THE BATTLE FOR THE ELYSÉE (LE ELEZIONI FRANCESI RACCONTATE DA OLTRE MANICA)

da 10 (The Prime Minister's Office on flickr)

Mentre il Primo Ministro di Sua Maestà gioca a ping pong nel giardino della sua residenza al numero 10 di Downing Street, forse per far dimenticare con le atmosfere olimpiche le cene “riservate” ai maggiori di 200mila sterline, The Economist racconta così la corsa all’Eliseo.

HOLLANDE, SARKOZY E LE COLONNE SONORE

Michaël Boumendil, fondatore dell’agenzia francese Sixiéme Son, specializzata in “identità musicali” e spot sonori (tra i clienti la società delle ferrovie francesi SNCF,  l’aereporto di Parigi, Castorama e il ministero dell’economia francese) sostiene che la potenza del linguaggio musicale è efficace quanto uno slogan politico.

In una campagna elettorale la musica permette di identificare il candidato e la sua visione. Barack Obama in qualche modo è stato un modello ispiratore anche in Francia, ad esempio dopo aver cantato “Let’s stay together”, è sceso dal piedistallo ed ha provocato sentimenti di emozione e di calore“.

Boumendil ha anche analizzato le scelte musicali dei due candidati francesi Nicolas Sarkozy e François Hollande.

Il primo ha scelto una musica di “destra” che vuole esprimere ordine e autorità, una colonna sonora che presenta Sarkozy come un capitano risoluto e sicuro nel mezzo  della tempesta, una musica complessa e forse troppo sofisticata; Hollande ha fatto esattamente il contrario, la sua musica è di una semplicità disarmante, addirittura caricaturale“.