Una valigetta con banconote da centomila euro consegnata all’Hotel De Russie, in via del Babuino a Roma, da Francesco De Vito Piscicelli a Claudio Rinaldi, commissario straordinario dei Mondiali di nuoto del 2009, sarebbe la “mazzetta” pattuita per l’appalto di oltre 20 milioni di Valco San Paolo vinto in consorzio con altre imprese. Sempre secondo il costruttore “ridens” una analoga mazzetta sarebbe stata intascata da Paolo Zini, un funzionario che lavorava fianco a fianco con Angelo Balducci al dipartimento della Presidenza del Consiglio di via della Ferratella, dove si curavano i grandi eventi gestiti dalla Protezione civile. Infine l’architetto Pierpaolo Gandola, già responsabile sicurezza del cantiere, si sarebbe accontentato (si fa per dire!) di uno “stipendio” di 2 mila e 500 euro al mese per addolcire i controlli (stipendio pagato però solo per un mese).
Questo il contenuto di una parte delle dichiarazioni rilasciate ai magistrati da Piscicelli. Lo ha rivelato oggi Marco De Lillo su Il Fatto Quotidiano! L’imprenditore avrebbe deciso di vuotare il sacco, dopo due anni, anche a seguito dell’isolamento nel quale – sempre a suo dire – lo avrebbero lasciato gli “amici” di un tempo. Ovviamente le accuse, che al momento si basano unicamente sulla sua versione dei fatti, dovranno tutte essere verificate. Al momento c’è solo il suo racconto. Chi vivrà vedrà!



