JULIAN ASSANGE: “NEGLI USA SAREI UCCISO COME OSWALD”

Se finisse in un carcere americano, Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange afferma di avere “grandi possibilità” di venire ucciso “nello stile-Jack Ruby”, l’uomo che uccise Oswald, il presunto assassino di John F. Kennedy a Dallas. Ruby, legato agli ambienti mafiosi statunitensi – anche se non ci sono prove certe della sua affiliazione a questa o quella famiglia – uccise Oswald 48 ore dopo la morte di Jfk, mentre il giovane ex Marine veniva trasferito dal commissariato di polizia al carcere.

Condannato in prima istanza alla pena di morte, Ruby morì al Parkland Hospital nel 1967 (lo stesso in cui venne decretata la morte degli stessi Kennedy e Oswald) per un tumore che gli era stato diagnosticato un anno prima. In diverse occasione, Ruby tuttavia parlò di un complotto per “farlo tacere” ed insinuò che la malattia gli era stata ‘inoculata’.

Comunque, sottolinea Assange, “sarebbe politicamente impossibile” per la Gran Bretagna estradarlo negli Stati Uniti, e Londra ha “il diritto di non estradare per crimini politici”. “Lo spionaggio è un classico caso di crimine politico, è a discrezione del governo britannico se applicare questa eccezione o no”, ha detto l’australiano al Guardian. Il fondatore di Wikilekas però assicura: “C’è un nuovo governo, che vuole dimostrare di non essere già stato cooptato dagli Stati Uniti”, argomentando che David Cameron e Nick Clegg sono in una posizione più forte per resistere a una richiesta di estradizione da parte di Washington.

 

NEL RIFUGIO DI ASSANGE…

Una settimana nella campagna inglese ha fatto bene a Julian Assange. Quando scende dalla macchina che, come ogni giorno, lo accompagna a firmare il registro dei detenuti nel commissariato di Beccles, nel cuore del Suffolk, dove tutto è lento e tranquillo e le giornate sanno di pudding natalizio e tradizione, il fondatore di WikiLeaks è rilassato e tranquillo. Piumino verde oliva, maglione bianco e jeans, si muove con disinvoltura, nonostante il braccialetto elettronico alla caviglia.

«Buona sera. Grazie per avermi aspettato qui sotto la neve. È stata coraggiosa», sorride stringendo la mano. Poi si incammina veloce verso l´ingresso: mancano 20 minuti alle cinque, orario di chiusura della stazione di polizia, e se non si presenterà ai poliziotti entro quell´ora sarà costretto a rinunciare alla campagna e a tornare in prigione, dove ha già passato nove giorni, accusato di stupro da due donne svedesi.

La nuova vita dell´uomo che da settimane catalizza l´attenzione dell´opinione pubblica mondiale si svolge in questo angolo innevato dell´Inghilterra, famoso per la caccia e la pesca. Il Suffolk ha dato ospitalità ad Assange suo malgrado, solo perché il reporter Vaughan Smith ha messo a disposizione per gli arresti domiciliari la grande casa di campagna che ha da queste parti: ma dopo i primi giorni di caos ha chiuso su di lui una cortina di indifferenza.

Qui la vita ha il ritmo lento delle zone di campagna e ad occupare le prime pagine dei giornali non ci sono le rivelazioni di WikiLeaks ma le fiere natalizie: l´unica trasgressione possibile dopo le cinque, quando tutto chiude, è una bevuta al pub. Un grosso cambiamento per un uomo che negli ultimi tre anni non ha avuto residenza fissa, muovendosi da una parte all´altra con uno zaino e un manipolo di fedelissimi e ha tenendo in scacco i servizi segreti di mezzo mondo.

Fuori dal commissariato passano pochi minuti prima che Assange ricompaia. «Il tempo di una firma e di una chiacchierata, è una persona gentile e tranquilla», racconterà dopo il poliziotto. Incollato al telefonino e atteso con impazienza da una giovane assistente che sfida la neve in minigonna e ballerine, l´australiano si concede solo per qualche battuta: «Sto bene, grazie. Lavoro. Ma mi riposo, anche. Buon Natale, davvero». Poi via, nella macchina scura dove la ragazza ha già acceso il motore. Lo attendono 20 minuti di auto fino a Ellingham House, la villa dove trascorre quelli che chiama «i miei arresti domiciliari ad alta tecnologia». È dall´interno di questa grande tenuta, che fino a pochi giorni fa si poteva affittare via Internet per matrimoni e battute di caccia ma ora è scomparsa dalla Rete, che il fondatore di WikiLeaks combatte la sua ultima battaglia. Chi la frequenta racconta delle sue lunghe passeggiate ma anche di riunioni infinite che vanno avanti anche ora che alcuni dei più stretti collaboratori sono partiti per Natale. «Abbiamo pubblicato soltanto una piccola parte del materiale che abbiamo. Andremo avanti. Non abbiamo altra scelta: pubblicare o morire», racconta a Paris Match intorno al camino.

E poi: «Sono diventato un obiettivo perché certe organizzazioni potenti non possono perdere la faccia». Pochi sono i visitatori ammessi dentro la villa. Chi non è espressamente invitato non è ben visto: «È una nota zona di caccia. C´è gente che spara. Non vorremmo che prendessero un curioso per un uccello da abbattere», dice ironico uno dei collaboratori.

Avvertimento inutile: i grandi cancelli che delimitano la proprietà sono lontani dalla strada più di un chilometro. Un lago ghiacciato ed ettari di terreno li separano a loro volta dalla villa: impossibile arrivare senza essere notati. Forse per questo, come spiega il funzionario di polizia di Beccles «non c´è bisogno di protezione. Non abbiamo aumentato i turni, né richiamato gli agenti dalle ferie. Per noi va tutto bene».

Nonostante le sempre più numerose minacce di morte che Assange dice di continuare a ricevere, la maggiore occupazione della polizia qui sono le multe agli automobilisti in doppia fila. Probabilmente è la prima volta che i poliziotti hanno a che fare con un detenuto con il braccialetto elettronico. Di certo mai si erano trovati di fronte a qualcuno che usa il Suffolk per lanciare messaggi planetari: «Abbiamo scoperto in queste settimane che il sistema americano si avvicina a quello sovietico: che Visa, Mastercard, Paypal e Bank of America sono strumenti di controllo al servizio della Casa Bianca», ha detto ieri Assange.

Di fronte a queste parole a Beccles e nella vicina Bungay la gente reagisce con indifferenza: «Ho capito che stava succedendo qualcosa quando ho visto la tv», dice Sylvia, abitante di Beccles. Il suo è un punto di vista condiviso: per la maggior parte della gente qui, Assange è praticamente uno sconosciuto. Delle sue battaglie non sono arrivati che echi lontani. Nulla a parte un cartello nella neve che chiede libertà per Bradley Manning, il soldato Usa accusato di essere la fonte delle rivelazioni del sito, segnala la sua presenza. Una realtà quasi paradossale per l´uomo che più di ogni altro fa parlare di sé il mondo da settimane.

«Ho visto la polizia e gli elicotteri quando è arrivato, ma lui no. Neanche sapevo chi fosse. Noi amiamo la tranquillità, questo caos non ci piace», racconta Rob, falegname, la cui segheria è a pochi metri dalla villa. «Un po´ di animazione è divertente. Ho venduto qualche paio di guanti ai giornalisti infreddoliti – sorride la signora Julie Bright, titolare di “Crossway”, il negozio di articoli di caccia e cibo di animali che sta di fronte alla casa – ma ora sono andati via. E nessuno di noi andrebbe a guardare oltre ai muri per vedere cosa fa quell´uomo. Non ci interessa».

Oltre i muri «quell´uomo» si prepara a combattere un´altra puntata della battaglia per evitare l´estradizione in Svezia e, in ultima istanza, negli Stati Uniti dove, dice «temo sempre di più di finire». Al Guardian dice che se ci fosse abbastanza pressione dall´opinione pubblica sarebbe «politicamente impossibile» per la Gran Bretagna estradarlo negli Stati Uniti. «Lì – ha aggiunto – ci sarebbe una grossa possibilità che io finisca ucciso, come ha fatto Jack Ruby»: il riferimento è all´uomo che uccise Lee Harvey Oswald, accusato di aver a sua volta assassinato il presidente Kennedy.

Al Times ha raccontato delle due condizioni di detenzione: «Ho potuto chiamare solo quattro persone, oltre ai miei avvocati». Ma anche della solidarietà di una guardia carceraria «Mi ha dato un biglietto. C´era scritto: in questo mondo ho solo due eroi: te e Martin Luther King». Rob e Julie, se uno glielo riferisce, scuotono la testa, come la maggior parte degli abitanti di Beccles interrogati per questo articolo: «Gli auguriamo un Buon Natale: si goda il pudding, gli amici e la famiglia. La fama viene e va». Quella di Assange in questo angolo di Inghilterra è già svanita: ma nel resto del mondo, c´è da giurarci, durerà ancora.

di Francesca Caferri per “la Repubblica”

WikiLeaks. Ecco le chat di Bradley Manning

Il 21 maggio il 22enne Bradley Manning iniziò una chat con l’hacker Adrian Lamo. Durante la chat, che andò avanti alcuni giorni, Manning confessò di essere la fonte del materiale “scottante” pubblicato sul sito WikiLeaks.
Lamo avvertì Fbi ed esercito e il 26 maggio Manning fu incarcerato in Kuwait, dove rimase per due mesi: intanto, venne aperta un’indagine per accertare se erano stati commessi reati. Da cinque mesi Manning è stato trasferito dal Pentagono a Quantico, in Virginia, dove è detenuto in isolamento e in condizioni di tortura psicologica.
Pubblichiamo di seguito parte del colloquio fra Manning e Lamo, inviato da quest’ultimo aWired.com. Le date sono approssimative; i nickname sono stati sostituiti con i nomi reali degli interlocutori. Le parti che raccontano fatti personali sono state invece censurate da Wired. Daniel Ellsberg, l’eroe americano che svelò i Pentagon Papers, ha sollecitato su Democracy Now che tutta la chat venga pubblicata in nome della verità.

21 maggio
Prima di questo colloquio Manning aveva già inviato una mail a Lamo. Il giovane spiega subito di lavorare nell’esercito e di occuparsi della classificazione di documenti.
(1:41:12 PM) Bradley Manning: Ciao
(1:44:04 PM) Manning: come stai?
(1:47:01 PM) Manning: lavoro presso l’intelligence dell’esercito, nella zona orientale di Baghdad (…)
(1:56:24 PM) Manning: sicuramente sei molto impegnato
(1:58:31 PM) Manning: se avessi accesso alla classificazione della rete 14 ore al giorno, 7 giorni la settimana per 8 mesi di fila, cosa faresti?
(1:58:31 PM) Adrian Lamo [AUTO-REPLY]: Stanco di essere stanco
(2:17:29 PM) Manning: ?
(6:07:29 PM) Lamo: Qual è il tuo MOS?
(3:16:24 AM) Manning: “Qual è il tuo MOS?” Analista dell’intelligence
22 maggio

Manning racconta a Lamo di aver fornito 260.000 cablo diplomatici del Dipartimento di Stato al sito WikiLeaks. Lamo gli chiede di spiegargli nel dettaglio quali segreti contengono questi cablo. Manning dice che non può dargli troppi dettagli e si concentra in particolare su un cablo che Wikileaks ha appena pubblicato, come test. Non spiega cosa intende per “test”.
(1:39:03 PM) Manning: non crederai a quello che ti sto per confessare… :’(
(1:40:20 PM) Manning: sono rimasto isolato così a lungo..voglio solo essere gentile e vivere una vita normale…ma gli eventi mi hanno spinto a cercare un modo per sopravvivere…abbastanza sveglio per capire che cosa sta accadendo, ma impotente…nessuno mi notava..
(1:40:43 PM) Manning: :’(
(1:43:51 PM) Lamo: dietro..
(1:43:59 PM) Manning: mi lecco le ferite quando non sto lavorando duramente nell’ufficio di rifornimento (la mia nuova postazione da quando sono stato scaricato…)
(1:44:11 PM) Manning: mi manchi molto…
(1:45:00 PM) Lamo: che tipo di scandalo??
(1:45:16 PM) Manning: centinaia…
(1:45:40 PM) Lamo: tipo? sono davvero curioso di conoscere i dettagli…
(1:46:01 PM) Manning: non so…ce ne sono così tanti…non ho più il materiale originale…
(1:46:18 PM) Manning: Uhmm…la Santa Sede e la sua posizione sugli scandali sessuali in Vaticano…
(1:46:26 PM) Lamo: tira a indovinare…
(1:46:29 PM) Manning: roba che scotta in Germania..
(1:47:36 PM) Manning: mi spiace, c’è così tanta roba..è impossibile per una persona leggere tutti i 250 mila cablo..senza sentirsi sopraffatti…e possibilmente desensibilizzati…
(1:48:20 PM) Manning: la portata è così vasta…e profonda…
(1:48:50 PM) Lamo: dammi fiducia…qualcosa di specifico??
(1:49:40 PM) Manning: questo ad esempio era un test…cablo classificato dall’ambasciata Usa a Reykjavik contro lo scioglimento dei ghiacci datato 13 gennaio 2010.
(1:50:30 PM) Manning: il risultato fu che l’ambasciatore venne richiamato e licenziato…
1:51:02 PM) Manning: questo è soltanto un cablo…
(1:51:14 PM) Lamo: qualcosa di non reso pubblico..
(1:51:25 PM) Manning: dovrei chiedere ad Assange..
(1:51:53 PM) Manning: ho riempito con uno o più zeri l’originale..
(1:51:54 PM) Lamo: perchè rispondi a lui?
(1:52:29 PM) Manning: no…voglio solo far uscire il materiale…non voglio essere complice…
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In questa chat, Manning discute il suo ruolo come fonte di WikiLeaks e la sua interazione con il suo fondatore Julian Assange. Parla anche dei due video che dice di aver fornito a WikiLeaks — uno di un agguato aereo in Iraq nel 2007, che dice di aver dato a WikiLeaks a febbraio e che è costato tre mesi di lavoro a WikiLeaks per decriptarlo prima di pubblicarlo lo scorso aprile; e un altro durante un bombardamento aereo in Afghanistan nel 2009, che Wikileaks ammette di aver ricevuto ma che non ha ancora pubblicato.
2:04:29 PM) Manning: io sono una fonte, non un volontario
(2:05:38 PM) Manning: voglio dire, sono una fonte con un alto profilo… e ho sviluppato una relazione con Assange… ma non so molto più di quello che mi dice, che è molto poco
(2:05:58 PM) Manning: ci ho messo quattro mesi per avere conferma che la persona con cui stavo comunicando fosse di fatto Assange
(2:10:01 PM) Lamo: come hai fatto?
(2:12:45 PM) Manning: ho raccolto più informazioni quando gli ho chiesto quando è stato seguito in Svezia dai funzionari del Dipartimento di Stato… Stavo cercando di capire chi lo stesse seguendo… e perchè… e lui mi ha raccontato storie di altre volte in cui è stato seguito… e combaciavano con quelle che ha detto pubblicamente
(2:14:28 PM) Lamo: i riscontri combaciavano? i controlli?
(2:14:46 PM) Manning: in base alla descrizione che mi ha fatto, ho valutato che fosse il Team per la sicurezza diplomatica nord-europea… che cercava di capire come ha ottenuto il cablo di Reykjavik…
(2:15:57 PM) Manning: hanno anche capito che aveva un video… del bombardamento di Gharani in Afghanistan, che in effetti ha, ma non ha ancora decrittato… il gruppo di produzione stava lavorando sul video dell’agguato aereo a Baghdad, che non era mai stato veramente criptato
(2:16:22 PM) Manning: ha tutto il materiale (15-6) per quell’incidente (in Afghanistan, ndr)… non è solo video senza contesto
(2:16:55 PM) Manning: ma non è altrettanto condannabile… è stato un incidente terribile, ma niente a che vedere con quello di Baghdad
(2:17:59 PM) Manning: gli inquirenti hanno lasciato il materiale senza protezioni, in un elenco su un centcom.smil.mil
(2:18:03 PM) Manning: server
(2:18:56 PM) Manning: però hanno zippato i file, aes-256, con una password eccellente… per questo temo che non sia stato ancora decriptato
(2:19:12 PM) Manning: 14 e più caratteri…
(2:19:37 PM) Manning: non riesco a credere che ti sto dicendo tutto questo=L

23 maggio
(7:19:12 AM) Lamo: Ehi tu
(7:19:19 AM) Lamo: reinvii?
(7:19:19 AM) Manning: che c’è?
(7:19:29 AM) Manning: ti ho appena salutato
(7:19:46 AM) Lamo: appena svegliato. mi sono alzato un’ora fa, 06.15.
(7:20:10 AM) Manning: eh, la serata è ancora giovane qui
(7:20:26 AM) Lamo: come stai oggi?
(7:20:37 AM) Manning: un pochino meglio…
(7:20:52 AM) Manning: ho avuto molti pensieri, me ne sto per conto mio
(7:22:18 AM) Lamo: qualche novità eccitante?
(7:24:21 AM) Manning: no, sono stato fuori al sole tutto il giorno… 110 gradi Fahrenheit, mi sto occupando di vari dettagli per una banda e alcune ragazze pon pon di una squadra universitaria in visita…
(7:24:43 AM) Lamo: ragazze pon pon.
(7:24:46 AM) Manning: mi sono occupato del barbecue… ma non è arrivato nessuno… buttato via un sacco di cibo
(7:25:20 AM) Manning: si, ragazze pon pon per una squadra di football… in visita fuori stagione… fa parte dei progetti per il Benessere del Morale e la Ricreazione
(7:25:39 AM) Lamo: *sigh*
(7:26:01 AM) Manning: >chissene
(7:28:04 AM) Manning: c’è solo un’altra persona che so che sa qualcosa di sicurezza informatica… è un analista SIGINT, ovviamente
(7:28:41 AM) Lamo: E’ lui l’altro che gironzola sulla rete?
(7:29:26 AM) Manning: no… afaik, non gioca con le reti riservate… ma sono sicuro che ne sarebbe capace
(7:30:09 AM) Lamo: per cui è ragionevole immaginare che tu hai almeno tre persone che hanno un po’ di conoscenza di sicurezza informatica
(7:31:15 AM) Manning: non capisco cosa stai dicendo
(7:31:23 AM) Manning: sicurezza informatica di cosa?
(7:31:29 AM) Manning: delle reti?
(7:32:13 AM) Manning: conosco un sacco di gente che si occupa di sicurezza informatica
(7:32:44 AM) Lamo: intendo dire, in un modo che si presterebbe a indire una riunione.
(7:33:33 AM) Lamo: sto scrivendo un messaggio cercando di organizzare riunioni globali per far incontrare un gruppo ristretto ~ (circa) 3000 persone con cui lavorare e da mandare in giro a evangelizzare, ce l’ho in testa
(7:33:50 AM) Manning: non proprio… diversi tipi di persone… sanno come fare, ma non lo fanno
(7:34:33 AM) Manning: non vorresti avere queste persone in una riunione
(7:34:48 AM) Manning: tuttavia… immagino tu li voglia
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(8:01:30 AM) Lamo: Assange usa AIM o altri servizi di messaggistica? Mi piacerebbe chattare con lui uno di questi giorni su “opsec”. Le mie sole credenziali a parte le intrusioni sono che l’Fbi non ha mai ottenuto i miei dati e non mi ha mai trovato, prima della mia resa condizionata, ma è già qualcosa.
(8:01:53 AM) Lamo: E i miei dati non sono mai stati ritrovati.
(8:02:07 AM) Manning: no, non usa AIM
(8:02:37 AM) Lamo: Come potrei contattarlo?
(8:02:59 AM) Manning: ti contatterebbe lui
(8:03:26 AM) Lamo: sono sempre riuscire a contattare chiunque.
(8:03:29 AM) Manning: lui usa OTR… ma non discute nulla di “OPSEC”
(8:03:42 AM) Lamo: ho messo all’angolo Ashcroft IRL, alla fine.
(8:04:19 AM) Manning: lui *potrebbe* usare il server ccc.de jabber… ma non l’hai saputo da me
(8:04:33 AM) Lamo: siamo intesi
(8:06:00 AM) Manning: vado a cena, ttyl
(8:06:18 AM) Lamo: http://www.facebook.com/photo.php
(8:06:47 AM) Lamo: nemmeno io ho passato la sicurezza, cioè, sì ;>
(8:06:52 AM) Lamo: buona cena.
(8:06:55 AM) Lamo: twys.
(9:12:38 AM) Manning: bk
(9:22:54 AM) Manning: interessante… uniforme da marine… illegale, ma sicuramente facile
(9:24:11 AM) Manning: perchè ashcroft?
(9:24:24 AM) Manning: oh, lascia perdere… DoJ
(9:24:29 AM) Manning: >sbadiglio<
(9:26:52 AM) Manning: non sono per nulla familiare con la roba dell'Fbi
(9:27:04 AM) Manning: gli americani hanno molti più diritti dei non americani
(9:31:42 AM) Manning: è terribile
(9:46:11 AM) Lamo: Il Dipartimento di Giustizia di Ashcroft ha cercato di usare il USA PATRIOT Act su di me.
(10:06:24 AM) Lamo: su che basi?
(10:12:34 AM) Manning: yeah
(10:12:57 AM) Lamo: sei battista per caso?
(10:13:34 AM) Manning: cresciuto cattolico… mai creduto una parola
(10:13:59 AM) Manning: sono senza dio…però direi che io abbia valori umanisti
(10:14:15 AM) Manning: fatti fare dei bigliettini identificativi con la scritta "Umanista" [...]
(10:17:56 AM) Manning: ero l'unica persona non-religiosa in città
(10:18:17 AM) Manning: più bigotti che persone…
(10:18:37 AM) Manning: ma li capisco
(10:18:53 AM) Manning: non sono cattivo con loro… loro *davvero* non sanno
(10:19:39 AM) Manning: sono educatamente in disaccordo… ma sono loro che sono a disagio quando faccio notare, molto educatamente, dei buoni argomenti…
(10:20:48 AM) Manning: (per argomenti, intendo dire fare domande multiple, con risposte ovvie, e poi fare una domanda che si basa sulle risposte alle domande precedenti che mettono in discussione la loro normale risposta alla stessa domanda)
(10:21:26 AM) Manning: [un esempio eccellente è qui: http://www.youtube.com/watch
(10:28:21 AM) Manning: a proposito, il New Yorker pubblicherà un articolo di 10 mila parole su wl.org (WikiLeaks, ndr) il 30 maggio
(10:33:07 AM) Lamo: un momento
(10:33:30 AM) Manning: (apparecchio per rintracciare)
(10:37:28 AM) Manning: stai aumentando il livello di sicurezza? [quantifica]
25 maggio
Lamo chiede a Manning se non lo preoccupa l’idea che l’esercito possa aprire un’inchiesta penale sulle indagini di Vikileaks. Manning risponde che ogni prova delle sue attività è stata cancellata dai suoi computer. Parla anche del video sull’ Iraq che ha dato a Wikileaks e di quanto si senta vicino all caporale Ethan McCord, che nel video si vede mentre prende in braccio da un furgone un bambino ferito. Manning ha aggiunto McCord tra i suoi amici di Facebook dopo la divulgazione del video.
(02:03:10 AM) Manning: incredibile come va il mondo
(02:03:27 AM) Manning: bastano sei gradi di separazione per arrivare a un livello del tutto nuovo
(02:04:12 AM) Lamo: hey, vacaville
(02:04:18 AM) Lamo: ehm
(02:04:23 AM) Lamo: vacaville
(02:05:12 AM) Manning: sembra la trama di un libro per come è successo
(02:07:41 AM) Manning: i fatti risalgono al 2007, ho visto il video nel 2009 senza alcun contesto, faccio ricerche, mando informazioni agli attivisti del FOI (freedom of information), ci vogliono ricerche più approfondite, nel 2010 il video viene divulgato, le persone coinvolte si fanno avanti per discutere l’accaduto, io vedo questo, li aggiungo anche come amici di Facebook e nessuno di loro da chi sono
(02:08:37 AM) Manning: loro entrano nella mia vita, io entro nella loro e di nuovo loro interagiscono con me, e il cerchio di chiude
(02:08:58 AM) Lamo: Buffa la vita
(02:09:24 AM) Lamo: non hai paura che il Cid (Criminal Investigation Department) ficchi il naso nei tuoi rapporti con Wiki? Io sono un po’ paranoico.
(02:09:40 AM) Manning: Non ci sono inchieste aperte
(02:10:28 AM) Manning: Il Dipartimento di Stato è strafottuto, non sono loro che pensano di ritrovare le tracce di qualsiasi cosa…
(02:10:44 AM) Lamo: E un’indagine del Congresso?
(02:10:51 AM) Manning: Potrebbe esserci e potrebbero unire le forze per capire che è successo
(02:11:23 AM) Manning: Avranno preso nota, ma questo non influisce sulle operazioni
(02:11:48 AM) Manning: sì, c’è stato un danno evidente ma non sono cresciuti gli attacchi nè la retorica…
(02:12:10 AM) Lamo: *vero*
(02:12:34 AM) Manning: Uno sforzo congiunto sarebbe semplicemente un atto politico, un “come possiamo evitare che tutto questo si ripeta”
(02:12:46 AM) Manning: E per quanto riguarda i dispacci del Dipartimento di Stato?
(02:13:12 AM) Lamo: Arrivavano da lì? ?
(02:13:21 AM) Manning: sì
(02:13:25 AM) Manning: Dipartmento di Stato
(02:13:29 AM) Lamo: sono pur sempre un hacker professionista
(02:13:51 AM) Lamo: come mai il tuo lavoro ti permette di avere questo accesso?
(02:13:59 AM) Lamo: Stati Uniti a parte.
(02:14:03 AM) Manning: perché ho una workstation
(02:14:15 AM) Lamo: e la Banca Mondiale?
(02:14:17 AM) Manning: *ce l’ho*
(02:14:36 AM) Lamo: E hai questi dati in memoria?
(02:14:54 AM) Manning: avevo due computer… uno collegato a SIPRNET, l’altro a JWICS…
(02:15:07 AM) Manning: no, sono portatili governativi
(02:15:18 AM) Manning: sono stati puliti
(02:15:22 AM) Manning: grazie al sistema di sicurezza
(02:15:57 AM) Manning: la prova è stata distrutta, dal sistema stesso
(02:16:10 AM) Lamo: Ma li divulgherai questi dispacci.
(02:16:26 AM) Manning: oh no… sono relazioni
(02:16:34 AM) Lamo: ah
(02:16:38 AM) Manning: dispaccio del Dipartimento di Stato = Memorandum
(02:16:48 AM) Lamo: e dispacci d’ambasciata?
(02:16:54 AM) Manning: sì
(02:17:00 AM) Manning: 260,000 in tutto
(02:17:10 AM) Manning: l’ho detto prima
(02:17:14 AM) Lamo: sì
(02:17:31 AM) Lamo: salvati in locale o recuperabili?
(02:17:35 AM) Manning: dritti nel cesso=P
(02:17:43 AM) Manning: non ne ho più nemmeno una copia
(02:17:59 AM) Lamo: *bene*
(02:18:09 AM) Manning: erano salvati in un server centralizzato…
(02:18:34 AM) Lamo: che pensavi di farne allora?
(02:18:36 AM) Manning: era totalmente vulnerabile
(02:20:57 AM) Manning: bè, sono stati mandati a WL (WikiLeaks
(02:21:18 AM) Manning: e ora sa dio che succede
(02:22:27 AM) Manning: speriamo che ci siano dibattiti, scandalo, riforme
(02:23:06 AM) Manning: se no siamo fottuti
(02:23:18 AM) Manning: come specie
(02:24:13 AM) Manning: mi dimetto dalla società civile se nno succede nulla
(02:24:58 AM) Manning: le reazioni al video mi hanno dato un’immensa speranza. La CNN era sopraffatta… Twitter è esploso…
(02:25:18 AM) Manning: chi l’ha visto sa che c’è è successo qualcosa di sbagliato
(02:26:10 AM) Manning: Il Washington Post l’ha preso… David Finkel ha comprato una copia mentre lì embedded
(02:26:36 AM) Manning: [questo anche spiega perché non c’è nessuna inchiesta]
(02:28:10 AM) Manning: voglio che la gente veda la verità… non importa chi sono… perché senza l’informazione non puoi prendere decisioni sensate
(02:28:10 AM) Lamo : Non sono qui, ora
(02:28:50 AM) Manning: se avessi saputo prima quello che so adesso, questo genere di cose
(02:29:31 AM) Manning: o forse sono solo giovane, ingenuo e stupido…
(02:30:09 AM) Lamo: tu che dici, quale di queste?
(02:30:29 AM) Manning: spero la prima
(02:30:53 AM) Manning: non certo l’ultima
(02:31:06 AM) Manning: perché se è così siamo fottuti
(02:31:12 AM) Manning: (come società)
(02:31:49 AM) Manning: e non lo voglio credere
(02:32:53 AM) Manning: vado a mangiare, a dopo

Manning parla della sua crescente disillusione verso l’esercito americano e la politica estera statunitense. Critica anche la mancanza di misure di sicurezza alla base che gli ha permesso di prelevare materiali da reti classificate senza essere scoperto e descrive i mezzi usati per mandare i dati a Wikileaks. Ripete che ogni prova della sua attività è stata annullata.
(02:26:01 PM) Manning: non credo più alla storia dei buoni contro i cattivi.. ci sono solo un mucchio di stati che fanno i propri interessi, con diversi standard etici e morali, certo, ma comunque sempre i propri interessi
(02:26:18 PM) Manning: vedono solo la s del dollaro
(02:26:47 PM) Lamo: scherzavo
(02:26:59 PM) Manning: capito
(02:27:47 PM) Manning: voglio dire, per certi versi siamo meglio, siamo molto più sottili usiamo molte più parole e cavilli legali per legittimare tutto
(02:28:00 PM) Manning: è meglio che sparire nel cuore della notte
(02:28:19 PM) Manning: ma il fatto che qualcosa sia più raffinato non lo rende necessariamente giusto
(02:29:04 PM) Manning: forse sono troppo idealista
(02:31:02 PM) Manning: la cosa che più di ogni altra mi ha spinto a riconsiderare tutto
(02:35:46 PM) Manning: è stato vedere 15 prigionieri arrestati dalla polizia federale irachena per aver stampato “letteratura anti irachena”… la polizia irachena non collaborava con i soldati americani così mi è stato detto di indagare, di scovare i “cattivi”, capire chi erano e quanto poteva essere importante sotto il profilo della polizia federale… viene fuori che avevano scritto un saggio critico verso il primo ministro Maliki… un interprete lo lesse per me e quando scoprii che era una benevola critica politica intitolata “Dove finisce il denaro?”che seguiva le tracce della corruzione fino al governo, immediatamente corsi a portare questa informazione all’ufficiale, per spiegargli di che si trattava…non ne volle sapere nulla..mi ordinò di tacere e di spiegargli come avremmo potuto aiutare la polizia federale a fare altri arresti…
(02:35:46 PM) Lamo : non sono qui ora
(02:36:27 PM) Manning: da lì tutto ha iniziato a crollare, ho visto le cose in maniera diversa
(02:37:37 PM) Manning: avevo sempre cercato di capire come funzionavano le cose e indagato per scoprire la verità… ma a quel punto ero parte di qualcosa, ero conivolto attivamente in qualcosa che disapprovavo completamente…
(02:38:12 PM) Lamo: Questo potrebbe accadare in Colombia
(02:38:21 PM) Lamo: Differenza di cultura, ragazzo mio
(02:38:28 PM) Lamo: La vita vale meno
(02:38:34 PM) Manning: oh ne sono del tutto consapevole
(02:38:45 PM) Lamo: Cosa faresti se corressi il rischio di veder svelato il tuo ruolo in Wikileaks?
(02:38:48 PM) Manning: ma io ero parte di quello, e del tutto impotente
(02:39:01 PM) Lamo: a volte tutti lo siamo
(02:39:34 PM) Manning: cerco di immaginare come potrei far sapere la mia versioni dei fatti prima che tutto sia distorto in modo da farmi passare per un Nidal Hassan
(02:40:15 PM) Manning: ma non credo accadrà
(02:40:26 PM) Manning: voglio dire, nessuno mi ha mai notato
(02:41:10 PM) Manning: sono stato regolarmente ignorato tranne quando ero per qualche motivo indispensabile allora era tutto un “portami il caffé e poi spazza per terra”
(02:42:24 PM) Manning: non l’ho mai capito
(02:42:44 PM) Manning: era come una sorta di abuso domestico…
(02:43:33 PM) Manning: e c’è anche un ben di dio di indirizzi IP
(02:44:47 PM) Manning: la rete è stata aggiornata e aggiustata così tante volte, i sistemi cadevano e gli accrediti si perdevano, gli hard disk venivano cancellati
(02:45:12 PM) Manning: è impossibile ritrovare traccia di molti di questi campi di ricerca…
(02:46:10 PM) Manning: e onestamente, chi potrebbe aspettarsi che una tal quantità di dati sia stata presa da una rete di campo?
(02:46:25 PM) Lamo: al posto tuo sarei in paranoia
(02:47:07 PM) Manning: il video CM proveniva da un server del nostro dominio e nessuno se ne è accorto
(02:47:21 PM) Lamo: CM?
(02:48:17 PM) Manning: Il video sull’elicottero Apache del 12 luglio, l’attacco aereo contro i giornalisti della Reuters Journos… qualche personaggio un po’ insolito ma passanti del tutto normali…e civili
(02:48:52 PM) Lamo: Quanto tempo è passato prima del rilascio?
(02:49:18 PM) Manning: un po’ di tempo a febbraio
(02:49:25 PM) Manning: è stato caricato
(02:50:04 PM) Lamo: dove? come farei a inviare qualcosa se avessi dati del genere
(02:51:49 PM) Manning: uhm… dovrsti aprire il file con aes-256… poi usare sftp acon degli indirizzi già impostati
(02:52:08 PM) Manning: tenendo separate le chiavi d’accesso e caricando con mezzi diversi
(02:52:31 PM) Lamo: così dovrei avere il mio SOL (Secure operations language, un sistema di criptazione n.d.r) e/o un modo di rielaborare i dati
(02:54:33 PM) Manning: non necessariamente, l’indirizzo HTTPS dovrebbe bastare legalmente, anche se mi piacerebbe usare Tor…
(02:54:43 PM) Manning: ma i tuoi dati sono visibili
(02:54:44 PM) Manning: *i tuoi
(02:54:49 PM) Manning: da qualcuno, è più che probabile
(02:54:53 PM) Lamo: dove è l’indirizzio?
(02:55:07 PM) Manning: wl.org submission system
(02:55:23 PM) Lamo: con una enorme fila?
(02:55:54 PM) Manning: lol, bè, sì, piuttosto imponente…
(02:55:56 PM) Manning: chiuso
(02:56:04 PM) Manning: sì, capisco
(02:56:35 PM) Manning: le sorgenti a lungo termine sono proferibili, posso vedere da dove arriva il fattore “ingiustizia”
(02:56:53 PM) Lamo: come funziona?
(02:57:47 PM) Manning: veridicità … il materiale è facile da verificare .…
(02:58:27 PM) Manning: perché si sa qualcosa di più rispetto a una fonte semplicemente anonima
(02:59:04 PM) Manning: e la pubblica conferma di materiale visto prima rende più probabile la pubblicazione…
(02:59:16 PM) Manning: non dico che lo facciano, vedo come si potrebbe evolvere
(03:00:18 PM) Manning: ad esempio, se due dei più grandi “colpi alle pubbliche relazioni arrivano da una stessa fonte
(03:02:03 PM) Manning: se tu, sì, se tu presenti semplicemente il materiale è più probabile che ti notino senza doverli contattare con altri mezzi e dicendo, ehi guardate qui…
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Manning racconta della prima volta che ha visto il video iracheno dopo averlo trovato in una directory di rete dove l’aveva lasciato un avvocato in servizio per l’esercito. Ipotizza che David Finkel, scrittore e giornalista del Washington Post avesse già una copia del video mentre scriveva il libro The Good Soldiers, pubblicato l’anno scorso.
(03:07:26 PM) Manning: ho capito il valore di alcune cose…
(03:07:33 PM) Manning: capivo cosa volessero dire..scavare più a fondo
(03:07:53 PM) Manning: per esempio ho visto quel video raggelante
(03:10:32 PM) Manning: a prima vista …erano solo dei tipi presi di mira da un elicottero… niente di che…ce n’erano altre due dozzine che arrivavano da destra… ma la cosa del furgone mi sembrò strana.. e anche il fatto che fosse stata archiviata nella directory di un legale… così ci ho lavorato… ho cercato la data e le coordinate GPS e mi sentivo così… ok, era andata così allora… fantastico… poi ho ripreso il mio lavoro in rete… e ce l’avevo sempre in mente… così ho cercato su google… la data, il luogo… e vedo questowww.nytimes.com/2007/07/13/world/middleeast/13iraq.html
(03:11:07 PM) Manning: ci ho pensato per settimane… un mese e mezzo, credo… prima di spedirlo a Wikileaks
(03:11:54 PM) Manning: e poi c’è stato il libro di Finkel
(03:12:16 PM) Manning: sono pressoché certo che avesse una copia del video
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Manning parla di quanto sia comune, e facile, per i soldati portare chiavette dati e portatili sul luogo di lavoro, facilitando il compito a lui, o a chiunque voglia sottrarre dati da fonti classificate senza destare sospetti
(01:52:30 PM) Manning: è buffo, abbiamo riversato così tanti dati su cd non ufficiali (01:52:42 PM) Manning: lo facevano tutti… video… film… musica
(01:53:05 PM) Manning: tutto alla luce del sole
(01:53:53 PM) Manning: portarsi i cd e riportarli fuori era comunissimo
(01:54:14 PM) Lamo: è così che hai fatto uscire i dispacci?
(01:54:28 PM) Manning: può essere
(01:54:42 PM) Manning: arrivavo con della musica, con un cd riscrivibile
(01:55:21 PM) Manning: sopra c’era scritto qualcosa tipo “Lady Gaga”… cancellavo le canzoni e poi scrivevo un file compresso
(01:55:46 PM) Manning: nessuno ha mai sospettato qualcosa
(01:55:48 PM) Manning: =L è triste
(01:56:04 PM) Lamo: e mai lo sospetteranno
(01:56:07 PM) Manning: non ho dovuto nascondere nulla
(01:56:36 PM) Lamo: da un punto di vista professionale sono curioso di sapere come mai il server fosse così vulnerabile
(01:57:19 PM) Manning: parliamo di gente che lavora 14 ore al giorno, ogni giorno, niente weekend, niente pause…
(01:57:27 PM) Manning: gente che dopo tre settimane non badava più a nulla
(01:57:44 PM) Lamo: da un punto di vista tecnico
(01:57:51 PM) Lamo: o fisico
(01:57:52 PM) Manning: >sìsigh<
(02:19:19 PM) Manning: non è il massimo?
(02:20:06 PM) Lamo: eh, insomma
(02:20:25 PM) Manning: :L
(02:20:52 PM) Lamo: per l’esercito, dico
(02:21:08 PM) Manning: bene, DOVREBBE essere meglio
(02:21:32 PM) Manning: è triste
(02:22:47 PM) Manning: dico, ci fosse qualcuno più smaliziato
(02:23:25 PM) Manning: avreki potuto vendere a Russia e Cina e farmi i soldi?
(02:23:36 PM) Lamo: e perchè non l’hai fatto?
(02:23:58 PM) Manning: perché sono dati pubblici
(02:24:15 PM) Lamo: i dispacci, dico
(02:24:46 PM) Manning: appartengono all’opinione pubblica
(02:25:15 PM) Manning: l’informazione dovrebbe essere libera
(02:25:39 PM) Manning: appartiene all’opinione pubblica
(02:26:18 PM) Manning: perché un altro stato si limiterebbe a trarre vantaggio da queste informazioni, per ricavarci qualche margine…
(02:26:55 PM) Manning: è lì per tutti, dovrebbe essere un bene pubblico
(02:27:04 PM) Manning: esser lì
(02:27:23 PM) Manning: piuttosto che in qualche stupido classificatore
(02:29:18 PM) Manning: sì, forse sono matto
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03:38:07 PM) Manning: non è un gran scatto ma questo è harry ponting – farm4.static.flickr.com/3161/2814062024_c39d25f27d.jpg – l’uomo la cui missione è vendere i vantaggi di NCD all’intero Diaprtimento di Stato, all’esercito e allìIC (Intelligence comunity)
(03:38:18 PM) Manning: oh, come mi dispiace per lui, povero
(03:39:17 PM) Manning: io nno sono cattivo, mi annoto tutto (03:39:30 PM) Manning: vedo lì tutta quella roba incustodita, da lontano
(03:40:07 PM) Manning: leggo quello che tutti dicono… guardo le foto… conservo le etichette e mi preoccupo per loro
(03:40:18 PM) Manning: dal momento che svolgo un ruolo cruciale nella loro vita
(03:40:29 PM) Manning: senza mai incontrarli
(03:40:53 PM) Manning: sono quello e anche un’analista dell’intelligence
(03:41:09 PM) Lamo: in un certo senso so come ti senti
(03:41:44 PM) Manning: ai più non importa… ma io lo sapevo, avevo un ruolo nella vita di centinaia di persone che ne erano inconsapevoli… ma facevo attenzione e tenevo traccia dei dettagli, mi assicuravo che tutti stessero bene
(03:42:07 PM) Manning: quelli che mi conoscono
(03:43:27 PM) Manning: non penso a me stesso come a uno che gioca a fare "dio" o cose del genere, perché non sono… sto solo svolgendo il mio ruolo per ora… nno controllo le loro reazioni
(03:44:15 PM) Manning: c’è un sacco di gente che fa quello che faccio io, nell’interesse della nazione, ogni giorno e non glie ne frega nulla
(03:45:01 PM) Manning: ecco, così cerco di differenziarmi
(03:45:13 PM) Manning: dai miei (ex) colleghi
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Lamo chiede quali altri materiali Manning abbia passato a Julian Assange, per Wikileaks.
(04:32:05 PM) Manning: oh, il dossier sulla missione a Guantanamo… Assange ha anche quello
(04:32:16 PM) Lamo: lo leggo.
(04:33:21 PM) Lamo: altro di interessante in ballo, da ex collettore di informazioni riservate interessanti?
(04:33:44 PM) Manning: so solo quello che gli ho mandato io xD
(04:34:14 PM) Lamo: e quali ti sembrano le notizie più interessanti?
(04:35:31 PM) Manning: il video sull’attacco di Gharani e tutto il rapporto, il visualizzatore degli eventi della guerra in Iraq, le carte su Guantanamo e il database dei dispacci del Dipartimento di Stato
(04:35:50 PM) Lamo: Mica male
(04:36:03 PM) Manning: modestia a parte….
(04:36:26 PM) Manning: del resto non so… avrà di più, spero
(04:42:16 PM) Manning: non so se potrei essere considerato un qualche tipo di hacker o che…
(04:42:26 PM) Manning: sono solo io, davvero
(04:44:21 PM) Manning: iniziato come un qualsiasi corso introduttivo di fisica o di astronomia
(04:44:21 PM) Lamo : non sono qui
(04:44:45 PM) Manning: ma senza la prova d’algebra

(04:45:20 PM) Lamo: o una spia
(04:45:48 PM) Manning: non potrei fare la spia…
(04:45:59 PM) Manning: le spie non postano le informazioni perché il mondo le legga
(04:46:14 PM) Lamo: W: Perché? WikiLeaks sarebbe la copertura perfetta
(04:46:23 PM) Lamo: Postano ciò che non serve
(04:46:29 PM) Lamo: E si tengono il resto

Fonte: La Stampa
(traduzione di Anna Masera e Carla Reschia)

Bradley Manning, la fonte dei “war logs” su WikiLeaks, è sotto tortura

Bradley Manning

Detenuto da cinque mesi in condizioni dickensiane senza nemmeno ancora essere stato riconosciuto colpevole. L’accusa? Aver messo in imbarazzo il Pentagono per i crimini di guerra Usa in Iraq e Afghanistan.

Finora nella saga di WikiLeaks tutta l’attenzione si è concentrata attorno al suo fondatore Julian Assange, che resta in custodia cautelare dopo il ricorso in appello della Svezia in attesa della decisione del giudice a Londra sulla libertà condizionata (che dovrebbe arrivare domani pomeriggio), ma pochissimi si sono chiesti che fine abbia fatto Bradley Manning, il militare di 22 anni che ha messo in imbarazzo il Pentagono divulgando i “war logs” sui crimini di guerra americani in Afghanistan e in Iraq (ha fatto il giro del mondo su YouTube il video – intitolato “Collateral Murder” – dell’assassinio di civili tra cui alcuni giornalisti Reuters a Baghdad da parte di un caccia Usa). Non si sa se sia lui la fonte anche del “cablegate” diplomatico (Assange rispondendo a una domanda in una chat al Guardian settimana scorsa ha detto “se una delle fonti dei cable fosse Manning, allora sarebbe doppiamente un eroe”). Nonostante WikiLeaks abbia protetto Manning mantenendo il suo anonimato, il giovane analista militare esperto di computer si è fatto beccare dal Pentagono attraverso una chat (di cui la rivista Wired ha i testi completi, ma secondo Salon non li sta colpevolmente pubblicando) ed è stato arrestato. Da allora, silenzio stampa.

Ma abbiamo finalmente sue notizie oggi: Glenn Greenwald sul webmagazine Salon ha scritto un lungo reportage sul carcere militare dei marines americani a Quantico, in Virginia, doveManning è rinchiuso in isolamento da cinque mesi senza essere stato ancora nemmeno incriminato.  Secondo una fonte di GreenwaldManning, che ha già scontato due mesi di prigione militare in Kuwaitprima di essere trasferito a Quantico, è un “detenuto speciale” sotto stretta sorveglianza, nonostante si comporti da prigioniero modello. Per 23 ore al giorno, Manning è tenuto in isolamento, senza un cuscino nè lenzuola nè accesso alle notizie e non gli viene concesso di fare ginnastica, condizioni che “probabilmente creano danni psicologici di lunga durata”.

Commenta il New York Magazine: “Aspettate un attimo, volete dire che secondo Greenwald il governo Usa è disposto ad andare contro la legge e a fare giochini psicologici con chi considera una minaccia alla sicurezza nazionale?” e linka a un dossier online su tutte le torture perpetrate dal governo americano negli anni.

Nel resoconto di Salon, emerge un pensiero candido del ragazzo-hacker Manning e del perchè ha deciso di spedire i documenti di quelli che a lui sono sembrati orribili crimini di guerra aWikiLeaks. Alla domanda su come mai non ha venduto le informazioni a qualche Paese nemico degli Usa, ha risposto: “Credo che l’informazione debba essere libera e gratuita, appartiene al pubblico dominio, un altro Stato si sarebbe approfittato di quelle informazioni per averne un vantaggio, ma se le informazioni sono aperte…a disposizioni di tutti… diventano un bene pubblico”.

Daniel Ellsberg (quello che tutti considerano oggi l’eroe dei Pentagon Papers) scrive su Democracy Now che Manning è un eroe. Ma, indipendentemente dal giudizio sul suo operato, una cosa è certa: non è degno di una democrazia che sia torturato.

The inhumane conditions of Bradley Manning’s detention by Glenn Greenwald

Bradley Manning Support Network

da WEB NOTES, il blog di Anna MASERA


“Ecco perchè Assange è innocente”

Chiuso nella cella di Oscar Wilde nel carcere vittoriano di Wandsworth a Londra, Julian Assange aspetta l’udienza di martedì in cui potrebbe essere deciso il suo destino mentre oltreatlantico si lavora al caso legale che potrebbe portare a una sua finale messa in stato di accusa negli Stati Uniti. Intanto però dalla Svezia arriva uno spiraglio di speranza per il Robin Hood della rete: secondo il suo legale svedese Bjorn Hurtig le donne che lo accusano hanno «obiettivi segreti» di cui lui dice di aver trovato le prove.

Secondo Hurtig, le due accusatrici hanno mentito sul fatto di esser state costrette ad avere rapporti sessuali dall’hacker australiano. «Per quel che ho visto nei documenti della polizia svedese – ha detto il legale al Mail on Sunday – le donne hanno mentito e avevano un obiettivo, quando sono andate a denunciare Assange, che non ha niente a che vedere con i reati. Era più gelosia o delusione da parte loro. Posso dimostrare che almeno una di loro aveva grandi aspettative di qualcosa che sarebbe successa con Julian».

Potrebbe essere una buona notizia per Assange, almeno sul fronte delle accuse sessuali. Intanto però gli Stati Uniti stanno esplorando ogni strada possibile per portare Assange davanti alla giustizia americana. Mark Stephens il legale di Assange a Londra, ha detto di aver appreso da fonti svedesi che un gran giurì è stato insediato nei pressi di Washington per indagare segretamente sul conto del capo di Wikileaks. Stephens ha parlato su al-Jazira con David Frost, il celebre intervistatore britannico protagonista di una serie di conversazioni per la Bbc con Richard Nixon sul Watergate immortalate nel lavoro teatrale Frost/Nixon e nel film dallo stesso nome. «Ho saputo dagli svedesi che c’è un gran giurì ad Alexandria, vicino al Pentagono, che sta indagando segretamente sulle accuse ad Assange. Gli svedesi ci hanno detto che se Assange sarà estradato in Svezia, loro deferiranno la materia agli americani», ha detto l’avvocato.

Il gran giurì è una particolare giuria chiamata a stabilire a porte chiuse se le prove raccolte da un pubblico ministero sono sufficienti per iniziare un processo penale nei confronti di una persona. Non è l’unica iniziativa con cui Washington sta cercando di incastrare Assange: secondo il Sunday Times governo americano starebbe cercando di convincere Bradley Manning, il soldato accusato di aver passato a Wikileaks centinaia di migliaia di documenti top secret, a nominare come complice l’hacker australiano che lo ha definito «un eroe senza eguali» così da poterlo incriminare per spionaggio.

Fonte: Stampa.it