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Amadou & Mariam e Bertrand
Amadou & Mariam, insieme a Bertrand Cantat a Eurockéennes 2012
2013 Riaccendiamo la speranza…
Tempo di auguri. Agli italiani sono appena giunti quelli dell’Osservatorio Federconsumi. Previsti da gennaio 2013 aumenti di 1500 euro di spesa per famiglia. Nello stesso giorno il Partito Comunista, per riaccendere la speranza del popolo francese, ha presentato gli auguri al presidente François Hollande con un video. “Pieno di menzogne e di caricature, è una vergogna!”, sottolinea un comunicato ufficiale avvelenato del Parti Socialiste di Rue de Solférino, in risposta alla provocazione. Un video della durata di 4 minuti, denuncia le promesse mancate, dopo sette mesi di governo Hollande. Un videoclip che marca la distanza tra le promesse della campagna elettorale del presidente e le azioni di governo in atto. Il budget per la cultura, la negoziazione del trattato europeo, la finanza, il diritto di voto ai cittadini stranieri, l’aumento delle tasse. Nel video le parole del presidente sono accompagnate da risate di sottofondo, prima timide poi sempre più grasse. I comunisti francesi, che avevano appoggiato Hollande al secondo turno delle presidenziali, non risparmiano critiche e ci sono andati pesante. Abbiamo solo “suonato i campanelli d’allarme ”, si difendono quelli del Comitato Nazionale del Partito Comunista Francese tra cui Franck Mouli uno degli autori del video clip.
MARLÈNE
La cover (Alexi Kantrall – 2012)
The original (Noir Desir. Lyon – Le Transbordeur, 1993)
“NOBODY KNOWS ME”
Il Tour MDNA della pop star Madonna è approdato il 31 maggio scorso a Tel Aviv. Solito schermo gigante con gli” slack liners”, funamboli, che inerpicano le silhouettes sulle corde.”Nobody Knows Me” è l’ossessivo ritornello del Tour cui fa da contrappunto un video con raffiche di immagini: guerre, esplosioni, volti di diseredati e di dimenticati. Ma anche quello di Papa Benedetto XVI, del presidente cinese Hu Jintao, e persino il presidente del Front National, Marine Le Pen, associata alle svastiche e ai baffetti di Hitler. Intanto Marina Le Pen aspetta la cantante al varco! Ha già fatto sapere che sporgerà denuncia, “ci faremo un sacco di soldi con il processo che vinceremo”, ha commentato l’avvocato della Le Pen sul quotidiano francese 20Minutes. Il MDNA Tour sbarcherà’ in Francia, a Parigi, il 14 luglio e, salvo sentenze avverse, il video clip sarà proiettato integralmente allo Stade De France. Imperterrita la cantante americana prende di mira la famiglia Le Pen per la seconda volta. Durante il Confession Tour di Madonna nel 2006, il volto di Jean Marie Le Pen era sfilato insieme a quello di Saddam e Bin Laden. @thefrenchbo
COLUCHE. IL COMICO CHE VOLEVA DIVENTARE PRESIDENTE
In Francia si guarda con grande curiosità alle performance politiche di Beppe Grillo e qualcuno avanza paragoni con il comico più amato dai francesi: “Coluche”.
Michel Gérard Joseph Colucci, in arte Coluche, nasce a Parigi nel 1944 da una modesta famiglia di origine italiana. Dopo un’infanzia difficile, abbandona la scuola e cambia numerosi lavori. Negli anni ’60 inizia la carriera nei cabaret della capitale e in pochi annui conquista il cuore dei francesi. Una comicità rude, trasgressiva, anche se mai volgare. E qui le differenze con Beppe Grillo sono più che evidenti. Come Grillo, Coluche prende di mira la politica e le contraddizioni della società, ma lo fa senza mai porsi come “salvatore della patria”. Le sue gag, per quanto velenose restano un tentativo di svelare le contraddizioni del sistema politico.
All’apice della sua fama artistica, nel 1981, annuncia a sorpresa la sua candidatura alle elezioni presidenziali francesi. Così accanto a Giscard D’Estaing e François Mitterand i francesi si trovano ad ascoltare anche un “comico”. Lo slogan “Blue Blanc Merde”, le gag durante i dibattiti televisivi e gli spot elettorali non solo divertono, ma suscitano grande interesse. In breve i sondaggi lo valutano intorno al 16% delle intenzioni di voto.
Lo scherzo però dura poco. Coluche viene percepito da l’establishment politico francese come una minaccia. I servizi segreti iniziano a pedinarlo e a controllarlo. Immancabili arrivano le minacce di morte. Coluche inizia lo sciopero della fame per protesta contro l’ostracismo mediatico di cui è divenuto vittima. Insomma cerca di reagire con il suo stile all’ostracismo e agli attacchi violenti del mondo politico. Infine dopo l’omicidio del suo manager René Gorlin si ritira dalla corsa presidenziale. Inizia un periodo buio, tra alcool e droghe. Questo non gli impedisce di continuare con le sue sfide e provocazioni. A difesa dei poveri lancia “Les Restos du Coeur”, un luogo per assicurare un pasto caldo ai bisognosi, lui stesso amava ricordare: “Non sono un nuovo ricco, ma un vecchio povero!”. Poi, nel 1986, la tragica fine. Coluche si schianta con la sua moto contro un camion nei pressi di Cannes. Riconoscimenti politici postumi per il comico? Una piazza a lui dedicata a Parigi, una legge votata nel 1988 “loi Coluche” che esenta dalle tasse le somme di denaro versate per beneficenza.
Ancora oggi i “Ristoranti del cuore” nelle piazze francesi sfamano centinaia di persone. @thefrenchbo
DOPO “LA CONQUISTA”, “IL POTERE”
Il regista e sceneggiatore Patrick Rotman ha annunciato che, dopo il film “La Conquete“, dedicato all’ascesa al potere di Nicolas Sarkozy e presentato fuori concorso a Cannes lo scorso anno, insieme al regista Xavier Durringer, ha iniziato la lavorazione di un lungometraggio intitolato “Le Pouvoir“.
Sarà girato nei saloni e nei corridoi dell’Eliseo durante la presidenza Hollande, che ha concesso l’autorizzazione. Patrick Rotman vuole riprendere la quotidianità del capo dello Stato francese: come lavora, come prende le sue decisioni. Attori saranno i personaggi stessi che collaborano con il presidente.
Una sorta di “West Wing” la fiction-saga dedicata ai presidenti americani, dal vivo però.
Insomma, dopo “La conquista”, “Il potere”. Sembra l’annuncio di una trilogia. Ma chi gli darà l’autorizzazione a girare “La caduta”? @thefrenchbo
