“Ghedini mi ha detto andiamo in procura, ho fatto denuncia con molto ritardo, perché io per Silvio… ho un certo riguardo!“
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Partito a ore
Pillole dal festival. Ali ha gli occhi azzurri
Oggi è stato il giorno più bello per Stefano, che lavora in un’autoscuola, per Brigitte, di professione cameriera e per Nader, di origine egiziana, che non vede l’ora di finire il corso di scuola serale. Tutti e tre protagonisti del film in concorso Alì ha gli occhi azzurri. Volti sorridenti in conferenza stampa, insieme al giovane regista, Claudio Giovannesi, hanno suscitato l’attenzione dei giornalisti stranieri, rispondendo alle loro domande in modo disinvolto e a tratti spiritoso. Nulla a che vedere con la precedente conferenza stampa, con i volti annoiati degli attori Sergio Rubini e Margherita Buy, interpreti del film La scoperta dell’alba di Susanna Nicchiarelli, tratto dal romanzo di Walter Veltroni.
Alì ha gli occhi azzurri, nelle sale dal prossimo 15 novembre, è stato girato al Lido di Ostia, dove Nader vive con la sua famiglia. Il regista Giovannesi si è ispirato a Profezia di Pier Paolo Pasolini, scritto nel 1964, in cui il grande poeta italiano aveva presagito l’avvento della società multirazziale. La storia è reale. Una messa in scena di conflitti e realtà contraddittorie nella vita del giovane Nader che indossa lenti a contatto azzurre per sembrare italiano. Se le è comprate (le lenti) appena arrivato in Italia. Sono trascorsi diversi anni da allora, Nader non copre più i suoi occhi marroni.
Scheda del film: Ostia, il lungomare di Roma, inverno. Due ragazzi di sedici anni, alle otto del mattino, rubano un motorino, fanno una rapina, e alle nove entrano a scuola. Sono Nader e Stefano: uno è egiziano, ma è nato a Roma, l’altro è italiano ed è il suo migliore amico. Anche Brigitte, la fidanzata di Nader, è italiana, ma proprio per questo i genitori del ragazzo sono contrari al loro amore. Nader allora scappa di casa.
Alì ha gli occhi azzurri racconta una settimana della vita di un adolescente che prova a disubbidire ai valori della propria famiglia. In bilico tra l’essere arabo o italiano, coraggioso e innamorato, come il protagonista di una fiaba contemporanea, Nader dovrà sopportare il freddo, la solitudine, la strada, la fame e la paura, la fuga dai nemici e la perdita dell’amicizia, per tentare di conoscere la propria identità.
MINETTI: “SEI TREMENDO… NON MI VERGOGNO!”
“C’È LA ZOCCOLA, C’È LA SUDAMERICANS CHE NON PARLA ITALIANO E VIENE DALLA FAVELAS, C’È QUELLA UN PO’ PIÙ SERIA, C’È QUELLA VIA DI MEZZO TIPO BARBARA FAGGIOLI E POI CI SONO IO CHE FACCIO QUELLO CHE FACCIO”
“C’è la zoccola, c’è la sudamericans che non parla italiano e viene dalla favelas, c’è quella un po’ più seria, c’è quella via di mezzo tipo Barbara Faggioli e poi ci sono io che faccio quello che faccio”. Vabbé lo avevamo già letto… ma sentirlo dalla “viva voce” è tutta un’altra cosa! Ha proprio ragione Crozza: se gli italiani non fossero pecoroni…
BERLUSQUE BURLESQUE
BERLUSQUE
IL GRANDE INCASSATORE
L’Iva sale dell’1%, i prezzi anche del 7%. Altri arricchimenti “facili” sono in arrivo. Speculatori e profittatori già sfregano le mani soddisfatti dell’ennesimo regalo di questo Governo da operetta. Intanto gli italiani “poveri” crescono di numero e stentano a sopravvivere. B., oltre a preoccuparsi finanziariamente della famiglia di Gianpi (la signora, poverina, non si può mica vendere le borse di Gucci e di Hermes che si è comprata negli ultimi anni!), spinge il suo partito ad approvare la “legge bavaglio”, litiga con Tremonti e Bossi sulla successione a Draghi e “incassa” senza troppi danni l’uno due di Confindustria e CEI. Ferrara difende Lavitola paragonandolo ad un “vitellone”. Una deputata del PdL chiama in causa Casanova (non mi risulta che il grande libertino veneziano avesse attorno procacciatori di “carne fresca”). Letta dice che son giorni difficili e Veltroni, che sembra appena sbarcato da Marte, invita il premier a fare un passo indietro. A volte mi sembra di essere rimasto prigioniero di un brutto sogno, invece, purtroppo, si tratta di un vero incubo.


