COLUCHE. IL COMICO CHE VOLEVA DIVENTARE PRESIDENTE
In Francia si guarda con grande curiosità alle performance politiche di Beppe Grillo e qualcuno avanza paragoni con il comico più amato dai francesi: “Coluche”.
Michel Gérard Joseph Colucci, in arte Coluche, nasce a Parigi nel 1944 da una modesta famiglia di origine italiana. Dopo un’infanzia difficile, abbandona la scuola e cambia numerosi lavori. Negli anni ’60 inizia la carriera nei cabaret della capitale e in pochi annui conquista il cuore dei francesi. Una comicità rude, trasgressiva, anche se mai volgare. E qui le differenze con Beppe Grillo sono più che evidenti. Come Grillo, Coluche prende di mira la politica e le contraddizioni della società, ma lo fa senza mai porsi come “salvatore della patria”. Le sue gag, per quanto velenose restano un tentativo di svelare le contraddizioni del sistema politico.
All’apice della sua fama artistica, nel 1981, annuncia a sorpresa la sua candidatura alle elezioni presidenziali francesi. Così accanto a Giscard D’Estaing e François Mitterand i francesi si trovano ad ascoltare anche un “comico”. Lo slogan “Blue Blanc Merde”, le gag durante i dibattiti televisivi e gli spot elettorali non solo divertono, ma suscitano grande interesse. In breve i sondaggi lo valutano intorno al 16% delle intenzioni di voto.
Lo scherzo però dura poco. Coluche viene percepito da l’establishment politico francese come una minaccia. I servizi segreti iniziano a pedinarlo e a controllarlo. Immancabili arrivano le minacce di morte. Coluche inizia lo sciopero della fame per protesta contro l’ostracismo mediatico di cui è divenuto vittima. Insomma cerca di reagire con il suo stile all’ostracismo e agli attacchi violenti del mondo politico. Infine dopo l’omicidio del suo manager René Gorlin si ritira dalla corsa presidenziale. Inizia un periodo buio, tra alcool e droghe. Questo non gli impedisce di continuare con le sue sfide e provocazioni. A difesa dei poveri lancia “Les Restos du Coeur”, un luogo per assicurare un pasto caldo ai bisognosi, lui stesso amava ricordare: “Non sono un nuovo ricco, ma un vecchio povero!”. Poi, nel 1986, la tragica fine. Coluche si schianta con la sua moto contro un camion nei pressi di Cannes. Riconoscimenti politici postumi per il comico? Una piazza a lui dedicata a Parigi, una legge votata nel 1988 “loi Coluche” che esenta dalle tasse le somme di denaro versate per beneficenza.
Ancora oggi i “Ristoranti del cuore” nelle piazze francesi sfamano centinaia di persone. @thefrenchbo
Mi pare che uomini del popolo come Coluche dimostrino che noi, masse, abbiamo un problema. Ossia che non riusciamo a socializzare, a stringere alleanze, a creare delle strategie di azione, senza che il potere riesca infine a prendere il sopravvento. E quindi a sfruttare i “capipopolo” che di volta in volta ci prospettano (io penso in buona fede), il modo per rialzare la testa. Il discorso vale per il comico di origine ciociara come per tutti quelli che lo hanno preceduto. E che probabilmente lo seguiranno. Suggerisco la lettura del pezzo su Persinsala Grillo, Coluche e il potere sovversvo della cultura popolare di G. Chiariglione http://www.persinsala.it/web/approfondimento/grillo-coluche-e-la-teatralizzazione-pubblica-del-potere-1384.html. L’autore mi pare abbia messo ben in chiaro come in fondo, le masse non siano ancora capaci di gestire il loro immenso Potere…
Mara