La vague

la vie en rose

La vie en rose..foto di Thefrenchbo

Chére Pascal,

la Vague, l’Ondata. È inverno ormai. Avvolta dal turbinio natalizio, arrivano ovattate le notizie dalla radio. Quella che ascolto trasmette in italiano. Pillole di informazioni democratiche! Lo spazio dato a ciascuna notizia è uguale per tutte, che sia una guerra, un disastro ambientale, o un gol segnato nel campionato sembra avere poca importanza. Ti ricordi quando le notizie arrivavano dense, senza che il minimo dettaglio fosse tralasciato? Ricordi quando seguivamo le apparizioni televisive di Coluche, in quello che era stato l’evento politico dell’anno? Eravamo abituati ai suoi film divertenti, a ridere dell’onda Coluche e della sua satira pungente nelle sale del cinema. Poi sono arrivati i proclami politici, con la sua decisione di candidarsi per le presidenziali francesi. Era il 1981. Lo seguivamo con divertita curiosità certo, ma in fondo chi avrebbe mai preso sul serio gli annunci di un comico. Ai nostri occhi restava sempre Coluche, il furbastro, divertente, farsesco Coluche. Sappiamo com’è finita, quando ha deciso di ritirare la candidatura e amen!  Sull’ondata delle primarie, il nuovo tormentone degli italiani, hanno fatto capolino, anzi, a voler essere precisi, stanno imperversando, le proposte via internet dei candidati del Movimento 5 Stelle, sai quello fondato da Beppe Grillo, il comico italiano anni ‘80. Te lo ricordi? I video dei candidati alle primarie del M5S, circolano su YouTube in questi giorni, e sono diventati già cult per comici e blogger. Insomma sembra che le primarie questi le facciano solo su internet. Gli elettori (anzi gli iscritti al movimento del comico italiano) guardano i video e poi votano per chi ritengono migliore. Sì lo so, sembra tutto così assurdo. Come se si potesse davvero scegliere qualcuno che forse andrà in Parlamento, da un video su YouTube. La democrazia via internet, una farsa, un sovvertimento?  Mi chiedo dove vogliano arrivare. 

COLUCHE. IL COMICO CHE VOLEVA DIVENTARE PRESIDENTE

In Francia si guarda con grande curiosità alle performance politiche di Beppe Grillo e qualcuno avanza paragoni con il comico più amato dai francesi: “Coluche”.

Michel Gérard Joseph Colucci, in arte Coluche, nasce a Parigi nel 1944 da una modesta famiglia di origine italiana. Dopo un’infanzia difficile, abbandona la scuola e cambia numerosi lavori. Negli anni ’60 inizia la carriera nei cabaret della capitale e in pochi annui conquista il cuore dei francesi. Una comicità rude, trasgressiva, anche se mai volgare. E qui le differenze con Beppe Grillo sono più che evidenti. Come Grillo, Coluche prende di mira la politica e le contraddizioni della società, ma lo fa senza mai porsi come “salvatore della patria”. Le sue gag, per quanto velenose restano un tentativo di svelare le contraddizioni del sistema politico.

All’apice della sua fama artistica, nel 1981, annuncia a sorpresa la sua candidatura alle elezioni presidenziali francesi. Così accanto a Giscard D’Estaing e François Mitterand i francesi si trovano ad ascoltare anche un “comico”. Lo slogan “Blue Blanc Merde”, le gag durante i dibattiti televisivi e gli spot elettorali non solo divertono, ma suscitano grande interesse. In breve i sondaggi lo valutano intorno al 16% delle intenzioni di voto.

Lo scherzo però dura poco. Coluche viene percepito da l’establishment politico francese come una minaccia. I servizi segreti iniziano a pedinarlo e a controllarlo. Immancabili arrivano le minacce di morte. Coluche inizia lo sciopero della fame per protesta contro l’ostracismo mediatico di cui è divenuto vittima. Insomma cerca di reagire con il suo stile all’ostracismo e agli attacchi violenti del mondo politico. Infine dopo l’omicidio del suo manager René Gorlin si ritira dalla corsa presidenziale. Inizia un periodo buio, tra alcool e droghe. Questo non gli impedisce di continuare con le sue sfide e provocazioni. A difesa dei poveri lancia “Les Restos du Coeur”,  un luogo per assicurare un pasto caldo ai bisognosi, lui stesso amava ricordare: “Non sono un nuovo ricco, ma un vecchio povero!”.  Poi, nel 1986, la tragica fine. Coluche si schianta con la sua moto contro un camion nei pressi di Cannes. Riconoscimenti politici postumi per il comico? Una piazza a lui dedicata a Parigi, una legge votata nel 1988 “loi Coluche” che esenta dalle tasse le somme di denaro versate per beneficenza.

Ancora oggi i “Ristoranti del cuore” nelle piazze francesi sfamano centinaia di persone. @thefrenchbo