BOMBE ITALIANE SULLA LIBIA: IL POPOLO DELLA LEGA SI AGITA

Ha scritto oggi Aldo Schiavone su La Repubblica, a proposito della posizione della Lega sulla guerra in Libia:

C’è in primo luogo un rifiuto diffuso della guerra  -  di ogni guerra  -  e della connessa esibizione di ogni dispositivo militare offensivo: missili, portaerei, bombardieri e quant’altro. Una specie di onda d’emotività negativa forte e radicata, che, per fortuna, va ben oltre l’insediamento sociale leghista, ma cui in questo momento è la Lega quasi da sola a dar voce. Si tratta di un pezzo significativo della nostra cultura popolare, ed è difficile non vedervi un riflesso positivo, qualcosa che somiglia molto a una maturità raggiunta attraverso la memoria di sofferenze ed esperienze che sono entrate ormai nel dna della nostra storia. 

Ma su questo primo strato mentale se ne distende un altro, più ristretto, più pericoloso, e più ridotto entro i confini tradizionali della presenza leghista. Ed è quello proprio di un’Italia che si sente immedicabilmente piccola, provinciale, che si appaga della sua marginalità, e se ne fa una ragione e un’alibi. Un’Italia perennemente spaventata, scettica su di sé e sui suoi alleati, con un piede perennemente fuori dell’Europa, in fuga dalle sue responsabilità, cinica molto prima che pacifista. Voglia di rifugio nel cortile di casa, di isolamento, di indifferenza al mondo.