La lunga notte del PD

Al termine dell’assemblea del Partito Democratico al Teatro Capranica di Roma alcuni elettori, contrariati dalla decisione del PD sulla candidatura di Franco Marini al Quirinale, interpellano il deputato  Gero Grassi tra sfottò e recriminazioni.

Era il 12 novembre 2011

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Era novembre… Foto di Thefrenchbo

Dear Lillian,

È finita è finita, il cielo è azzurro sopra l’Italia!”.

Era il 12 novembre 2011. Un messaggio liberatorio, ispirato dall’urlo di Marco Civoli, quando gli azzurri hanno vinto i mondiali del 2006. Uno sfogo per celebrare la fine del governo B.

Come mi sento adesso? Speranze spezzate, aspettative frantumate. Un anno difficile, da dimenticare. Dopo l’ubriacatura iniziale per la partenza di B., ci ha pensato il governo Monti a farci passare la sbornia! Ha evitato il peggio, certo. Ma a che prezzo? In un anno è accaduto di tutto. Ci siamo ritrovati smarriti, pieni di problemi, alle prese con una inflessibilità economica che ha tagliato tutto quanto era possibile, anche i servizi essenziali. Intanto la disoccupazione è salita ai livelli più alti dal dopoguerra e ci sono state ondate di suicidi per la disperazione.

I nostri politici, per lo più, sono rimasti a guardare, rinchiusi in bolle di cristallo, con gli stessi privilegi di sempre, al riparo da qualsiasi ago aspirato del rigor montis. Ora hanno ripreso ad agitarsi. La solita improbabile caccia alle alleanze.

Cosa diavolo accadrà ora? Sono preoccupata! Il ritorno di B. mi indigna. Gli altri mi lasciano frastornata e scettica. Come è possibile, mi chiedo, andare a votare con serenità in questa situazione?

Un anno trascorso inutilmente. Siamo tornati punto e a capo. Alla televisione le stesse facce di sempre. Una lettera piena d’interrogativi la mia. Scusa lo sfogo! Una giornata fredda oggi. È calato il gelo sull’Italia.     

          

LA VITOLA DURA AL SERVIZIO SEGRETO DI SUA ENTITÀ (B.)

Non so se le Sue prese di distanza sono reali, o frutto di un misto di istinto di conservazione, vigliaccheria e cattivi consigli o, come spero, di un giusto e normale gioco delle parti“.

Uno dei passaggi di una lettera scritta dall’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola e destinata a Silvio Berlusconi, ma mai spedita.

“Lei mi ha ha promesso: più volte di entrare al Governo (persino mi chiamò dopo la nomina della Brambilla e con onestà mi disse che era dispiaciuto di non riuscire solo con me a mantenere la parola); di mandarmi al Parlamento Europeo (alle precedenti presi da solo 54.000 preferenze); di entrare nel Cda della Rai; che il primo incarico importante che si fosse presentato sarebbe stato per me (inizio 2010), di collocare la Ioannuci nel cda dell’Eni; di nominare Pozzessere almeno direttore generale di Finmeccanica”.

Ma in cambio di cosa tutte queste promesse?

Afferma Lavitola di aver lavorato a far cadere il governo Prodi tenendo “fuori dalla votazione cruciale Pallaro, fatto pervenire a Mastella le notizie dalla procura di Santa Maria Capua Vetere da dove erano arrivate le pressioni per il vergognoso arresto della moglie“. Sostiene anche di “aver lavorato Dini” assieme “a Ferruccio Saro e al povero Comincioli”. “Ciò dopo essere stato io a convincerLa a tentare di comprare i Senatori necessari a far cadere Prodi“. Ma non è finita! La regina di tutte le operazioni svolte per conto di B. sarebbe l’incastro di Fini, ovvero le prove a suo carico dell’affaire Montecarlo.

Ho ottenuto 400/500mila euro (non ricordo) di rimborso spese per la ‘Casa di Montecarlo’, dove io ce ne ho messi almeno altri 100.000. Martinelli (il presidente di Panama, ndr) ha contribuito con 150.000 euro oltre che con il volo privato da Panama a Roma (circa 300.000 euro), quando Le portai i documenti originali di Santa Lucia (circa 300.000 euro).
Certo non potevo rischiare a Roma che me li trovassero (li portarono fuori i piloti). Ovviamente gli ho restituito le somme compensandole con altre partite. Tutte somme non concordate con Lei (ma di cui lei era a conoscenza) e che quindi non voglio essere restituito. Mentre per Tarantini le devo io 255.500 euro (che è ovvio le restituirò)“.

Dulcis in fundo, la brutta vicenda del maresciallo Enrico La Monica. Lavitola scrive di essersi ritrovato nei guai anche per averlo difeso.

“Ho avuto quei problemi per averLe insistentemente raccomandato il maresciallo La Monica. Era la fonte che ha quantomeno ha contribuito a salvare Bertolaso (glielo puo chiedere), ci ha coperti nell’indagine sull’acquisto dei Senatori, ha datto una mano sul serio nelle indagini su Saccà (con le intercettazioni) e Cosentino, ed ha eliminato alcune foto che La vedevano ritirato assieme a Bassolino e ad alcuni mandanti della Camorra per la vicenda dei rifiuti (sono certo che lei non sapesse chi fossero). Eravamo in grande debito e lui si era reso conto che Bisignani e Papa lo sfruttavano e lo prendevano in giro promettendogli di andare ai Servizzi per guadagnare 200 euro in più al mese. Io lo mantengo da un anno in Senegal. Non c’è nulla di più pericoloso di un amico che si sente tradito, abbandonato e senza vie di uscita”.

C’è da restare senza parole! Certo tutte le vicende erano note, ma ritrovarle così ben descritte dal protagonista fa venire i brividi. Una pletora di corruttori al servizio del capo, con licenza di costruire prove a carico, comprare parlamentari, difendere uomini dello Stato infedeli, pronti a far sparire informazioni imbarazzanti e pericolose. Questa gente fa veramente schifo.

by Colas

ALFANO: “ABBIAMO PERSO!” – B.: “ABBIAMO PERSO? MA QUANDO MAI!”

Abbiamo perso“, commenta a caldo Angelino Alfano.

Non sono di questo avviso - lo “corregge” subito B. - . Ora che c’è il festival dell’antipolitica pensavo ci fosse un’affluenza più bassa e più penalizzante per noi. I risultati sono andati al di là delle aspettative. Abbiamo avuto quattro o cinque città al primo turno come il Pd, così mi hanno detto, e siamo in ballottaggio in altri 13 Comuni. Siamo andati come pensavamo. Ora dobbiamo lavorare ad una grande confederazione di tutti i moderati, di tutti quelli che non si riconoscono nella sinistra. Se restiamo uniti possiamo anche vincere le prossime elezioni“.

E il povero Alfano deve cambiare versione: ”Non è stata una catastrofe. Basta vertici ABC (gli incontri Alfano, Casini e Bersani): non servono a nulla! “, dice senza riuscire a nascondere l’amarezza.

Lo stile non è acqua! B. non si smentisce mai. Abbiamo perso? Non mi risulta! E manda una “velina” ad Angelino. Ora è il tempo dell’antipolitica. Ma passerà presto (per ottobre dovrebbe essere tutto a posto). E’ colpi mia? Ma quando mai! Colpa di Grillo, colpa del nostro appoggio a Monti, colpa della controinformazione “comunista”. Vedrete – lascia intendere B. – tornerò presto. Giusto il tempo di di fare bisboccia con Putin e “ghe pensi mi”. “Roma rinascerà più bella e più superba che pria…”.

Nerone: Stupidi… Ignobile plebaja! Così ricompensate i sacrifici fatti per voi? Ritiratevi, dimostratevi uomini e domani Roma rinascerà più bella e più superba che pria…
Voce: Bravo!
Nerone: Grazie. (rivolgendosi a Egloge e a Poppea) E’ piaciuta questa parola… pria… Il popolo quando sente delle parole difficili si affeziona… Ora gliela ridico… Più bella e più superba che pria.
Voce: Bravo!
Nerone: (sempre più affrettatamente, quasi cercando di sorprendere il popolo) Più bella e più superba che pria…
Voce: Bravo!
Nerone: Più bella… grazie!
Voce: Bravo!
Nerone: …Zie.
Voce: Bravo!
Nerone (facendo il gesto di dire la parola pria, senza però dirla)
Voce: Bravo!
Nerone: Bravo!
Voce: Grazie!
Nerone: Lo vedi all’urtimo come è il popolo? Quando si abitua a dire che sei bravo, pure che non fai gnente, sei sempre bravo!

Se non fosse un dramma (la situazione di crisi che stiamo vivendo), ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate!