso o alle relazioni.Fase 4
Studiate le misure appropriate per il tipo di vendetta che cercate. Per continuare l’esempio precedente: potete sabotare la relazione attuale della vostra vittima, spingendone il partner a essere infedele.. Usate l’immaginazione!Fase 5
Capire come è possibile ottenere vendetta vendetta in modo sistematico. Forse spedire lettere e foto che inducano il nuovo partner a pensare che voi e la vittima stiate ancora insieme può essere d’aiuto?Fase 6
Classifica i tuoi schemi vendetta in modo sistematico dal basso verso l’alto, in termini di probabilità, di successo, di attuazione e di grado di soddisfazione raggiungibile. L’ideale è una vendetta più dura possibile, ma questo richiede un sacco di lavoro e impegno perché si realizzi come volete..Passo 7
Mettetevi al lavoro. E ricordate che il vostro fine mentre agite è quello di assicurarsi che la vittima possa soffrire allo stesso modo in cui ha fatto soffrire voi.


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Questi manuali dovrebbero essere vietati in quanto istigazione all’odio di genere.
Se il soggettivo sentirsi feriti può giustificare l’uso strumentale della giustizia (della violenza della legge verso i legalmente incolpevoli), allora, con lo stesso assurdo principio della vendetta, un uomo che sentisse una donna avere (in qualsiasi occasione di contatto, dal più casuale e fugace per via al più lungo e sentimentale in un rapporto) “fatto la stronza” su lui nella sfera sessuale (con qualsiasi provocazione più o meno sessuata, qualsiasi tensione emotiva indotta, qualsiasi irrisione al disio, qualsiasi umiliazione pubblica e privata, qualsiasi inflizione di senso di nullità, sofferenza mentale, patimento continuo al corpo e alla psiche, inappagamento fisico e mentale potenzialmente degenerante in ossessione, disagio da sessuale ad esistenziale fino all’anoressia sessuale o all’orlo del suicidio, o addirittura sbranamento economico-sentimentale e morte sociale) dovrebbe aver diritto a infliggerle nella stessa sfera un danno al corpo e alla psiche pari o superiore.
Chissà perchè ho tanto l’impressione che tale “diritto a vendicarsi” in occidente valga, e ad arbitrio, solo per le donne e che se qualcuno volesse affermarlo anche per gli uomini verrebbe bollato come “violento-maschilista”. Bella parità il femminismo svedese!
commento incredibilmente lucido…complimenti a Flavio….la donna può provocare sempre e comunque,l’uomo non può più fare l’uomo sennò corre troppi rischi…l’utero è suo,ma lo sperma è mio,quanti si son trovati padri senza aver DECISO??la vera discriminazione,perpetrata soprattutto dagli schifosi media mainstream è DA ANNI chiaramente rivolta al genere maschile,anzi,i ”maschi”come piace definire a loro mezza umanità,neanche fossimo al mercato del bestiame…invito chi passa da ste parti e si ritrova in queste analisi a non comprare corrieresera gazzettasport o libri rcs (proprietà premiata ditta mediobanca) e tutti gli altri (repubblica,stampa,vanityfair)a seguire..esiste il web2.0 da parecchio ormai
per informarsi,e si salvano anche gli alberi e non si brucia combustibile fossile per consegnare milioni di tonnellate di carta!