LA SORA CLEO È PASSATA!

La perturbazione è passata! Nessun danno su Roma, nonostante i toni allarmistici del sindaco Gianni Alemanno e della Protezione Civile. Io dico che una città come Roma deve essere sempre pronta a fronteggiare le emergenze, non si può ogni volta mettere su sceneggiate.

I danni provocati dell’amministrazione Alemanno, invece, sono ancora da calcolare interamente! I disastri della Giunta, al di là delle tragiche performance dei singoli assessori e consiglieri, amministratori e presidenti delle società pubbliche, si annunciano di grandi proporzioni…

LA “MONNEZZA” DEL SUD

Napoli...

... come Palermo

Terra” è l’unico quotidiano che oggi si occupa della tragedia “munnezza” nel Sud e titola: “Il Sud sepolto dai rifiuti“.

A Napoli continua a prevalere lo “schema Caldoro”. Ovvero tenere – finché è possibile – il centro pulito e scaricare sulle periferie della città il peso dell’emergenza.  Stavolta le montagne di immondizia stanno soffocando l’area orientale. Dopo due settimane di mancata raccolta l’invasione dei sacchetti è diventata insostenibile. Una notte di roghi, una notte come tante altre per Napoli e dintorni.

Una notte di roghi anche a Palermo, Messina e Agrigento. Nei Comuni palermitani serviti dal consorzio Coinres l’assenza di raccolta ha causato l’accumularsi di “montagne” di pattume. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte a Partinico, Carini, Capaci, Giardinello, Borgetto, Montelepre, Cinisi e Terrasini, per domare gli incendi appiccati dagli stessi residenti ormai esasperati dalla squallida convivenza.

Ovviamente – a parte i cittadini direttamente coinvolti – non frega niente a nessuno di quanto sta accadendo nel Sud d’Italia. I clamori mediatici sono rivolti altrove. Schiamazzi e liti furibonde nell’emiciclo della Camera, processi brevi e prescrizioni, nani e ballerine, Sarkozy e Sarko-no: non si parla d’altro, non ci si preoccupa d’altro. Per quanto ancora si potrà andare avanti così?

by COLAS

L’informazione sull’emergenza monnezza al Sud è ridotta al minimo. I quotidiani hanno altro di cui occuparsi, il TG1 dopo una serie di servizi sulle razze canine ora si sta interessando al diario dal carcere di Salvatore Cuffaro e al baby orango abbandonato dalla “mamma”. Gli altri TG (ad esclusione di quelli di RaiNews) hanno scelto di non dare spazio all’ennesima emergenza rifiuti. Linkate questo articolo e fatelo girare, oppure scrivetene uno voi. Cerchiamo di rompere il “silenzio” mediatico.

B. HA ACQUISTATO OPPURE NO LA VILLA “DUE PALME” A LAMPEDUSA?

Ho comprato, comprerò, non compro più. Ecco come trasformare una tragedia in una farsa in tre mosse. Silvio Berlusconi, nel giorno in cui si dovrebbe parlare solo dei 250 uomini annegati tra i flutti e dei bambini scomparsi nel mare forza 6, riesce a monopolizzare l’attenzione con il suo tormentone immobiliare. “Voglio diventare lampedusano e quindi mi sono attaccato ieri notte a Internet e ho comprato una villa bellissima a Cala Francese“, così il Cavaliere aveva sancito con il cemento il 30 marzo il suo patto d’onore con gli isolani.
Quell’acquisto, già stipulato, era per tutti la sua prova d’amore eterno nei confronti dell’isola che “al primo consiglio dei ministri (oggi, ndr) sarà candidata al Nobel per la Pace“. Incassato il risultato mediatico, il premier si era guardato bene dal far seguire alle parole i fatti. Eppure, a parte qualche piccolo articolo sui giornali, non ne aveva pagato lo scotto mediatico. Fin quando martedì sera a “Ballarò”, l’ex direttore del “Corriere della Sera” Paolo Mieli ha svelato il bluff del Cavaliere: “Conosco il proprietario di quella villa che è una delle più belle di Lampedusa e so per certo che non è stata acquistata da Silvio Berlusconi, è una bugia“.
Immediata nel pomeriggio di ieri è arrivata la reazione indignata dei difensori del Cavaliere contro “l’accusa inconsistente” di Mieli. “Già la settimana scorsa – ha detto indignato il deputato – avvocato del Pdl e del premier Niccolò Ghedini – si è raggiunto un accordo con la proprietà, che afferma di non aver mai parlato con il dottor Mieli, per l’acquisto fissando definitivamente il prezzo. Ovviamente - aggiungeva come se fosse un cavillo insignificante Ghedini – l’acquisto è stato subordinato ai consueti accertamenti burocratici che obbligatoriamente debbono svolgersi prima dell’acquisto di qualsiasi immobile. Tra i legali delle parti e il notaio già incaricato per il rogito, sono intercorsi in questi giorni continui contatti con numerosi scambi di mail e documenti, facilmente riscontrabili, che comprovano la totale inconsistenza della grave accusa del dr. Mieli, guarda caso subito fatta propria dall’on. Veltroni“. Dopo l’intervento di Mieli, infatti, Walter Veltroni aveva preso la parola per dire che “se non è vero quello che ha detto il presidente del Consiglio di fronte a tante persone che soffrono, Berlusconi dovrebbe fare quello che si fa in un paese civile, ossia un passo indietro. Se è vero che ha ingannato i cittadini dovrebbe risponderne“.
Per Ghedini l’unico ingannatore di questa storia era proprio Veltroni, perché l’acquisto sarebbe stato imminente: “È ovvio quindi che il passaggio di proprietà si perfezionerà all’esito, certamente breve, delle verifiche di legge, ma la volontà delle parti è assolutamente chiara e univoca“. Ovvio. Chiaro. Univoco. Breve.
Passano un paio di ore e gli aggettivi perentori di Ghedini si sgonfiano di fronte alla volontà vera del premier. Ai governatori delle Regioni che erano andati a Palazzo Chigi per parlare dei problemi degli immigrati, il premier dice esattamente l’opposto di quanto Ghedini (evidentemente non informato dal suo principale sulla nuova exit strategy) aveva appena dichiarato: “Non posso più comprare la villa di Lampedusa che avevo visto su Internet” perché, sostiene il premier, “è su un terreno demaniale”.
Che qualcosa non stesse andando per il verso giusto si capiva dai discorsi della mattina in Transatlantico. Quando i deputati del centrodestra dicevano ai cronisti che la villa non era stata acquistata per problemi di “ipoteche” accumulate sulla casa dal venditore. Basta fare una verifica alla conservatoria per scoprire che le cose non stanno così e che, evidentemente, il centrodestra, da Ghedini in giù, era impegnato come un sol uomo nella titanica impresa di trovare una scusa plausibile per l’indecorosa ritirata.
I proprietari di Villa due palme, infatti, sono tre: Pietro e Caterina De Stefani e Luca Pirri Ardizzone, che l’hanno ereditata nel 2007 dopo la morte della signora Silvia Vita, madre dei De Stefani e zia di Pirri Ardizzone. Sulla villa pende solo un’ipoteca della Gerit per un debito fiscale di 5 mila euro.
E Pietro De Stefani smonta punto per punto la versione del presidente del consiglio: “La villa non sorge su terreno demaniale. Come tutte le case di Lampedusa che sorgono sul mare presenta alcuni vincoli ma la questione era ben chiara agli avvocati. Alle 17 di ieri i miei legali e quelli di Berlusconi erano in contatto. Eravamo rimasti d’accordo“, prosegue sconsolato De Stefani, “che avremmo fatto richiesta al comune per risolvere il problema. Come ha dichiarato anche Ghedini alla stampa. Poi all’improvviso“, continua De Stefani sempre più sorpreso, “Berlusconi se ne è uscito con questa dichiarazione in cui sostiene che non comprerà perché il terreno è del Demanio. Ma non è vero niente. Anche la storia dell’ipoteca è una stupidaggine. Sulla villa c’è solo una piccola ipoteca per un debito che nemmeno ricordavamo per una piccola tassa. È ridicolo pensare che Berlusconi si sia fatto spaventare dall’ipoteca della Gerit. Sono deluso. Evidentemente ha cambiato idea ma bastava dirlo“.

di Marco Lillo per “il Fatto Quotidiano

AGGIORNAMENTO:

Esaurite le verifiche del caso quest’oggi si è provveduto a perfezionare l’accordo già raggiunto la scorsa settimana per l’acquisto da parte del presidente Berlusconi della casa di Lampedusa. Espletati alcuni ulteriori necessari passaggi burocratici da parte dei venditori si provvederà in breve al rogito“.
Questo il comunicato stampa dell’avvocato Niccolò Ghedini diffuso giovedì 7 aprile

LETTERA DI ACCORDO TRA LE PARTI

Ai Signori
Pietro De’ Stefani presso l’avvocato Filippo Modulo, studio Chiomenti via XXIV maggio 43 Roma
Caterina De’ Stefani presso l’avvocato Filippo Modulo, studio Chiomenti via XXIV maggio 43 Roma
Luca Pirri Ardizzone presso l’avvocato Filippo Modulo, studio Chiomenti via XXIV maggio 43 Roma

Ogg.: offerta condizionata di acquisto dell’immobile sito in Lampedusa

La società Immobiliare Idra s.p.a. con sede in Residenza Parco Milano 2 20090 Segrate – Milano – in persona del Presidente del C.d.A. Signor Giuseppe Spinelli nato a Settala il 13.10.1941 – iscritta al registro delle Imprese di Milano – Codice Fiscale 02752180584 Partita Iva 04480000159 Formula la presente proposta condizionata per l’acquisto dell’immobile sito in Cala Francese nel Comune di Lampedusa consistente in un fabbricato di circa mq. 190 coperti commerciali e di circa 140 mq di terrazze composta da tre camere da letto e due bagni 2 verande esterne e terreno circostante accatastato al N.C.E.U. del Comune di Lampedusa al foglio 20 particella 109 zona censuaria 1 categoria A/7 classe 2, vani catastali 9.5, rendita catastale euro 1.054,86 con terreno circostante adibito a giardino avente superficie di circa mq. 1.500,00. Si precisa che l’immobile viene identificato graficamente nelle planimetrie allegate sub A che vengono sottoscritte dall’offerente.

A)Il prezzo offerto per l’acquisto dell’immobile sopra descritto è di euro 1.500.000,00.
In caso di accettazione della proposta di acquisto, che dovrà essere comunicata entro il 10 aprile 2011 il prezzo per l’acquisto verrà così corrisposto:
1) Euro 90.000,00 a titolo di caparra confirmatoria mediante n.3 assegni bancari di euro 30.000,00 ciascuno con la precisazione che in attesa della verifiche di cui al punto B) i tre assegni verranno depositati fiduciariamente presso lo studio dell’avvocato Filippo Modulo e non potranno essere consegnati ai venditori né incassati;
2) Il saldo pari a euro 1.410.000 verrà versato contestualmente alla stipula dell’atto di compravendita dell’immobile a mezzo tre assegni circolari non trasferibili di euro 470.000,00 o a mezzo tre bonifici bancari di euro 470.000,00 a ciascuno dei venditori; il prezzo e la caparra devono intendersi ripartiti tra i venditori in tre parti eguali

B) Verifica della situazione urbanistica, edilizia e catastale dell’Immobile, inesistenza ipoteche, servitù, altri vincoli pregiudizievoli, livelli o demanialità del bene
Gli effetti della presente offerta e conseguentemente la stipula del contratto definitivo sono condizionati alla verifica da parte dell’offerente della regolarità dell’immobile per quanto attiene la vigente normativa in materia urbanistica, edilizia, catastale etc. in particolare dovrà essere verificata la conformità delle opere eseguite per attribuire all’immobile la attuale conformazione e dimensione alle concessioni edilizie comunali, l’approvazione dell’eventuale condono, se richiesto, la conformità alla vi- gente normativa anche regionale e l’osservanza ai vincoli paesaggistici e di tutela dell’ambiente; sono inoltre condizionati alla verifica della inesistenza di ipoteche e/o al- la cancellazione di quelle eventualmente iscritte, pignoramenti o altri vincoli pregiudizievoli, alla inesistenza di servitù di passaggio a carico dell’immobile come identificato, la inesistenza di livelli, la non demanialità del terreno sul quale sorge l’immobile e la non demanialità del terreno circo- stante all’immobile, adibito a giardino.

C) Stipula della compravendita
Solo nel caso in cui, all’esito delle verifiche di cui al punto B), sia accertata la alienabilità dell’immobile, la libertà da pesi, oneri e vincoli, e sia stata portata a compi- mento – con esito favorevole – a cura e spese dei proprietari – la pratica di affrancazione dell’immobile nei confronti del Demanio e sia inoltre accertata la conformità alla vigente normativa degli impianti di cui è dotato l’immobile, l’offerente e i venditori stipuleranno il contratto definitivo di compravendita dell’immobile avanti al notaio Giovanni Giuliani di Roma entro e non oltre il 30 giugno 2011; nel caso in cui la pratica di affrancazione si concluda positiva- mente prima di tale data e anche tutte le verifiche sulla alienabilità del bene diano esito positivo, la stipula potrà essere effettuata entro 15 gg. dall’avveramento delle condizioni di cui sopra; l’offerente si riserva la facoltà fino a tale data di designare altra società o persona fisica alla quale intestare formalmente il bene immobile; proprietà e possesso e tutti gli effetti utili ed onerosi sa- ranno trasferiti all’offerente a far epoca dalla data della stipula; imposte e tasse e spese notarili saranno a carico delle parti come per legge;

D) Efficacia della proposta
Qualora entro il termine del 30 giugno 2011 – da considerarsi improrogabile – non venga accertata la alienabilità dell’immobile, la sua libertà da pesi e vincoli secondo quanto indicato ai punti B) e C ) e non sia stata ultimata con esito favorevole la pratica per la affrancazione, la presente offerta si intenderà decaduta, priva di efficacia e non più vincolante per l’offerente. I tre assegni consegnati fiduciariamente all’avvocato Filippo Modulo verranno restituiti al- l’offerente. Le parti si danno atto che la operazione in oggetto si è svolta senza l’intervento di mediatori.

In caso di controversie sarà competente il foro di Roma

Per Immobiliare Idra s.p.a. Il Presidente del C.d.A. Giuseppe Spinelli

“Vieni via con me”. Il testo integrale letto da Corrado Guzzanti

Il Giornale replica a Saviano: la macchina del fango non è quella che dici tu, è una macchina vera, l’abbiamo vista ad Arcore, e si usa con una vasca e due lottatrici nude.

Anche Bossi telefona alla questura ma capiscono solo ‘Mubarak’.

L’ira di Berlusconi contro Fini: ‘Futuro e Libertà è un ossimoro!”… Scelga: o futuro per noi o libertà per loro.

Su alcuni manifesti del Pd compare Bersani con una foto in bianco e nero, ma il fotografo giura che la pellicola era a colori!

I cittadini chiedono a Masi se pensa che sarebbe giusto privatizzare la Rai risponde: ‘Un’altra volta?’

Il Pdl apre a una modifica della legge elettorale: se i cittadini vorranno aggiungere a margine una preferenza, la scheda non sarà invalidata.

Rutelli va a un incontro con Fini e Casini. Gli danno l’indirizzo sbagliato.

Dubbi sulle elezioni regionali: tra le tante firme raccolte a sostegno della lista Formigoni compare quella di Michael Jackson.

Nelle scuole italiane non c’è carta igenica, il ministro Gelmini prega le mamme di mandare i bambini a scuola già defecati.

Berlusconi corrompe dei senatori. ‘Mi hanno detto che erano maggiorenni’.

Maroni vuole costringere le donne islamiche, per farsi riconoscere, a togliere il velo. Berlusconi, per lo stesso motivo, le mutande.

Scenata del ministro Bondi in un museo: dei vandali hanno squarciato un quadro di Fontana.

Torna Pannella con un nuovo digiuno… Ma ormai quando arriva la fine del mese la concorrenza è spietata.

Sulle emergenze il governo si confonde, butta i manifestanti abruzzesi in una discarica e picchia a sangue i sacchi della mondezza.

Berlusconi: “Scopo tutto il giorno, vi dà così fastidio se la sera lavoro un’oretta?”

Anche il ministro Brunetta indagato per gli scandali sessuali: rinvenuto lo sgabello.

Fini ha compiuto la sua parabola: era fascista, è stato postfascista, ora tornando al futurismo, è pre-fascista.

Il Pd è il primo partito in Italia a usare le primarie e il primo partito al mondo che le perde.

Il Papa condona l’uso del preservativo per certi casi particolari: ci sono delle notti in cui fa veramente freddo…

Un preservativo condonato si chiama Condon

L’anomalia storica della Fiat, gli italiani da sempre gli pagano le macchine ma poi non le comprano.

La strategia di Tremonti per la crisi: prima risaniamo i conti e poi vediamo chi è rimasto vivo.

Il governo dei fatti: catturato il pusher.

Polemica contro la comunità europea: il ministro Gelmini propone di lasciare i crocefissi e togliere le scuole.

Università italiana. La Gelmini vuole aiutare la ricerca: ‘Provate tutti a fare il percorso all’indietro’

La fuga dei cervelli all’estero: Gasparri si scorda il corpo qui.

Il governo di Berlusconi dà nuovi fondi alle scuole private cattoliche in cambio ha un bonus per altri tre scandali e bestemmia libera fino al 2012…

Il Papa attacca i laici poi si scusa: avevo capito l’Ici!

Il Partito Democratico propone la sua legge elettorale: alla francese, con sbarramento tedesco a due turni e supercazzola all’australiana come fosse antàni.

La camorra contro Saviano: “La scorta ci impedisce un contraddittorio”.

La Lega telefona alla ‘ndrangheta: Ma ci cercavate per qualcosa?

Calderoli è stufo delle polemiche e invade la Polonia.

Non abbiamo fatto la fine della Grecia, non abbiamo fatto la fine del Portogallo e dell’Irlanda, speriamo di non fare la fine dell’Italia…

Napoli è allo stremo e l’Aquila una città perduta…

Napoli è allo stremo! La città, devastata dall’incapacità, dall’avidità, dalla criminalità, dalla corruzione, mostra le sue ferite al cielo. Napoli è sospesa tra la “rivolta” e la “resa senza condizioni”. Lo si avverte camminando nelle strade, lo si percepisce nei volti cupi della gente, nelle profondità di campo dense di “munnezza”. La proverbiale  dignità  partenopea, lo spirito di sacrificio e sopportazione, esaltati da Eduardo come tratti caratteristici dell’anima napoletana, non bastano di fronte al degrado della città e dei comuni circostanti. I limiti di guardia sono stati superati ovunque. Lo Stato, come nella canzone di Fabrizio de André, si indigna e si impegna, ma la situazione resta “Out of Control”.

Ci vorranno anni per risolvere il problema della “munnezza” di Napoli, altro che “situazione sotto controllo in dieci giorni“. Nell’immediato si potrà solo fronteggiare l’ennesima emergenza. Occorre dirlo con chiarezza, occorre spiegarlo senza fraintendimenti. I napoletani devono sapere cosa li aspetta, gli italiani devono essere consapevoli di quanto c’è da fare. Basta con i proclami, con l’efficientismo di facciata, con le montagne di inutili ecoballe accatastate in attesa di uno smaltimento improbabile. Basta con quel “ghe pensi mi“, che è la negazione dell’idea stessa di “popolo”, di “nazione”. Basta soprattutto con la camorra, quella visibile dei boss Antonio Iovine e Francesco Schiavone, quella invisibile, nascosta dietro la politica e gli affari (sporchi o puliti che siano).

Un’altra città – nonostante le dichiarazioni del premier – giace abbandonata, perduta. Il Governo ha affrontato l’emergenza, ha costruito palazzine antisismiche, ma il centro storico dell’Aquila è ancora sigillato nell’istante tragico del sisma. Anche in questo caso occorre dire la verità. Ci vorranno decenni per riaprire il centro storico dell’Aquila, per mettere in sicurezza, a fronte del rischio di altri eventi catastrofici, palazzi e monumenti, abitazioni e uffici; ci vorranno decenni e risorse finanziarie immense, attualmente non disponibili.

C’è bisogno di chiarezza, di consapevolezza, di solidarietà. C’è bisogno di tornare a progettare il futuro. C’è bisogno di speranza. C’è bisogno di una classe politica preoccupata del “bene comune” e non dei vantaggi personali, degli affari delle cricche e degli amici. C’è bisogno della forza che solo “un popolo” può mettere in campo per andare avanti, per affrontare le difficoltà nascoste dietro l’angolo. In caso contrario ci aspetta l’oscurità. Lo spettro della crisi sta continuando ad aggirarsi per l’Europa. Dopo la Grecia, il Portogallo, la Spagna e l’Irlanda a quale paese toccherà?

by COLAS