LA GRANDE TRUFFA DEI PARIOLI

Gianfranco Lande

Panorama” pubblica il memoriale del Madoff alla vaccinara, al secolo Gianfranco Lande, oltre ad un lungo elenco di proprietà immobiliari non solo del Lande medesimo, ma di Roberto Torreggiani, amministratore della Eim, di Giampiero Castellacci de Villanova, raccoglitore di fondi per la Eim negli ambienti della “Roma bene” e di Raffaella Raspi, compagna del Lande, nonché responsabile dei rapporti della Eim con l’estero. Ormai della truffa, dello schema Ponzi, della Consob, delle banche d’affari, dei paradisi fiscali e dei truffati si è scritto tutto, o quasi. Ora c’è anche lo “scoop” del memoriale, dove Gianfranco Lande afferma – come poteva essere diversamente – di aver sempre agito nell’interesse dei suoi clienti. Figuriamoci se un truffatore ammette di esserlo.

Tuttavia credo che valga la pena di fare un ragionamento sui “truffati”. La forza della Eim stava sicuramente nella lunga Catena di S. Antonio (il santo mi perdonerà la disgraziata citazione) messa in piedi dai soci. Una sorta di passaparola sotterraneo, destinato a chi poteva disporre di ingenti somme di denaro da “investire” (si fa per dire). A muovere la catena c’era l’avidità più che la creduloneria. La prospettiva di raddoppiare, o addirittura triplicare il capitale in pochi anni. Qualcuno andava in giro a promettere raccolti miracolosi e l’avidità ha accecato 1500 investitori.

Possibile che nessuno si sia chiesto, o abbia chiesto allo stesso Madoff, come si potessero offrire tassi di interesse tanto vantaggiosi? Possibile che a nessuno sia venuto il dubbio che dietro l’apparente rispettabilità dei “proponenti” ci fosse del marcio? Qualsiasi persona dotata di intelletto è in grado di capire che, se si promettono raccolte miracolose, o si sta dicendo corbellerie finalizzate alla truffa, oppure chi promette sta rimestando nel torbido della finanza internazionale. Se si crede nella buona fede del “fund manager” allora non si può non sapere che, oltre un certo limite di rendimento, si entra in una zona grigia, dove può accadere di tutto: dallo strozzinaggio agli investimenti in attività illecite. Perché se non c’era questa consapevolezza allora resta una sola possibilità, tutti i 1500 investitori erano degli allocchi, dei polli pronti ad essere spennati. Decidete voi dove sta la “verità”.

Ma non è finita. Tutti questi milioni come sono arrivati nelle mani di Lande&Co.? Tutti assegni circolari? Tutti trasferimenti regolari da conti correnti? Quanti dei 300 milioni di euro sono giunti nella sede della Eim dentro valigette, buste e sacchetti della spesa? Ovvero quanti versamenti sono stati fatti in nero? E ancora, quanti di quei soldi “senza provenienza regolare” sono stati ben accetti nei forzieri delle banche d’affari di mezzo mondo (la metà del mondo dove si pagano tasse irrisorie, dove si possono versare capitali ingenti senza troppi problemi, dove tutto è possibile)? E, infine, perché la Consob e Banca d’Italia non sono intervenute per tempo su quanto stava accadendo?

Tante domande, troppe! Poche risposte. Tanti silenzi.

By COLAS

DON GIORGIO, LA PREGHIERA E L’ICTUS…

Don Giorgio De Capitani

Oggi “Libero” dedica la prima ed una pagina interna a Don Giorgio De Capitani, un prete che davanti alle telecamere del programma “Exit“, de La7, ha detto a proposito di B.: “Prego il Padre Eterno che gli mandi un ictus e… chiuso il discorso“. In verità Giorgio De Capitani ha detto tante altre cose nella sua intervista, parlando di “ipocrisia” e affermando: “Tutta la politica di B. è contro il Vangelo“. Ad ogni modo “Libero” ci va giù pesante ed affida a ben tre “firme”, Caterina Maniaci, Andrea Morigi e Antonio Socci menare randellate sul povero parroco di Monte di Rovagnate in provincia di Lecco. In effetti qualche scalpore anche dentro la Chiesa la sua “battuta” deve averlo suscitato, tanto che Don Giorgio ha sentito il bisogno di registrare un lungo chiarimento sul suo canale You Tube. Ma non ritratta nulla ed anzi aggiunge che Carlo Giovanardi, presente alla trasmissione “Exit”, sarebbe un “politico puttaniere”, ovvero un politico che ha cambiato tanti partiti.

Cosa penso? Sono un uomo pieno di dubbi, in fatto di Fede. Tuttavia credo che ognuno possa pregare per quello che vuole, la preghiera è un atto intimo, privato. Credo che ognuno possa chiedere quello che si sente. Tanto alla fine sarà Lui (penso al Padreterno e non a B.) a decidere.

by COLAS

LA “MONNEZZA” DEL SUD

Napoli...

... come Palermo

Terra” è l’unico quotidiano che oggi si occupa della tragedia “munnezza” nel Sud e titola: “Il Sud sepolto dai rifiuti“.

A Napoli continua a prevalere lo “schema Caldoro”. Ovvero tenere – finché è possibile – il centro pulito e scaricare sulle periferie della città il peso dell’emergenza.  Stavolta le montagne di immondizia stanno soffocando l’area orientale. Dopo due settimane di mancata raccolta l’invasione dei sacchetti è diventata insostenibile. Una notte di roghi, una notte come tante altre per Napoli e dintorni.

Una notte di roghi anche a Palermo, Messina e Agrigento. Nei Comuni palermitani serviti dal consorzio Coinres l’assenza di raccolta ha causato l’accumularsi di “montagne” di pattume. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte a Partinico, Carini, Capaci, Giardinello, Borgetto, Montelepre, Cinisi e Terrasini, per domare gli incendi appiccati dagli stessi residenti ormai esasperati dalla squallida convivenza.

Ovviamente – a parte i cittadini direttamente coinvolti – non frega niente a nessuno di quanto sta accadendo nel Sud d’Italia. I clamori mediatici sono rivolti altrove. Schiamazzi e liti furibonde nell’emiciclo della Camera, processi brevi e prescrizioni, nani e ballerine, Sarkozy e Sarko-no: non si parla d’altro, non ci si preoccupa d’altro. Per quanto ancora si potrà andare avanti così?

by COLAS

L’informazione sull’emergenza monnezza al Sud è ridotta al minimo. I quotidiani hanno altro di cui occuparsi, il TG1 dopo una serie di servizi sulle razze canine ora si sta interessando al diario dal carcere di Salvatore Cuffaro e al baby orango abbandonato dalla “mamma”. Gli altri TG (ad esclusione di quelli di RaiNews) hanno scelto di non dare spazio all’ennesima emergenza rifiuti. Linkate questo articolo e fatelo girare, oppure scrivetene uno voi. Cerchiamo di rompere il “silenzio” mediatico.