SANTORUM VERSUS JFK

Rick Santorum, domenica su Abc News, ha ribadito il suo disgusto per il discorso di John Fitzgerald Kennedy del 1960 su stato e Chiesa in America. Nulla di nuovo. Il candidato repubblicano ha ripetuto quasi letteralmente, quanto affermato a Merrimack, il 14 dicembre 2010.
Nel discorso, tenuto da Kennedy a Houston nel settembre 1960, la questione dell’eleggibilità di un candidato cattolico era stata liquidata partendo dall’affermazione che la fede cattolica era una questione privata, perché la prima professione di fede di un politico americano doveva andare alla Costituzione.
Per Kennedy l’unica soluzione al problema stava nella separazione assoluta tra stato e Chiesa.

Dal canto suo Mitt Romney, davanti ad una platea di Tea Party ha preso in “castagna” Santorum che aveva ammesso di aver appoggiato disegni di legge che non gli piacevano e che incrementavano la spesa pubblica, o il debito federale, oppure che riformavano l’istruzione.  “Ieri sera uno dei candidati“, ha infierito Romney, “ha descritto come si vota contro i propri stessi principi. Certi politici vanno a Washington e votano per cose nelle quali non credono“.

Chissà perché, alla vigilia delle due primarie in Arizona e Michigan, Rick Santorum e Mitt Romney sentono la necessità di confrontarsi a distanza su questioni di principio invece che su problemi concreti? Forse perché la “partita” vera tra i repubblicani è proprio questa?