SI POSSONO PREVEDERE I TERREMOTI?

Un’indagine seria ed equilibrata (in quattro parti) per fare il punto sulla prevedibilità dei terremoti, confrontando la ricerca indipendente, con particolare riferimento a quella di Giampaolo Giuliani, con le posizioni della scienza.

Il documento è nato su proposta del blogger Claudio Messora ed è diviso in quattro parti. Si tratta di una produzione indipendente, realizzata grazie al supporto di migliaia di utenti della rete, desiderosi (ma anche ansiosi) di saperne di più su un argomento che i media mainstream affrontano molto marginalmente. Un video “nato dalla rete, per la rete”, senza intermediazioni.

SABATO AQUILANO

L’edicola in piazza @thefrenchbo

Tra la gente, durante la passeggiata del sabato mattina nel centro storico de L’Aquila. Le frasi che ascolto, come in una vecchia litania, girano attorno alle solite parole. Terremoto. Alluvioni. Case. Alternative.

Palco in Piazza Duomo @thefrenchbo

Il mercato a Piazza Duomo non c’è più, prima del terremoto c’era tutti i giorni. Ascolto però il suono delle campane della Chiesa delle Anime Sante ed ingenuamente chiedo, mentre prendo il caffè in un bar, se le abbiano rimesse a posto. “Quelle sono registrate“, mi risponde qualcuno del posto, “le campane di prima non ci sono più“.

Le bancarelle della festa in Piazza Duomo @thefrenchbo

Esco. Non c’è verso di distrarli, penso. Mi colpisce una frase di un gruppo accanto a me: “La notte del terremoto io c’ero!” Un’altra del gruppo, dall’accento siciliano, commenta: “Io sono sopravvissuta a due terremoti!“. Passeggiano intorno al muro di cinta del Forte Spagnolo (il Castello). Turismo delle macerie. Visioni Spettrali. Che tristezza, penso. Nonostante le cifre sciorinate dagli enti pubblici, va tutto a rilento.

Turismo delle macerie @thefrenchbo

A piazza Duomo stanno allestendo un palco, casse, amplificatori, luci. Iniziano a  montare bancarelle di noccioline e zucchero filato. Un venditore ambulante chiama in causa il buon Gesù, bestemmia a più riprese mentre cerca di riparare la piastra delle crepes. Stasera alla vigila delle elezioni, ci sarà un concerto gratuito, sponsorizzato dal comune dell’Aquila, con il Teatro degli Orrori,  gruppo rock italiano, il cui nome è ispirato  al “Teatro della crudeltà” di Antonin Artaud.

Castello @thefrenchbo

Qualche istante dopo apprendo la notizia delle tre bombole fatte esplodere con un timer davanti l’ Istituto Professionale di Brindisi. Resto muta, mentre sale la rabbia contro l’odio e la crudeltà. Bye Bye L’Aquila. @thefrenchbo

LA SCONFITTA DELLA ZONA FRANCA

Cialente al termine del comizio di chiusura ieri sera a L’Aquila @thefrenchbo

La diatriba tra Regione Abruzzo e il Comune aquilano per la gestione dei contributi europei disponibili per lo sviluppo economico e il risanamento dell’Aquila, si è conclusa con il ritiro della notifica sulla zona Franca Urbana avanzata dal governo Monti all’Unione Europea. Ritiro che ha suscitato numerose polemiche alla vigilia della campagna elettorale, perché la richiesta era stata inoltrata e fortemente voluta da Gianni Chiodi (PdL), Governatore dalla Regione Abruzzo, dunque una sconfitta dal “sapore” politico che si è ripercossa anche sul candidato di destra De Matteis. In contrapposizione a tutto questo c’è la richiesta alla Comunità Europea dell’ex-sindaco Cialente, di finanziamenti chiamati De minimis, che invece continueranno il loro percorso soprattutto se verrà rieletto

Tuttavia, la presenza di 700 candidati, 22 liste civiche, durante il primo turno delle elezioni, ha mostrato il disagio, la frammentazione sociale e la sfiducia nei confronti delle istituzioni politiche e amministrative.

Sede elettorale di Giorgio De Matteis @thefrenchbo

Domani, domenica 20 maggio si voterà ancora nel capoluogo abruzzese. Il ballottaggio è tra due concorrenti, entrambi con un passato professionale da medici: il sindaco uscente Massimo Cialente, , candidato PD, che raccoglie i voti del centro sinistra e Giorgio de Matteis, vice presidente del consiglio regionale, candidato di centro destra, del movimento L’Aquila Citta Aperta .

Ieri sera durante il comizio di chiusura, l’ex sindaco Massimo Cialente, ha ringraziato i suoi sostenitori, circa un centinaio, presenti a Piazza Duomo, con promesse e speranze. Grandi progetti per i prossimi cinque anni: L’Aquila Smart City, riportare allo splendore il centro storico, occuparsi delle periferie, dei piccoli comuni dell’entroterra, sviluppare il turismo, l’economia locale e i progetti eco-sostenibili.

Le idee non mancano, i soldi ci sono, vedremo come sono andate le cose fra cinque anni!  @thefrenchbo

TRA LA ZONA ROSSA E LA CHIESA DELLE ANIME SANTE

La zona rossa by @thefrenchbo

La zona rossa a L’Aquila, un cunicolo di vie, piazzette e viuzze, transennate è ancora lì.

La zona rossa by @thefrenchbo

Accesso al centro storico sorvegliato by @thefrenchbo

Se riesci ad accedere, anche solo per pochi metri eludendo la sorveglianza delle jeep militari, ti rendi immediatamente conto che c’è ancora molto da fare. Rispetto al 2010 c’è una parvenza di ordine, meno cumuli di  macerie, meno silenzio inquietante nei vicoli.

Passaggio in corso Federico II by @thefrenchbo

Le botteghe, i negozi, il cinema, i locali del vecchio centro storico sono ancora picchettati, pericolanti e disabitati, la desolazione è interrotta dalla presenza  di uomini issati su elevatori, operai con le scale in spalla e dal rumore delle macchine per l’edilizia. Nonostante l’ora tarda del pomeriggio, il centro storico è un cantiere in movimento.

Chiesa delle anime Sante by @thefrenchbo

Piazza Duomo, by @thefrenchbo

A piazza Duomo accanto alla Chiesa delle Anime Sante, stanno allestendo il palco per il comizio di Massimo Cialente, il sindaco uscente della città.

L’orologio fermo by @thefrenchbo

Certo, impressiona ancora  l’orologio sotto i portici della piazza fermo alle tre meno un quarto. Il sisma di magnitudo 6,3 del 6 aprile 2009 c’è stato invece alle 3,32, probabilmente era mal regolato.

manifesto by @thefrenchbo

Un manifesto ricorda i 309 morti del terremoto, più di 1600 i feriti, 65.000 gli sfollati.

vicolo by @thefrenchbo

L’eccesso di burocrazia ha rallentato il processo di ricostruzione. I troppi regolamenti hanno generato complicazioni, ritardi sul recupero degli immobili a rischio fuori e dentro il centro storico della città. Per non parlare poi dei contributi e finanziamenti erogati a singhiozzo.  @thefrenchbo

La vecchia gelateria by @thefrenchbo

Questi sono alcuni dati ufficiali del comune de L’Aquila che si riferiscono al processo di ricostruzione, aggiornati ad aprile 2012.

“Gli uffici comunali hanno concesso 12.355 contributi definitivi a fronte delle 18.562 richieste pervenute a Fintecna (edifici B, C ed E). Due terzi delle domande sono state accolte in tre anni. Il 66,5%, mentre la ricostruzione in Umbria e Marche, a 15 anni dal sisma, si attesta al 50% e in Molise, a 10 anni dalla calamità, è al di sotto di quella percentuale”.

macerie in piazza by @thefrenchbo

“Fintecna ha dato 14.647 pareri favorevoli sulle richieste di contributo per la ricostruzione; la Municipalità, come detto, ha dato il via libera a 12.355 pratiche, cioè l’84,35% delle richieste che materialmente poteva esaminare. Senza considerare che 1.310 pratiche non possono essere esaminate dagli uffici perché si tratta di condomini in cui non è ancora terminata l’istruttoria”.

colori by @thefrenchbo

colori by @thefrenchbo

L’AQUILA TORNERÀ A VOLARE

by @thefrenchbo

L’Aquila risorgerà! Era una città confusa, arrabbiata, nella precarietà e nella sospensione che il destino aveva scelto di affibbiarle dopo il terremoto del 2009. Dopo l’ultima volta che ci sono stata, era il 2010, ho visto meno gru che svettano a vista, più costruzioni, più attività commerciali, insomma più vita rispetto all’abbandono che traspariva allora. Fra due giorni ci sarà il ballottaggio per le amministrative, per l’elezione del sindaco, importante per questa città che ha bisogno di essere sostenuta ancora e a lungo prima di riprendere a volare!  @thefrenchbo

PISCICELLI NON RIDE PIU’! ORA PARLA…

De Vito Piscicelli

Una valigetta con banconote da centomila euro consegnata all’Hotel De Russie, in via del Babuino a Roma, da Francesco De Vito Piscicelli a Claudio Rinaldi, commissario straordinario dei Mondiali di nuoto del 2009, sarebbe la “mazzetta” pattuita per l’appalto di oltre 20 milioni di Valco San Paolo vinto in consorzio con altre imprese. Sempre secondo il costruttore “ridens” una analoga mazzetta sarebbe stata intascata da Paolo Zini, un funzionario che lavorava fianco a fianco con Angelo Balducci al dipartimento della Presidenza del Consiglio di via della Ferratella, dove si curavano i grandi eventi gestiti dalla Protezione civile. Infine l’architetto Pierpaolo Gandola, già responsabile sicurezza del cantiere, si sarebbe accontentato (si fa per dire!) di uno “stipendio” di 2 mila e 500 euro al mese per addolcire i controlli (stipendio pagato però solo per un mese).

Questo il contenuto di una parte delle dichiarazioni rilasciate ai magistrati da Piscicelli. Lo ha rivelato oggi Marco De Lillo su Il Fatto Quotidiano! L’imprenditore avrebbe deciso di vuotare il sacco, dopo due anni, anche a seguito dell’isolamento nel quale – sempre a suo dire – lo avrebbero lasciato gli “amici” di un tempo. Ovviamente le accuse, che al momento si basano unicamente sulla sua versione dei fatti, dovranno tutte essere verificate. Al momento c’è solo il suo racconto. Chi vivrà vedrà!