Caro Matteo,
tifoso io lo sono, ma dell’Inter (nessuno è perfetto).
Nelle primarie non sono tifoso. Partecipo e voto. Punto.
Di te ho un ricordo. Un giorno di qualche anno fa, alla Festa Nazionale a Firenze, ero là vicino a te, come di solito invisibile. Tu con i jeans color salmone fresco e la maglietta ecologica di contro ordinanza dicesti: “Ma io mi candido!“. Mi piacque. Parlavi del ruolo di Sindaco di Firenze e poi vincesti anche: onore al merito.
Ora però è un’altra storia.
Ora ci sono anch’io, per esempio, e tutti gli altri “anch’io”. È la democrazia, ragazzo! È un po’ più dura, ma puoi ancora vincere e tu sai batterti. Come noi, del resto.
Ma il punto non è questo.
Il punto è, caro Matteo, che la tua partecipazione alle primarie mi ha fatto pensare a Gigliola Cinquetti (sempre una presenza difficile da sopportare, almeno per me). Te sei giovane e forse non conosci: “Non ho l’età per...”
Sì, ecco, prima di te il “NON POSSO” me lo ponevo da me, le volte che era necessario, adesso me lo dovrei porre come status abituale. Non mi va Matteo, proprio non mi va. Non siamo amici, purtroppo per me, ma se lo fossimo ti direi: “Rimaniamo amici, ma ognuno PER LA SUA STRADA“.
Comunque in bocca al pescecane e ricorda che “Il pescecane mostra i denti e si vede che li ha!“.
Ciao.
Fulvio Ichestre