“Il Giornale” tenta di lanciare l’ennesimo tormentone su Gianfranco Fini… senza riuscirci troppo bene

La BMW di AN utilizzata (qualche volta) da Gianfranco Fini

Ecco la nuova frontiera del giornalismo italiano! ”Si seguono chiacchiere, soffiate, pettegolezzi“. Giorni di appostamenti e controlli al Pra (pubblico registro automobilistico) e, finalmente, il Giornale può scrivere che Gianfranco Fini sarebbe stato l’utilizzatore finale di una berlina tedesca, BMW, la cui targa comincia per EB54, intestata ad An da marzo di quest’anno. Il prossimo scoop sarà un lungo articolo con le date dell’utilizzo. Sì, ormai il grande successo di “Vieni via con me” a fatto scuola e in ogni pezzo che si rispetti deve esserci almeno un “elenco”. Va bene anche la “lista della spesa”. Gloria imperitura a Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica, i due “segugi” del quotidiano di famiglia, il cui solerte lavoro di inchiesta resterà negli annali del giornalismo italico!

Dago (al secolo Roberto D’Agostino), l’altro grande interprete del giornalismo maccheronico, ha pensato bene di cavalcare l’onda e nel riportare lo scoop de il Giornale pubblica, insieme al culo un po’ d’annata di Milly, all’immancabile capezzolo di Michela Vittoria Brambilla e allo sguardo seducente e spiritato di Mara C. anche la foto di una Roadster inglese rosso fiammante (con Fini alla guida), così che “chi” legge non può fare a meno di associare la “rossa” alla polemica. Cavalcare il tormentone è il segreto di Dagospia, ovviamente con quel pizzico di sana “mistificazione” che rende il brodo più saporito.

Almeno una veloce considerazione s’impone! Ma a noi che ce ne frega se Gianfranco Fini usa l’auto blu del servizio di Stato, oppure quella in carico ad AN? E poi da quale pulpito viene la predica? Davvero abbiamo bisogno di farci spiegare da Alessandro Sallusti quali siano i valori del fare politica? Abbiamo un paese allo sbando, ministri della Repubblica che sistemano parenti, amici e amanti senza alcun ritegno, abbiamo un pemier che costringe (in verità senza insistere troppo) il ministro della Cultura ad inventarsi un premio per una modesta attrice rumena, abbiamo una città al collasso, sommersa dalla “munnezza”, abbiamo una città distrutta dal terremoto e abbandonata a se stessa, abbiamo cricche di affaristi senza scrupoli che saccheggiano le nostre risorse, abbiamo “mafie” che controllano territori sempre più vasti e fatturano cifre superiori a quelle della finanziaria, abbiamo un sistema politico incapace di rinnovarsi e reagire, abbiamo aziende che chiudono o espatriano, abbiamo un’economia che stenta a riprendersi e l’incubo di un collasso dietro l’angolo e dovremmo stare a preoccuparci di quanto AN ha pagato una BMW? Ma fateci il piacere…

by COLAS