“Roberto Cota è il presidente, ha vinto le elezioni. Ma se nel riconteggio Mercedes Bresso fosse in vantaggio, allora finisce male…”. Parola di Umberto Bossi!

 


MERCEDES BRESSO E ROBERTO COTA

MERCEDES BRESSO E ROBERTO COTA

 

“Roberto Cota è il presidente, ha vinto le elezioni. Ma se nel riconteggio Mercedes Bresso fosse in vantaggio, allora finisce male…”. Così il leader della Lega Umberto Bossi ha commentato ieri a Montecitorio le operazioni (ancora in corso a Torino) ordinate dal Tar Piemonte, che nel luglio scorso ha accolto i ricorsi di Mercedes Bresso (Pd), decidendo il riconteggio di due delle liste alleate all’attuale presidente.

L’uscita di Bossi – che a più riprese, nei mesi scorsi, aveva già invocato la piazza contro la sentenza del Tar – sintetizza bene il nervosismo che in questi ultimi serpeggia tra Lega e centrodestra in Piemonte. Gli esiti della verifica, nella quale vengono controllate soltanto le schede attribuite a due liste minori alleate di Cota (Scanderebech e Consumatori, annullate dal Tar perché impropriamente apparentate a partiti alle quali non appartenevano, e dunque esonerate dall’obbligo di raccogliere firme di presentazione) sono stati fin qui favorevoli a Bresso. Solo il 15-20 per cento degli elettori, infatti, ha tracciato su una scheda sia la croce sui simboli delle due liste “incriminate”, rendendo così il voto potenzialmente nullo, sia sul nome di Cota, mentre la maggior parte si è limitata a un solo segno. Tra il leghista e la presidente uscente ci sono solo 9000 voti di distanza, quelli in discussione sono 15.000, e i conti sono presto fatti e giustificano le parole di Bossi: se il trend si manterrà costante, alla fine saranno invalidate oltre 9000 schede.

Ed è probabile che finisca così anche a Torino, dove il riconteggio è cominciato con molto ritardo per la querelle su chi dovesse pagare le spese straordinarie, e dove proprio ieri è stata chiesta una proroga al Tar che farà slittare l’udienza finale, e l’ultima sentenza, oltre la data fissata per il 4 novembre.

Bresso ieri ha replicato a Bossi: “Forse finirà male per loro, noi attendiamo con fiducia l’esito delle operazioni disposte dalla magistratura”. Intanto però slitterà, probabilmente, anche l’udienza del Consiglio di Stato di martedì prossimo, 19 ottobre, che doveva esaminare i ricorsi contro la sentenza del Tar presentati da Cota e da Bresso (sul caso Pensionati), grazie alle schermaglie tra gli avvocati.

Così, i due giudizi amministrativi di primo e secondo grado arriveranno pressoché nello stesso momento, tra novembre e dicembre. E sullo sfondo si profila un altro caso, il più grave: quello dei Pensionati alleati a Cota, guidati da Michele Giovine.

Contro di lui è già stato fissato, il 15 dicembre, il processo penale per falso (avrebbe riprodotto senza raccoglierle le firme di buona parte dei suoi 19 candidati, consapevoli o meno), mentre il Consiglio di Stato deve dire se Bresso ha ragione o meno quando chiede che il Tar lo sanzioni senza altre procedure. Giovine – che siede tuttora in consiglio regionale – è un grande motivo di imbarazzo per il presidente Cota e per la Lega delle “mani pulite”.

Vera Schiavazzi per La Repubblica

Emma ha vinto! Ma non si chiama Bonino… bensì Marrone

Emma Marrone, vincitrice di Amici

Emma ha vinto! Ma non si chiama Bonino, bensì Marrone, e non ha partecipato alle elezioni regionali nel Lazio, ma ad Amici.

Ieri sera ho fatto tardi per capire come fosse andato il voto nel Lazio ed in Piemonte. Ho smesso di smanettare tra il portale del Ministero degli Interni e quello de La Repubblica quando un amico mi ha informato con un sms che i seggi mancanti nel Lazio erano quelli di Latina e che le sezioni di Roma ormai erano quasi tutte dentro il calderone dei voti conteggiati. Mercedes Bresso mi ha tenuto con il fiato sospeso per qualche decina di minuti in più di Emma: giusto il tempo di capire che nei quartieri della fascia torinese la Lega è riuscita a guadagnare migliaia di nuovi consensi.

Ieri sera un’altra Italia ha fatto tardi insieme a me guardando Maria De Filippi e il suo geniale programma. Milioni di italiani sono stati alzati fin oltre l’una ed hanno festeggiato la vittoria di Emma (Marrone).  

Prima di addormentarmi ho fatto in tempo ad ascoltare qualche dichiarazione a caldo.

Enrico Letta dichiara: “Il Pd vince la maggior parte delle regioni.». Gli fa il verso Maurizio Migliavacca: “Il Pd è il primo partito nel paese”. Ma figuriamoci! Se il PD continua ad avere dirigenti incapaci di ammettere l’insuccesso, di afferrare al volo che Silvio Berlusconi ha di nuovo vinto le elezioni, forse è arrivato il momento di riflettere seriamente sul futuro di un progetto politico suggestivo, ma troppo rimescolato, troppo dilaniato, troppo precocemente invecchiato.

Qualcuno è riesce anche a farmi sorridere. Un imperturbabile Nicola La Torre (maschera alla Buster Keaton) con lo sguardo fisso nell’obbiettivo della telecamere che lo inquadra afferma serio: “Sette a sei è un successo elettorale del centrosinistra“. Ho sentito la mancanza delle risate registrate, tipiche di certi programmi americani. Nella mia testa comunque c’erano!

Il risveglio mattutino è stato lento. Ho scoltato la rassegna stampa di Radio Radicale d ho scoperto che i commentatori di “destra” hanno già rigirato la storia del regolamento di conti interno al PdL (cavallo di battaglia di quelli di “sinistra” almeno fino a ieri). Ed ho capito in un attimo che a Berlusconi non serve il regolamento di conti, perché non gli serve nemmeno il PdL. Lui ha un rapporto diretto con l’Italia che continua a votarlo! Dopo essermi fatto la barba ho sentito un vecchio amico al telefono. Mi ha detto: “C’è un’Italia incazzata che stavolta, invece di starsene a casa, o disperdere il voto, ha sostenuto le liste di Beppe Grillo, oppure ha di nuovo votato per l’IdV di Di Pietro – De Magistris – Travaglio!” Nonostante fossi ancora assonnato, sono riuscito a balbettare che l’Italia rabbiosa ha “fregato” almeno un candidato del centro sinistra, consegnando nei fatti il Piemonte nelle mani della Lega. Dopo un attimo di silenzio lui mi ha risposto: “E allora?” Vabbé ho capito per chi ha votato!

Accendo il computer e guardo le preferenze. Nel Lazio no comment (almeno il candidato che ho sostenuto ce l’ha fatta ad entrare in Consiglio regionale). In Lombardia Pippo Civati è primo in Brianza. Ha preso diecimiladuecentocinquantasei preferenze. La speranza non muore mai!

by COLAS

Elezioni Regionali. I dati reali confermano il testa a testa nel Lazio e in Piemonte

 

Ore 21.30 - Dati reali - Lombardia: Formigoni 56.5%; Penati 32.7%. Veneto: Zaia 59.6%, Bortolussi, 29.5%; Liguria: Burlando 52.2%, Biasotti 47.8%; Emilia Romagna: Errani 51.9%, Bernini 37%; Umbria: Marini 57.1%, Modena 38%; Lazio: Bonino 50.2% Polverini al 49.2%; Campania: Caldoro 53.9%, De Luca 43.2%; Basilicata: De Filippo 63.2%, Pagliuca 27,3%; Toscana: Rossi 59.8% Faenzi 34.4%; Marche: Spacca 53.1% Marinelli 39.7%; Puglia: Vendola 50% Palese 41.9%; Calabria: Scopelliti 60,2% Loiero  30,5%

Se Mercedes B. fa secco Roberto C. , allora Sergio potrebbe…

Per coloro che sono interessati alle vicende interne del Partito Democratico consiglio la lettura di questo articolo. Traccia uno scenario a venire tutt’altro che improbabile…