VALENTINA E IL GRANDE FRATELLO

Dalle intercettazioni delle “olgettine” emerge che una tal Valentina sarebbe entrata al Grande Fratello grazie a “Lui“. Voi direte: “E chi se ne frega!” E avreste ragione se non fosse che “Lui” è il Presidente del Consiglio italiano e che in un altro paese, sarebbe da tempo stato allontanato dalla vita politica. Ma siamo in Italia e ciò che è normale altrove qui è un’eccezione!
Dopo la prima edizione andata in onda tra settembre e dicembre del 2000 (quella vinta da Cristina Plevani ed “animata” da Salvo Veneziano, Pietro Taricone, Rocco Casalino, Maria Antonietta Tilloca, Marina La Rosa, Sergio Volpini, Lorenzo Battistello, Roberta Beta e Francesca Piri), non ho più avuto l’ardire di sintonizzarmi  sul reality show prodotto dalla Endemol. Sarà che almeno quella del 2000 ha avuto il fascino della novità e poi è stata scossa dalla scandalosa (si fa per dire visto che il presunto rapporto si consumò dietro ad una tenda) storia d’amore tra lo sfortunato Taricone e la malinconica Cristina. Quel Grande Fratello fu lo spaccato di una società già cambiata (la nostra); di un tessuto sociale sfilacciato; di una generazione senza grandi sogni. Tuttavia si avvertiva ancora quel senso di incanto per il destino di undici ragazzi determinati a vincere l’ambita posta (250 milioni di vecchie lire) ed a sfidarsi in nome della notorietà e del successo. Da quella edizione il Grande Fratello è diventato una fabbrica di situazioni stanche e ripetitive, di stereotipi sempre uguali a se stessi, di personaggi senza anima disposti a tutto pur di affermarsi. Ma proprio per questo il reality ha continuato ad avere un pubblico assetato di illusioni ed ha mantenuto la capacità di creare meteore, di lanciare personaggi senza prospettive e senza qualità nello show business dominato da Lele Mora&Company.

Ma torniamo a Valentina. Iris Berardi, l’olgettina, spiega a suo modo ad Aris Espinosa, come la venticinquenne italo-tunisina sia riuscita a farcela: ”Amò, l’ha messa lui (…) sai quella sera che tu non sei voluta venire e che io sono andata? L’aveva detto che le aveva messe, tra l’altro aveva detto che ne aveve messe due, quindi una è lei e l’altra (…) o non l’ho riconosciuta o ancora non é entrata. Quando fa così è veramente uno str….” Al che Aris le risponde: “Io voglio stare per quel programma lì di cucina“. E Iris: “Amò e rompigli i co… se non gli rompi i co… non (…). Devi fare come fa la Mary che lo chiama tutti i giorni quando vuole“. Aris, sembra avere una carta nascosta nella manica, un intervento di chirurgia plastica: “quando sarò bella a posto amò farò tutto, non hai capito che farò tutto (…) cioé ti stuferai di vedermi ti verrà la nausea perché farò tutto“.

In verità nulla di nuovo. La filosofia delle “olgettine” è divenuta di dominio pubblico. Caso mai quello che colpisce è il fatto che il “pezzo” più letto sul Corriere della Sera online di ieri sia stato un articolo intitolato: “Valentina al Grande Fratello ce l’ha messa lui“. Non voglio farvi la solita manfrina sugli italiani che non si indignano più di fronte alle aberrazioni del “Sultano”. Anche perché sembra un dato acquisito, talmente acquisito che nemmeno la mancanza di indignazione sembra indignare. Non voglio buttarla sul “Grande Sonno” delle coscienze italiote, anche perché a svegliare qualcuno che dorme beatamente da decenni si rischia di essere presi a male parole. No, vorrei invece invitarvi a riflettere sul “pianto di Guendalina“. Voi direte: “Ma non stavamo parlando di Valentina? Chi è mai questa Guendalina?”

Guendalina Tavassi è una 24nne, separata, con una figlia a carico, finita nella casa del Grande Fratello in cerca di fortuna. L’altra sera è scoppiata improvvisamente a piangere durante la diretta ed ha singhozzato: “Io voglio solo che mia figlia stia bene e non so come sta vivendo questa esperienza…” All’improvviso un signore l’ha chiamata: “Guendalina… cicci…” e lei si è alzata di colpo ed ha iniziato a gridare: “Papà! Papà!” ed è corsa in qualche stanza per incontrarlo. La sua è stata la corsa goffa di una ragazzona infilata in una minigonna eccessiva per le cosce un po’ trabordanti, per le forme eccessivamente morbide del suo fisico. La corsa del “ventre molle” dell’Italia verso una sorta di finta “reificazione”. Sì perché Guendalina non piace molto al pubblico del Grande Fratello. I commenti sulla sua partecipazione sono stati impietosi: “deve solo vergognarsi ….. non si lascia una bambina di 6 anni senza la mamma x così tanto tempo e poi x cosa ….. è maleducata e cafona e molto volgare“, ha scritto ThePulcesu. “QUESTA DICIAMO DONNA CIOE’ GUENDALINA E’ L’ESEMPIO SPREGIEVOLE E VERGOGNOSO DELL’ ITALIA: CAFONA, SENZA CULTURA CON UNA RESPONSABILITA’ A CASA DA PORTARE AVANTI… E PENSA A FARE LA SCEMA DAVANTI LE TELECAMERE !!” ha postato emyf1. Quindi gli autori per compensare il calo di popolarità di Guendalina e del reality ne hanno assecondato i sensi di colpa e l’hanno precipitata in una sceneggiata strappalacrime capace di restituire, almeno nella rappresentazione televisiva, la perduta dignità di madre a questa ragazza un po’ disorientata.

Ecco, così va l’Italia. Se qualcosa non piace gli “autori”, nascosti dietro i personaggi che calcano le scene, sono sempre pronti a rimediare, ad incoraggiare l’atavica tendenza alla commozione, a solleticare il desiderio di chi vorrebbe tanto essere al posto di Guendalina, o delle altre comparse destinate all’oblio dei mesi e degli anni a venire. Ma è solo finzione. Una finzione capace di nascondere lo squallore di una vita senza più punti di riferimento certi, di un’esistenza appesantita dalla paura del futuro. Quello che sembra contare davvero è solo la corsa scomposta verso la possibilità di “sistemarsi”, di cogliere l’occasione quando capita.

In fondo la concretezza “becera” delle “olgettine” non è molto diversa dalle ambizioni dei tanti che si aggirano per i talk show. Attricette senza talento, coattelli di periferia, soubrette volgari, ma anche damigelle desnude pronte ad offrirsi al “drago” di turno, madri snaturate, ragazzine sceme cresciute a “nutella e televisione”, illusionisti capaci di far uscire dal cilindro tante belle ragazze, accalappiatori e trasportatori di escort. “Carpe Diem” scriveva Orazio. “Approfitta più che puoi dell’occasione“, si ripetono ossessivamente tra loro le giovani ospiti di Arcore e si arrabbiano anche se l’occasione la coglie qualcun’altra. Questa è l’Italia. Di questo “Lui” si nutre e su questo fonda il consenso.

by Colas

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