Che avrebbe detto il conte Mascetti della tresca fiorentina? Forse niente…

Ad Arcore, ai bei tempi, si diceva: “La patonza deve girare!“. Oggi, leggendo Concita De Gregorio su la Repubblica, si scopre che a Firenze lo dicono in un’altra maniera, anche se poi, alla fine, il senso rimane quello. E c’è qualcosa di triste nell’apprendere dalla lettura che: “È la regola. Dove vai vai, è così“.

Gli inquirenti l’inchiesta l’hanno chiamata “Bella Vita” e ogni giorno viene fuori un particolare, una storia! Tutta roba che fa un po’ schifo e non tanto per i contenuti: ormai siamo “grandi e vaccinati” e la commessa del negozio accanto che “il giorno dopo”entra da Gucci e compra tre borse senza nemmeno chiedere quant’è non ci meraviglia più di tanto. Piuttosto fa ribrezzo scoprire che tutta questa grande copertura mediatica dello scandalo del momento serve solo ad alimentare il voyeurismo italiota.

Sulla rete rimbalzano commenti e a leggerli ti viene la sensazione che sei l’unico fesso della compagnia, perché – volendo dar credito a chi li scrive – tutti, anche a Domodossola, a Trapani o a Canicattì, sapevano dell’orologiaio bianco di capelli e dell’albergo di lusso dove alla reception ti prendono il documento ma non ti registrano.

Sì lo so, non ci farò una bella figura a scriverlo, ma io proprio non immaginavo alcunché: quando penso agli amici fiorentini, sulla cinquantina come me, continua a venirmi in mente il conte Raffaello Mascetti e il massimo della trasgressione resta la supercazzola.

“NON CI STA UNA PERSONA AL MONDO CHE NON PENSA CHE SIANO PUTTANE”

Brogliaccio delle telefonata tra Tarantini e Lavitola riportato nell’ordinanza del gip. Stanno parlando della consapevolezza o meno del presidente del consiglio di aver fatto sesso con delle “puttane”.

“(…) Gianpaolo lo interrompe dicendo: “NO, LUI DICE CHE SI EVINCE CHIARAMENTE CHE C’E’ IL REATO DI FAVOREGGIAMENTO” Valter dice: “da parte tua”, Gianpaolo conferma e prosegue dicendo: “PERO’ POI IO GLI CONFERMO CHE QUELLO…PERCHE’ FAVOREGGIAMENTO VUOL DIRE CHE TU FAVORISCI UNA PROFESSIONE CHE E’ LA PROSTITUZIONE, QUINDI IO GLI CONFERMO CHE QUELLE PUTTANE CHE ANDAVANO LI, PURE AD ARCORE, ERANO…” Valter ribatte: “MA LUI NON LO SAPEVA! HAI CAPITO? DALLE INTERCETTAZIONI EMERGE IL REGALO, NON IL REGALO…NON EMERGE MAI CHE TU GLI DICI: ‘DAMMI 2.000 EURO CHE GLIELI DO A QUELLA SENNO’ NON SCOPA’”.

Ma Gianpaolo ribatte: “SI, IN ALCUNE SI. MI CHIAMANO LORO. DICO: IO NON VADO SE NON TU NON MI DAI SOLDI” Valter dice: “ma loro a te ti chiamano, no tu a lui” Gianpaolo conferma dicendo: “no, a me, a me” quindi Valter dice: “E ALLORA, LUI CHE NE SA” Gianpaolo riprende dicendo: “SUL FATTO CHE LUI NON LO SAPEVA, SI. PERO’ SICCOME ALCUNE SONO COINVOLTE A MILANO, CONFERMANO IL FATTO CHE ERANO PUTTANE” e Valter riprende affermando: “MA L’HO CAPITO GIANPAOLO! MA CHE ERANO PUTTANE, ORAMAI…ANZITUTTO NON E’ REATO E SECONDA COSA L’HANNO CAPITO TUTTO IL MONDO CHE SONO PUTTANE, NON CI STA UNA PERSONA AL MONDO CHE NON PENSA CHE SIANO PUTTANE”.

Verbali e Sodali

(ANSA) – Emilio Fede, Lele Mora e il suo autista Fedele Gentile: tutti e tre occupati e preoccupati di organizzare le serate e scegliere “le partecipanti” alle feste. Su questo vertono alcune delle intercettazioni telefoniche contenute negli atti della procura di Milano. In una telefonata dell’11 agosto 2010 Fede si interessa prima della salute di Mora poi commenta con lui la serata appena trascorsa.

Fede:”devo dire che ieri sera aveva più il sapore di una comica…che lui ha preso a ridere”.
Mora:”bene, quello è importante”.
Fede:”sì beh, mica tanto però eh?!”.
Mora:”che si sia divertito.. che sia stato bene, insomma”.
Fede: “m’ha chiesto ‘ma dove..’ dove avevo preso quei programmi..? dico ‘beh insomma’, vabbeh poi alla fine c’ha riso…”.

Lo stesso giorno l’autista di Mora telefona a Fede perché una ragazza non vuole partecipare ad una festa. A cinque minuti dall’imbarco, spiega Gentile a Fede, non è voluta salire sull’aereo per paura che il fidanzato la lasciasse. Con lei doveva partire anche un’altra ragazza.

Fede: “dì che se non vengono, oh, digli che se non tornano gli stacco la testa”.
Fede: “ma devono tornare tutt’e e due eh?!”
Fedele: “tutt’e due tornano…”
Fede:” va be, però stasera bisogna trovare assolutamente..”
Fedele: “un rimpiazzo”
Fede: ” eh guarda è importante perché è talmente di buon umore che veramente io poi stasera posso… capito?”.

(ANSA) – “Non capisco perché continua a venire fuori solo il mio nome, a quelle feste, che ripeto erano solo cene simpatiche, c’erano anche altre persone“. Lo ha detto il direttore del TG4, Emilio Fede, rispondendo all’ANSA, ad alcune domande sul suo coinvolgimento nell’inchiesta Ruby. “Mi sono sempre sentito onorato di essere invitato a casa del presidente Berlusconi, ma non ero l’unico – ha spiegato – Qualche volta è capitato che io non fossi nella lista degli ospiti e ammetto che mi dispiaceva e che mi sentivo un po’ trascurato, ma è solo il mio nome che continua a girare“. “Tutto questo è un grave danno alla mia immagine, c’è una accanimento contro di me – ha aggiunto – La mia famiglia, mia moglie, sono molto amareggiati, anche se mi conoscono e sanno quanto quelle accuse siano infondate“.

 

B. e la minorenne. Tre notti ad Arcore…

Da quanto la Procura di Milano è riuscita a ricostruire attraverso il tracciamento (qualche volta la tecnologia può essere davvero maligna!) del telefonino di Ruby Rubacuori, nei giorni 24, 25 e 26 aprile la giovane marocchina sarebbe stata “di continuo”, vale a dire giorno e notte, ad Arcore. Viene quindi del tutto naturale chiedersi cosa è accaduto in quei giorni nella residenza di B. Una prima ricostruzione la si puà tentare mettendo insieme alcune agenzie stampa. Cosa può esserci di più neutrale di un dispaccio di agenzia che si limita a riportare data, ora e fatto? Ebbene dall’analisi delle agenzie emerge che il 25 aprile, festa della Liberazione, in quel di Arcore c’è passato niente di meno che Vladimir Putin. Una domanda banale (direi scontata) c’è che anche ad Arcore un “letto grande di Putin”, così come di certo c’è a Roma, a Palazzo Grazioli? Ecco la ricostruzione di quei giorni…

24 APRILE

ORE 10.05: BERLUSCONI LASCIA ROMA DIRETTO A MILANO
(ANSA) – ROMA, 24 APR – Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha appena lasciato Palazzo Grazioli, sua residenza romana. Il premier e’ diretto a Milano, dove e’ atteso per le celebrazioni della festa del 25 aprile.

ORE 17.25: BERLUSCONI ALLA SCALA CON NAPOLITANO, “SONO RADIOSO
(AGI) – Milano, 24 apr. – Solo una battuta prima di entrare alla ‘Scala’ rispondendo alle domande dei cronisti: “Sono radioso”, poi l’ingresso nel foyer in attesa dell’arrivo del presidente Giorgio Napolitano. Silvio Berlusconi mostra buon umore a Milano alle celebrazioni del 25 Aprile. Arrivato al teatro milanese accolto dalle autorita’ cittadine e regionali, il premier si e’ fermato a parlare con Rosy Bindi, col questore Vincenzo Indolfi e ha poi atteso il Presidente della Repubblica per le foto di rito. (AGI)

ORE 19.49: PALAZZO CHIGI COMUNICA L’UNICO IMPEGNO DEL PREMIER PER IL 25 APRILE, UN VIDEOMESSAGGIO…
Roma, 24 apr. (Apcom) – Domani videomessaggio del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in occasione della Festa della Liberazione, che sarà trasmesso dai telegiornali. Alle 11.30 – informa una nota della presidenza del Consiglio – sarà possibile seguire l`intervento di Berlusconi dalla sala stampa di Palazzo Chigi. L`intervento potrà essere seguito anche attraverso il sito web http://www.governo.it


25 APRILE

ORE 11.30: IL VIDEOMESSAGGIO DEL PREMIER VERRA’ TRASMESSO DA TUTTI I TELEGIORNALI

Roma, 25 apr. (Apcom) – Il 25 aprile è “la festa della libertà, espressione di un sentimento nazionale unitario”. Lo sottolinea il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel videomessaggio diffuso per il 65esimo anniversario della Liberazione. “In questa ricorrenza, come ho auspicato lo scorso anno ad Onna, tutto il popolo italiano e tutte le parti politiche – aggiunge Berlusconi – devono riconoscersi nel valore più grande, la libertà. E, in nome della libertà, devono confrontarsi in modo democratico per il bene di tutti e nell’interesse di tutti. E’ un sentimento doveroso che dobbiamo consolidare e rafforzare”.

ORE 21: SILVIO ACCOGLIE L’ARRIVO DI PUTIN A MALPENSA. POI IN ELICOTTERO AD ARCORE PER LA CENA (DOVE C’E’ ANCHE RUBY)
(AGI) – Malpensa, 25 apr. – Ad accogliere il premier russo, Vladimir Putin, all’aeroporto di Malpensa stasera verso le 21 ci sara’ il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. Putin – che in origine doveva fare tappa in Italia per una visita espressamente privata – trovera’, invece, al suo arrivo la banda e il picchetto d’onore. I due premier poi si trasferiranno in elicottero ad Arcore, dove, nella residenza di Berlusconi, Villa San Martino, si terra’ una cena informale. Secondo quanto si apprende, il leader russo dormira’ a Villa Germetto, residenza settecentesca da poco ristrutturata da Berlusconi per accogliere l’Universita’ del pensiero liberale, dove avranno un incontro con la stampa domani alle 12:30. In cima all’agenda dei colloqui, oltre al rafforzamento dell’interscambio commerciale fra i due paesi, i temi dell’attualita’ politica internazionale e la cooperazione in materia di sicurezza energetica.

26 APRILE

ORE 14: INIZIA LA CONFERENZA STAMPA CONGIUNTA BERLUSCONI-PUTIN
(ANSA) – LESMO (MONZA), 26 APR – Un ”affettuoso benvenuto” al premier russo Vladimir Putin, al quale ”sono legato da molti anni da stima, amicizia e affetto”. Cosi’ il premier Silvio Berlusconi ha salutato il premier russo in apertura della conferenza stampa a villa Gernetto.

ORE 17.46: BERLUSCONI ACCOMPAGNA PUTIN A MALPENSA, POI TORNA AD ARCORE
Lesmo (Monza), 26 apr. – (Adnkronos) – Dopo la conferenza stampa congiunta tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il primo ministro russo Vladimir Putin, i lavori del vertice Italia-Russia sono proseguiti a Villa Gernetto a Lesmo con un lungo pranzo di lavoro. Alcuni minuti fa il presidente del Consiglio ha lasciato Villa Gernetto in elicottero accompagnando a Malpensa il presidente Putin. E’ previsto in serata che Berlusconi rientri nella sua residenza di Arcore.

Puglia. I peccatucci dei Giovani Leoni

Dalla Puglia giungono notizie deprimenti. Nel mentre uno dei pochi “interpreti” della Politica italiana (quella che ancora vale la pena scrivere con la P maiuscola), Nichi Vendola, continua a battersi contro “Rocco Chi?” sponsorizzato da Raffaele Fitto e dal Governo, il PD pugliese viene travolto da una incresciosa bufera. Da un lato c’è quel Sandro Frisullo (accusato di corruzione) che in carcere chiede una coperta in più perché di notte ha freddo e viene colto da frequenti crisi di pianto, dall’altro c’è Michele Mazzarano che sembrerebbe avere solo la colpa di aver accettato da Gianpiero Tarantini un “contributo” per organizzare una cena, tra i cui invitati c’era niente di meno che Massimo D’Alema.

E’ il 28 marzo 2008 e in un noto ristorante di Corso Vittorio Emanuele a Bari si celebra il solito rito degli imprenditori e dei politici che si incontrano a cena. L’ospite di riguardo – nel caso Massimo D’Alema – farà il suo “discorsetto”, stringerà qualche mano e poi tanti saluti. Questo è almeno quello che accade di solito. Talvolta gli “imprenditori” prenotano un tavolo di commensali (dove poi invitano qualche amico) per finanziare l’evento e il partito, altri offrono contributi più consistenti (che dovrebbero essere registrati dal comitato organizzatore, o dal segretario amministrativo dell’organizzazione politica). E’ la prassi! E’ una modalità lecita di finanziamento della politica. Francamente non so come si sono regolati quella sera a Bari. So’ però che il sindaco Michele Emiliano non appena si rende conto che tra i convitati c’è “Gianpi” si avvicina a Massimo D’Alema, gli sussurra qualcosa e poi lo porta via dal ristorante. Nel 2008 pochi conoscevano il “sistema Tarantini”. Sembra che Emiliano fosse più informato di Mazzarano. Ingenuità? Stupidità? Difficile poterlo dire… Nei fatti Michele Mazzarano ha dimostrato una notevole superficialità nell’accettare il “contributo” di Tarantini. Se non altro si sarebbe dovuto consultare con il gruppo dirigente prima di portarlo a quella cena. Ma se la colpa dovesse essere questa  non mi sembra che possano esserci conseguenze penali. Si parla anche di un incontro riservato avuto da Mazzarano con Mimmo Marzocca, aggiudicatario dell’appalto per l’archivio delle cartelle cliniche della ASL di Lecce. Incontro organizzato da “Gianpi”. I magistrati sospettano che in quell’incontro i due possano aver stabilito il riconoscimento di un “contributo”, non si sa bene a chi, o con quali modalità, come “ringraziamento” per l’aggiudicazione. Non ci sono però riscontri oggettivi, quindi la corruzione resta una ipotesi.

Diverso è il ragionamento su Sandro Frisullo che ha negato di aver ricevuto “mazzette” da Tarantini, ma ha confessato di aver accettato le sue disponibili “ragazze”. E io credo che dica la verità. Tuttavia, mi chiedo, come possa essere possibile che un “politico” importante, per giunta proveniente dalla tradizione che fu del PCI di Enrico Berlinguer, sia stato tanto ingenuo da non capire che “accettare” la mediazione di un imprenditore interessato agli appalti dell’istituzione, per giunta in una sfera delicata come quella del sesso a pagamento, sia quantomeno pericoloso. Insomma non capisco come ci si possa esporre al ricatto del primo venuto per qualche “scopata”. Chi non è capace di sottrarsi a queste tentazioni, anche se non ha accettato dazioni di denaro – a mio avviso – non è idoneo a svolgere attività di rappresentanza politica.

Per ora è tutto. Vediamo cosa accadrà nei prossimi giorni.

Ugo Piazza, le Iene e le rumene…

Si parlerà di seguito di prostitute rumene e degli italieni che le frequentano.

Il termine “prostitute” non è quello che si usa comunemente per indicare chi riceve un compenso in cambio di prestazioni sessuali. Tuttavia se avessi scritto “puttane rumene”, sarei stato tacciato di volgarità e disprezzo nei confronti delle donne rumene che esercitano questa professione. È il perbenismo italico! Si deve nascondere ciò che è sconveniente – anche con l’uso delle parole più adatte a stemperare la crudezza insita nella realtà – e salvare sempre e comunque l’apparenza!

Così, nonostante il termine sia finito nei versi di poesie e di struggenti ballate, nonostante nessuno si sognerebbe mai di dire “andare a prostitute”, se si vuole restare nel politicamente corretto, occorre adeguarsi agli usi della casa.

Ma chi l’ha detto che questo blog (quindi il suo autore) vuole essere politicamente corretto?

Avviso ai naviganti: se il sostantivo femminile “puttane” vi disturba smettete di leggere, cambiate blog, andate altrove, perché proseguendo nella lettura potrebbe capitarvi di trovarlo scritto.

Ugo Piazza è un personaggio inventato dalla penna di Giorgio Scerbanenco e scelto poi dallo sceneggiatore e regista Fernando Di Leo, quale principale protagonista del film Milano calibro 9, del 1972. Ugo Piazza è quindi passato alla storia del cinema nell’interpretazione di Gastone Moschin.
Da qualche tempo c’è un altro Ugo Piazza che imperversa, tra Bologna e la Romania, lasciando tracce visibili del suo passaggio in un blog chiamato
VecchieBaldracche. VecchieBaldracche è una raccolta di recensioni, ma chi sta pensando a libri, cd o dvd è completamente fuoristrada. Piazza recensisce le puttane rumene che lavorano per i viali della grassa Bologna.
Il linguaggio è quello tipico di chi
parla di sesso senza troppi pudori. Per chi incontra difficoltà nella comprensione dello slang utilizzato nella descrizione di caratteristiche e prestazioni, nessuna paura. C’è un utilissimo (si fa per dire) dizionario.
L’aspetto interessante delle recensioni è costituito senza dubbio dall’atteggiamento di Ugo Piazza nei confronti delle ragazze rumene. Da un lato c’è l’arroganza e la strafottenza tipica del maschio italico quando si trova in una situazione di dominio, anche se poi la preda è tale nel gioco delle parti solo per convenzione. Dall’altro emerge l’ansia di andare oltre la mera prestazione, di ottenere quel qualcosa in più che possa farlo sentire gratificato e appagato.
Ugo Piazza è un “ladro” di baci! Sì avete capito bene! Come si può immaginare le signorine incontrate tra Castel Maggiore e Borgo Panigale non concedono baci con facilità, anzi se ne astengono quasi fossero la manifestazione di un abominio. Ma lui non si scoraggia e imbastisce strategie per rubarne uno sul più bello.
In un certo senso Ugo Piazza rappresenta lo stereotipo dell’italieno a caccia di sesso, ma anche di intimità. Certo, l’intimità racchiusa in un bacio rubato è solo un’illusione fugace. Ma l’italieno Piazza (insieme a tutti quelli che come lui vagano nella notte delle nostre città) sembra accontentarsi di illusioni: quella di possedere un corpo e quella di condividerci un istante di intimità.

Qualche giorno fa le prostitute rumene sono tornate nei miei pensieri grazie ad un simpatico tassinaro romano. I tassinari romani, a differenza dei loro colleghi milanesi, amano molto (anche se negli ultimi tempi un po’ meno) intavolare discussioni con i clienti che trasportano. Alberto Sordi che lo sapeva bene ci ha montato nel 1983 un gradevole film dove, tra gli altri, recitano Federico Fellini e Giulio Andreotti.
Fermi ad un semaforo sulla Cristoforo Colombo abbiamo visto un paio di ragazze ammiccanti nei pressi di un semaforo. Anche se il nostro sindaco sostiene che le prostitute a Roma non ci sono più, quelle parevano proprio non essere a conoscenza delle sue ordinanze perché era evidente che non stavano là in attesa del semaforo verde.

Dottò… quelle so’ rumene! L’ha visto il servizio delle iene?” mi chiede il tassista mentre ancora sto guardando le due tipe.

No non l’ho visto…” rispondo.

Una iena è andata proprio in Romania. Là se rimedia co’ na facilità sbalorditiva! Praticamente appena è arrivato in aeroporto ed è salito sul taxi ha trovato le informazioni su dove andare…Nel locale notturno consigliato dal tassista c’erano le ragazze consenzienti...”

Vabbé – faccio io – ma succede anche qui da noi, no?

No dottò… Là in Romania le ragazze so consenzienti non solo a venì a letto, ma soprattutto a venì in Italia a fa la stessa cosa che fanno da loro, cioè le puttane… Quello delle iene è andato il giorno dopo in un ristorante, un cameriere gli ha subito presentato due studentesse (una ventenne e l’altra diciannovenne) che hanno accettato di salire in camera co’ lui! Poi quando ha detto a una de queste – pe’ finta s’intende – che lui c’ha un locale in Italia, quella ha subito accettato de trasferisse pe’ tre mesi. E poi la sera stessa la iena s’è incontrata con un pappone! Il pappa c’aveva altre due ragazzette pronte a venì qua da noi a lavorà…

A lavorare?

A fa le puttane dottò! Guardi, io ora non so se alle iene mettono un po’ di attori per fare audience…comunque se è vero quello che hanno fatto vede, beh, lì stanno veramente nella merda!

Credo che abbia ragione…

Non so, lei è istruito se vede! Io c’ho la terza media e non so’ riuscito a trovà na spiegazione. Forse non hanno il nostro pudore…boh! Forse è la necessità di denaro..boh! Comunque una cosa è certa! Se mi faccio un viaggetto in Romania,ritorno consumato!

Sono rimasto in silenzio, mentre il taxi ha proseguito la sua corsa verso la destinazione. Poco prima di arrivare il tassista si è lasciato sfuggire un’ultima considerazione.

Comunque dottò… la cosa m’ha scosso. Vivere in un paese che dove ti giri escono puttane… non lo so. Io dico che i rumeni hanno una concezione un po’ distorta dell’essere femminile… beh chissà come le considerano!”

Poi siamo arrivati. Ho pagato la corsa, ho lasciato la mancia e sono sceso. Mentre andavo verso casa ho pensato ancora un po’ alle prostitute rumene consenzienti, agli italiani che le frequentano, alla sera imminente che le avrebbe viste scendere in strada a Roma come a Milano, a Bologna come a Firenze.

Ho pensato alla loro solitudine!