“GIOVEREBBE FERMARE IL CALCIO PER DUE O TRE ANNI”

Nuovi sviluppi dello scandalo che sta facendo crollare il sistema calcio in Italia: nei guai Massimo Mezzaroma, presidente del Siena. Sulla questione intervenuto anche il presidente del Consiglio Mario Monti: “Gioverebbe fermare il calcio per due o tre anni“.

Qualche giorno prima della partita Siena-Varese – si legge nel verbale di Carobbio, desecretato nei giorni scorsi – Ferdinando Coppola entrò negli spogliatoi sbiancato in volto rappresentandoci che poco prima, all’esterno degli spogliatoi, era stato avvicinato da una persona vicina al presidente che gli aveva chiesto se c’era la possibilità di perdere la partita. Questa persona, di cui Coppola mi fece anche il nome ma che in questo momento non ricordo gli aveva detto che il presidente intendeva scommettere o aveva scommesso sulla nostra sconfitta. Intendo riferirmi al presidente Mezzaroma. La squadra oppose un netto rifiuto suggerendo al Coppola di rappresentare a chi lo aveva contattato di non aver voluto riferire la proposta ai giocatori in quanto lui stesso non era d’accordo. Ribadisco che il Coppola era quasi sconvolto (…). In seguito ho appreso da Stellini (all’epoca e tuttora vice di Antonio Conte) che la proposta era stata fatta da Mezzaroma anche allo staff tecnico e anche loro si erano rifiutati. Era la prima volta che ci proveniva una richiesta del genere dal presidente”.

La corruzione è ovunque. Che senso ha andare allo stadio a vedere una partita se poi c’è il sospetto che i calciatori, l’allenatore, il presidente o chissà chi si siano messi d’accordo con qualche banda di criminali per lucrare sulle scommesse? Ha ragione Mario Monti: “È triste e fa rabbrividire quando il mondo dello sport si rivela un concentrato di fattori deprecabili“. “Trovo inammissibile che vengano usati soldi pubblici per ripianare i debiti delle società di calcio“.

COLUCHE. IL COMICO CHE VOLEVA DIVENTARE PRESIDENTE

In Francia si guarda con grande curiosità alle performance politiche di Beppe Grillo e qualcuno avanza paragoni con il comico più amato dai francesi: “Coluche”.

Michel Gérard Joseph Colucci, in arte Coluche, nasce a Parigi nel 1944 da una modesta famiglia di origine italiana. Dopo un’infanzia difficile, abbandona la scuola e cambia numerosi lavori. Negli anni ’60 inizia la carriera nei cabaret della capitale e in pochi annui conquista il cuore dei francesi. Una comicità rude, trasgressiva, anche se mai volgare. E qui le differenze con Beppe Grillo sono più che evidenti. Come Grillo, Coluche prende di mira la politica e le contraddizioni della società, ma lo fa senza mai porsi come “salvatore della patria”. Le sue gag, per quanto velenose restano un tentativo di svelare le contraddizioni del sistema politico.

All’apice della sua fama artistica, nel 1981, annuncia a sorpresa la sua candidatura alle elezioni presidenziali francesi. Così accanto a Giscard D’Estaing e François Mitterand i francesi si trovano ad ascoltare anche un “comico”. Lo slogan “Blue Blanc Merde”, le gag durante i dibattiti televisivi e gli spot elettorali non solo divertono, ma suscitano grande interesse. In breve i sondaggi lo valutano intorno al 16% delle intenzioni di voto.

Lo scherzo però dura poco. Coluche viene percepito da l’establishment politico francese come una minaccia. I servizi segreti iniziano a pedinarlo e a controllarlo. Immancabili arrivano le minacce di morte. Coluche inizia lo sciopero della fame per protesta contro l’ostracismo mediatico di cui è divenuto vittima. Insomma cerca di reagire con il suo stile all’ostracismo e agli attacchi violenti del mondo politico. Infine dopo l’omicidio del suo manager René Gorlin si ritira dalla corsa presidenziale. Inizia un periodo buio, tra alcool e droghe. Questo non gli impedisce di continuare con le sue sfide e provocazioni. A difesa dei poveri lancia “Les Restos du Coeur”,  un luogo per assicurare un pasto caldo ai bisognosi, lui stesso amava ricordare: “Non sono un nuovo ricco, ma un vecchio povero!”.  Poi, nel 1986, la tragica fine. Coluche si schianta con la sua moto contro un camion nei pressi di Cannes. Riconoscimenti politici postumi per il comico? Una piazza a lui dedicata a Parigi, una legge votata nel 1988 “loi Coluche” che esenta dalle tasse le somme di denaro versate per beneficenza.

Ancora oggi i “Ristoranti del cuore” nelle piazze francesi sfamano centinaia di persone. @thefrenchbo