6 Aprile 2013 ancora una giornata difficile per l’Italia, tra lutti e incertezze per il futuro. A Roma la politica si rivolge ancora ai cittadini per il voto. Nel quartiere San Lorenzo, Ignazio Marino incontra i romani prima delle primarie del centro sinistra per la scelta del candidato sindaco.
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Questione di stile!
La democrazia via internet. Sono finite le “parlamentarie” del M5S. Grande successo! Sembra che i candidati fossero più dei votanti e Grillo, nel comunicare i risultati, ha anche bluffato dichiarando i voti complessivi (se ne potevano esprimere tre) piuttosto che il numero effettivo dei votanti. Mi è venuta una idea in linea con la “grillocrazia”: perché non scegliere i candidati alle prossime politiche votando direttamente i loro videoclip on-line? Voi a chi dareste il voto?
Le solitarie di Silvio
“Altro che primarie, Silvio ha fatto le solitarie”
Le primarie viste dall’estero
Dal Blog del quotidiano francese Le Monde. Gli italiani hanno la memoria corta? Le primarie del PD, una dimostrazione del ritorno della fiducia nei confronti della politica italiana? E giù con l’elenco di scempi e scandali del 2012, che hanno caratterizzato lo scenario politico italiano. Il partito della Lega Nord e la famiglia Bossi, Luigi Lusi, ex-tesoriere della Margherita, “Batman-Fiorito”. Continua il blog, gli italiani si avvicinano alla politica come “chats échaudé”, gatti scottati, che hanno paura anche dell’acqua fredda, citazione questa da un proverbio francese. Renzi, il giovane rivoluzionario, Bersani, il vecchio che rassicura, hanno portato il partito di sinistra in primo piano. Certo una partecipazione popolare come quella durante il dibattito televisivo del 28 novembre tra i due candidati è stata inaspettata. Quasi 6 milioni di telespettatori, non quanti quelli che seguono una partita della nazionale azzurra, ma sicuramente molti più di quelli che seguono i soliti, noiosi dibattiti televisivi dove vince chi urla più forte. Gli italiani, con un ricordo terrificante dei due governi di Romano Prodi, dove la sinistra è affondata per le spaccature interne, finalmente hanno assistito a un dibattito disteso. Oramai come i tifosi di calcio della Juve e della Roma, in Italia si è o renzisti o bersaniani!
Dal Der Spiegel on line del 26 novembre scorso, un articolo titolato Meet the “Scrapper” – Vi presento il “rottamatore” – si dilunga su Matteo Renzi e il successo della sua campagna per le primarie. Descrive la “chiamata” alla rivolta, alla quale migliaia di giovani hanno aderito con entusiasmo, contro la vecchia classe dirigente politica, non solo quella di destra, ma anche verso i pezzi grossi del suo stesso partito, il PD. Bersani viene dipinto come un anziano concorrente, rispettabile e intelligente, ma privo di fascino, che ha raccolto l’appoggio della totalità dell’apparato di partito. Persino i suoi stessi amici sarebbero preoccupati dalla possibile vittoria di Matteo Renzi. L’articolo continua con dettagli del percorso politico di Renzi dal “bacio con Berlusconi”, alla storia del ragazzo ribelle che già dal 2008 aveva disobbedito alle direttive dei “colonelli” del PD.
Sulla scia del successo elettorale delle primarie del centro sinistra, il giornale britannico Financial Times è passato dal successo alle primarie del PD, con cifre, nomi dei candidati protagonisti, Renzi, Bersani e Vendola, la partecipazione inaspettata dei 3 milioni di elettori al voto per il primo turno delle primarie, alla dinamica campagna elettorale di Matteo Renzi, determinato a mandare a casa i “dinosauri” del suo stesso partito. Non dimentica il primo ministro Mario Monti e le sue politiche di austerity molto più apprezzate sulla scena internazionale che dagli italiani. Poi si occupa sulla crisi, dinamiche e scomuniche, all’interno del PDL. Naturalmente cita, e conclude l’articolo, con il nemico prediletto di sempre S.B., curioso di sapere come andrà a finire, perché con l’ascesa di Matteo Renzi, il partito democratico sarebbe meno comunista!