Per la Procura di Roma le carte di Santa Lucia sulla casa di Montecarlo non servono a nulla! Temo che B. non nominerà più Franco Frattini Ministro della Giustizia per meriti sul “campo”…

Si era impegnato in prima persona Franco Frattini. Dovrebbe fare il Ministro degli Esteri, seguire gli sviluppi della profonda crisi che sta investendo alcuni paesi del Mediterraneo e invece si è occupa di Santa Lucia, intrecciando corpose corrispondenze con lo staterello caraibico per andare infine a riferire alle Camere.

Si era impegnato Valter Lavitola, accusato da Italo Bocchino di essere un pataccaro, ma indefesso ricercatore di proprietari monegaschi in giro per il mondo.

Ma ora doccia fredda, anzi freddissima. Per la Procura di Roma le carte di Santa Lucia sulla casa di Montecarlo non servono a  nulla. Ovvero trattasi di “fuffa”, OVVERO DI DOCUMENTI CHE NON HANNO ALCUN VALORE PROBATORIO. Tutta la mobilitazione pro-Berlusconi e anti-Fini si è inceppata. E tanti saluti!

by COLAS

LA CASA DI MONTECARLO È DI GIANCARLO TULLIANI! LO SOSTIENE FRANCO FRATTINI IN PARLAMENTO SVENTOLANDO DOCUMENTI PROVENIENTI DA SANTA LUCIA! B. DOVREBBE NOMINARLO MINISTRO DELLA GIUSTIZIA…

Franco Frattini

L’umore non è dei migliori se, giura un fedelissimo di Gianfranco Fini, martedì pomeriggio il presidente della Camera non tratteneva l’irritazione nei confronti del «cognato». «Stasera facciamo i conti», è la parafrasi di molto edulcorata con cui il leader del Fli si è congedato da Montecitorio dopo che l’affaire Montecarlo è tornato alla ribalta. Ed è stato di parola se poco dopo le nove di sera pare che il redde rationem sia davvero andato in scena. Teatro del coloritissimo «chiarimento», proprio l’abitazione del presidente della Camera in quel di Valcannuta. Con urla e strepiti che hanno allietato per una ventina di minuti buoni tutto il vicinato. Tra le quattro mura, Fini, la compagna Elisabetta Tulliani e il «cognato» Giancarlo. Che dopo il diverbio si è allontanato dalla casa – non è dato sapere se sulla ormai celebre Ferrari – piuttosto scosso. Questo raccontano i vicini, certi che il motivo del contendere, con reciproche recriminazioni e parole grosse, fosse proprio la casa di Montecarlo. Un episodio di cui ieri si è pure vociato in Transatlantico visto che dello scontro familiare parla apertamente il deputato del Pdl Lucio Barani che ne avrebbe avuto conferma da un collega del Fli. «Un diverbio che sarebbe stato molto acceso – racconta – a conferma di un certo nervosismo. D’altra parte, se le carte di Saint Lucia metteranno fine a questa farsa Fini dovrà finalmente dimettersi. Purtroppo non senza aver prima portato le istituzioni al ridicolo…».

E che serpeggi una certa agitazione nelle file del Fli lo certifica la rissa quasi sfiorata ieri alla Camera tra Granata e Lo Presti e alcuni leghisti. Per non dire delle accuse lanciate dal Terzo Polo, che in una nota congiunta dei capigruppo al Senato di Fli, Udc, Api e Mpa, ieri hanno attaccato Renato Schifani per l’«immediata calendarizzazione» dell’interrogazione sulle carte di Saint Lucia presentata dal senatore del Pdl Luigi Compagna, ritenuto un segno «del ruolo politico del presidente del Senato, funzionale alle esigenze di maggioranza e governo» e dunque «un’indecenza istituzionale». La replica arriva da Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliarello, che ricordano «agli amici del Terzo Polo» come la procedura per la calendarizzazione dell’atto ispettivo «non coinvolge né i capigruppo né in alcun modo la presidenza del Senato». Insomma, la tensione sale in attesa che il ministro degli Esteri Franco Frattini, stamattina alle 10, arrivi a Palazzo Madama per rispondere all’interrogazione di Compagna, che chiede «di sapere se e quali atti il presidente del consiglio dei ministri e il ministro in indirizzo abbiano compiuto al fine di verificare la veridicità degli elementi riportati dalla stampa» sull’affaire monegasco, e «se tali elementi siano sufficienti a chiarire definitivamente e in modo rispondente alla verità dei fatti l’intera vicenda». Il tutto mentre le carte di Saint Lucia sono arrivate, ieri, al procuratore capo di Roma Giovanni Ferrara, che ha immediatamente girato il documento, scritto in inglese, ai traduttori.

L’esito dell’inchiesta interna, avviata a settembre scorso dalle autorità di Saint Lucia, è riassunto in un documento di poche pagine, che ricostruiscono le acrobazie societarie compiute da chi si celava dietro alle off-shore Printemps e Timara per acquistare la casa svenduta da An nel 2008 senza «dare nell’occhio». Il nome individuato dagli ispettori dell’isola caraibica è, dunque, quello del reale proprietario della casa, che An ereditò nel ’99 per la «buona battaglia» e che è invece uscita dal suo patrimonio (per una frazione del suo reale valore) solo per ospitare un «inquilino» eccellente, ossia il «cognato» di Fini Giancarlo Tulliani. Che, come il leader di Fli, continua a negare che la casa sia sua. Fino a oggi.


GIANCARLO TULLIANI: NON E’ VERO CHE HO LITIGATO CON FINI! COMPLETAMENTE ESTRANEO ALLA VICENDA DELL’ACQUISTO A MONTECARLO…
(ANSA) –
” E’ falsa e destituita di ogni fondamento la notizia riportata in data odierna da alcuni organi di stampa e relativa alla presunta lite tra il Signor Gian Carlo Tulliani ed il Presidente della Camera Onorevole Gianfranco Fini in merito alla nota vicenda dell’appartamento monegasco.”. E’ quanto precisano, con una nota, gli avvocati di Gian Carlo Tulliani, Carlo e Adriano Izzo. ”Il Sig. Gian Carlo Tulliani, che peraltro trovasi da tempo all’estero, si riserva di adire le competenti autorita’ civili e penali per far sanzionare l’ennesimo tentativo di coinvolgere la sua persona in una vicenda rispetto alla quale e’ completamente estraneo”, affermano gli avvocati di Tulliani.