Vittorio Sgarbi e Beppe Grillo, stesso linguaggio, stesso stile. Mi chiedo perché non hanno fondato un partito insieme. Vallo a sapere…
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SARA TOMMASI RACCONTA…
Le perquisizioni scattano all’alba e l’inchiesta sul giro di prostituzione napoletano che incrocia le feste del presidente del Consiglio vive una nuova giornata di alta tensione. Perché per ordine dei magistrati partenopei i poliziotti della squadra mobile entrano nelle case dei due presunti «reclutatori» e in quella della starlette Sara Tommasi, che frequentava Silvio Berlusconi e nello stesso periodo avrebbe accettato incontri a pagamento con facoltosi clienti in alcuni hotel della Campania. Portano via computer, agende. Poi interrogano per oltre due ore Giosuè Amirante, uno degli indagati, che accetta di collaborare, tanto che il suo verbale viene secretato. Nuovi sviluppi potrebbero arrivare dall’esame del materiale sequestrato, ma sui rapporti con la Procura di Milano cala il gelo. Perché il procuratore Edmondo Bruti Liberati appare quasi infastidito quando si ipotizza un’attività in comune con i pubblici ministeri partenopei, e questo costringe il capo dell’ufficio di Napoli a diramare una nota per precisare che «nessuna connessione emerge tra le due indagini e dunque è destituita di ogni fondamento la notizia di una riunione di coordinamento che si terrà nei prossimi giorni».
Rubriche, appunti e conti correnti
Gli indagati sono Vicenzo Seiello, detto «Bartolo», e Giosuè Amirante: entrambi lavorano con Lele Mora e Fabrizio Corona, e hanno «gestito» Sara Tommasi e altre ragazze della «scuderia» milanese durante serate organizzate in Campania. Alcune, si è scoperto poi, erano invitate alle feste di Arcore e in altre residenze del presidente. Nel decreto dei magistrati si evidenzia «l’esistenza di un’organizzazione dedita al favoreggiamento della prostituzione e in particolare al procacciamento di clienti per prestazioni sessuali a opera di Sara Tommasi» e dunque si ordina la perquisizione «poiché vi è fondato motivo di ritenere che nei locali e in qualunque altro luogo nella loro disponibilità possano rinvenirsi documenti e altri oggetti di rilevanza e in particolare rubriche telefoniche, appunti, agende, tracce di conti correnti bancari». Il provvedimento viene esteso anche all’appartamento della stessa Tommasi e del suo amico Andrea Celentano, un consulente di programmi televisivi con il quale la ragazza si confidò – come emerge dalle intercettazioni telefoniche – su quali fossero le offerte che le arrivavano dai suoi manager, ma anche sui suoi rapporti con il mondo milanese e in particolare con Lele Mora e Fabrizio Corona. Il 26 ottobre scorso i due parlano al telefono e la Tommasi, dopo avergli confidato che «Lele mi faceva seguire… Mi faceva mettere cose nei bicchieri», gli parla del giro del Presidente e afferma: «Quelle altre sono tutte matte… Ma io mi metto a fare la matta come loro… Sinceramente preferisco seguire le strade mie».
Il viaggio a Sofia e l’aereo di Stato
Il primo a parlarne della trasferta era stato Vittorio Sgarbi e ieri anche la Tommasi ha dichiarato di essere stata «in Bulgaria con lui e con il presidente Berlusconi». Il viaggio risale al 14 giugno scorso. Era una visita ufficiale a Sofia durante la quale il capo del governo inaugurò la statua di Giuseppe Garibaldi alla presenza del primo ministro Boyko Borisov. Sull’aereo di Stato c’era effettivamente la starlette nota per aver partecipato ad alcuni programmi televisivi e all’Isola dei famosi. È Amirante a ricordare che cosa avvenne nelle ore precedenti: «Avevamo organizzato una serata in una discoteca di Varcaturo e Sara doveva sponsorizzare una ditta locale. All’improvviso fu chiamata da Sgarbi che le disse di tornare immediatamente a Roma perché dovevano partire. Lei cominciò ad agitarsi, poi si mise a piangere. Mi urlava che quando loro la chiamavano lei doveva essere pronta. Io le spiegai che avevamo firmato un impegno di lavoro e bisognava rispettarlo, ma Sgarbi continuava a tempestarla di telefonate e alla fine mi obbligò ad accompagnarla sull’autostrada, all’uscita di Caianiello, dove lui la venne a prendere con l’autista. Le parlai il giorno successivo e mi disse che era tornata ma stava malissimo e si era dovuta far ricoverare per un’intossicazione». Tutti gli episodi rivelati da Amirante dovranno essere adesso verificati. Anche perché fu proprio lui a raccontare al telefono ad un amico di aver visto la Tommasi, a Roma, mentre veniva «prelevata e portata via dalle guardie del corpo di Berlusconi». Una circostanza che Palazzo Chigi ha seccamente smentito, sostenendo che mai la ragazza è stata a bordo delle auto del presidente.
«Sono delusa, ora mi ricattano»
Da Dubai, dove sostiene di essere volata per una vacanza già programmata, la Tommasi parla con i giornali e le televisioni. Si definisce «delusa perché quando l’ho conosciuto Silvio Berlusconi ha conquistato il mio cuore, come quello degli italiani, ma ora uno scandalo del genere può coinvolgere una starlette come me, ma non un politico». Poi aggiunge: «Il mio lavoro mi porta a contatto con un certo ambiente e personaggi del calibro di Berlusconi, Gheddafi, Putin. Non mi pento di niente. Che cosa avrei dovuto fare? Non lavorare nello spettacolo? Alla fine questo clamore mi potrà portare successo e lavoro come è già successo ad altre ragazze, vedi Belén». Poi, attraverso il settimanale Novella 2000 sembra lanciare un messaggio: «Siamo in mano alla camorra, alla mafia e ai ricatti. Non vorrei che ci fosse anche la politica dietro a tutto questo». E al ministro della Difesa Ignazio La Russa che aveva detto di non aver avuto alcun contatto con lei manda a dire: «Lo conosco da una vita. Se qualcuno dice che non è vero non c’è problema: gli archivi parlano». Nei giorni scorsi si era ipotizzato che i pubblici ministeri milanesi potessero interrogarla insieme ai colleghi di Napoli, ma ieri è arrivata la smentita secca. Le due indagini vanno avanti in maniera autonoma e al momento non ci sarà alcuno scambio di atti.
Fulvio Bufi e Fiorenza Sarzanini per Il Corriere della Sera
Vittorio Sgarbi a il Foglio Quotidiano: “Ah… le notti romane! Elisabetta Tulliani mi ossessionava per avere la tessera della Freccia Alata… “

Vittorio Sgarbi e B.
Ride Vittorio Sgarbi: “Silvio ha scoperto il dongiovannismo tardi. Ha iniziato a praticare la ‘seduzione di massa’ solo dopo la separazione da Veronica. Diciamo pure che oggi si avvicina alla vita che io faccio da anni. Ha l’entusiasmo del neofita, con qualche errore di precipitazione, e gli inevitabili incidenti di percorso di chi improvvisa“. Come si finisce alle 4 del mattino a raccogliere da Sgarbi un incredibile trattato sulla sessualità berlusconiana? Semplice: scopri da Novella 2000 che il 27 ottobre, il giorno del “Caso Ruby” Vittorio era con Veronica Lario. Una singolare coincidenza, non l’unica, nell’incredibile cortocircuito di vite tra il libertino impenitente di sempre e il libertino premier. Lo chiami di mattina Sgarbi per chiedergli di raccontare.
Lui accetta: “Vediamoci all’una”. Gli chiedi dove pranzi, lui ti risponde: “Nooo! All’una di notte!”. Il calendario di Sgarbi merita di essere ricostruito: atterra a Roma, si affaccia a Raidue, passa a Canale 5 Matrix (registrata, che va in onda dopo), esce da Matrix e si fionda ad Exit da Ilaria D’Amico (in diretta, va in onda prima). Esce dagli studi de La7 e va a cena con Gianni Barbacetto e Gioacchino Genchi (erano ospiti con lui). A metà cena scompare. Dov’è andato? Si è seduto ad un tavolo con una coppia di lesbiche. Torna. E l’intervista? “La facciamo ora, mentre andiamo a prendere una ragazza”. Che ragazza? Corsa nella notte, fino al Tuscolano, dove vive la fanciulla in questione, una vecchia fiamma (anche se giovane di età). Si torna verso il centro. La ragazza, che chiameremo “Giulia” è spiritosa e intelligente. Sorride: “Parlate di Berlusconi? Vittorio, perché non racconti di quella volta che nel 2006 mi hai portato da lui?“. Sgarbi si illumina: “Già! La notte della sconfitta“. Giulia: “Che volgare… Appena mi vide, mi palpò i fianchi: ‘Tu che ci fai con Vittorio? Venissi in bagno ti metterei al tappeto’…“. Giulia sospira: “Simpatico, ma molto, molto rozzo. Lui non sa nemmeno cosa sia, l’eleganza di Vittorio con le donne !“. La lezione sul sessuoberlusconismo inizia con un altro colpo di scena.
Tema: le Silvio-girl?
(Sorride). Vuoi sapere una cosa curiosa?
Certo.
Quando i giornali rivelarono di Fini e della Tulliani, feci un salto. Come è noto l’avevo frequentata, nelle notti romane. Lei che mi ossessionava per avere la tessera della Freccia alata…
E Nadia che c’entra?
Vedo la sua foto, un flash: “Anche lei è stata con me!”.
Sgarbi con una escort?
Non potrei mai pagare una donna! Con me era venuta gratis… Non so lui, ma se io pago non mi tira l’uccello.
Che ricordo hai?
Ci frequentammo, un paio di volte… C’era simpatia. Mi seguì addirittura in un viaggio in Sardegna, concluso da un litigio furibondo.
Litigio furibondo?
Caspita. A Su Gologone, alle tre del mattino, in albergo lei mi tirava di tutto, a partire da piatti e porcellane… Poi era scappata nel bosco. L’abbiamo ritrovata dopo un’ora.
Dove l’avevi conosciuta?
(Ride). “La verità? A Milano, una sera, nel bagno del Bolognese. Ci eravamo rifugiati lì dopo sguardi di intesa.
Quindi hai incrociato sia la Tulliani che la Macrì?
Già. Io sono un amatore incallito, loro sono agli inizi, il delta della foce, rispetto alla fonte della sorgente…
Quando è entrato nella… satiriasi Berlusconi?
Dopo la fine del matrimonio con Veronica. Nei primi anni 2000 lui vedeva la mia strana libertà e mi rimproverava. Diceva – addirittura – che Sabrina, la mia fidanzata, era “una martire”.
Vero. Merita una medaglia…
Il nostro è un rapporto non conformista. La cosa più divertente è che per spiegare a Berlusconi la mia teoria, gli ho fornito la legittimazione delle sue future gesta.
E la teoria quale era?
Ci sono uomini che nascono per essere posseduti, come Fini, oggi di proprietà della Tulliani. E uomini che nascono per essere visitati dalle donne, come i musei. Io e te, gli ho detto, apparteniamo alla seconda categoria.
E lui cosa ti ha risposto?
(Sorriso) Vittorio, hai ragione! Credo che in questo periodo, e in questo campo, mi consideri un maestro.
Che gusto c’è a cambiare una donna ogni notte?
La chiave della seduzione, per Silvio, è la lusinga. Le donne lo corteggiano, lo cercano, questo lo gratifica. Semplice, no?
Se a ognuna lascia 7 mila euro , ti credo…
Non vanno solo per soldi, quella è la suburra. Molte cercano vantaggi diversi: comparsate, carriere tv…
Quando inizia tutto?
Credo nel 2005, quando era all’opposizione. Il primo segnale è l’invito a cena di Mara Venier, Bud Spencer e Loredana Lecciso, all’epoca era sulla cresta dell’onda. Per quale altro motivo Berlusconi avrebbe dovuto incontrare Loredana?
Però con la D’Addario era già al governo.

Elisabetta Tulliani
Lo so: ma quando inizi non ti fermi più.
Alla Lario hai detto questo?
Di più. E cioè che secondo me lei poteva essere l’unica vera anti-Berlusconi. L’unica vera antagonista.
Davvero?
…E che il vaso di Pandora che aveva reso pubbliche le mille amanti era stato scoperchiato dalla sua lettera a Repubblica…
E lei?
Ha annuito. Però…
Cosa?
Quel giorno, il 27, le ho detto: “Se prendi 3,5 milioni di euro al mese di alimenti cessi di essere antagonista e torni ad essere sottoposta come tutte le altre. Di lusso, certo, ma pure tu sottoposta.
Cosa ha detto lei?
Mi ha guardato con i suoi occhioni, sconcertata. Senza dire nulla.
Luca Telese per “il Fatto Quotidiano“
Vittorio SGARBI: “La Tulliani mi veniva a trovare casa. Era una delle tante che incontravo senza nessun impegno. (…) Un dettaglio: mi chiamò mille volte per avere la “Freccia alata”, la tessera per andare nelle sale vip degli aeroporti. Tutto quell’impegno per un obiettivo minimo non ha deposto a suo favore”
“L’unica morale possibile è questa: abbiamo sopravalutato Fini e sottovalutato la Tulliani».
Anche Fini l’avrebbe sottovalutata?
«Esatto. Eppure era una curva ben segnalata. Mi sembrava impossibile andarci a sbattere».
Vittorio Sgarbi ride, e poi fa balenare una moneta d’oro: «Peccato che lei non sappia alcune cose, che io peraltro non posso dire».
Conosceva anche lei la Tulliani?
«Ottimo intuito. La conoscevo bene. Per questo sono sconcertato: come poteva un uomo con le ambizioni di Fini avere un rapporto stabile e profondo con la Tulliani?»
Azzardiamo una spiegazione.
«È innamorato. Può essere un eccellente fidanzato. ma non un leader. Se diventi il compagno stabile della Tulliani dimostri l’incapacità di capire la natura delle persone. Lui è stato occupato militarmente da quella donna. Come tanti maschi ha subito un’azione di conquista e si è arreso. Io invece sono visitato dalle femmine. Vengono da me come si va a Taormina, o a Ostuni: Arrivano, passano qualche ora, si guardano intorno e poi ripartono. Elisabetta Tulliani l’ho conosciuta tra Gaucci e Fini. Ho visto una ragazza molto carina, gentile, volenterosa».
Dunque è stato visitato dalla Tulliani?
«Sì. mi veniva a trovare casa. Era una delle tante che incontravo senza nessun impegno. Non ho nemmeno pensato che lei potesse occupare la mia vita. Era in visita. Anche La Russa la frequentava, magari ci andava in discoteca. Io poi ho la saggia abitudine di far conoscere le mie ragazze alla mia fidanzata, Sabrina Colle. È la Cassazione: a lei spetta il giudizio supremo. Quando l’ha vista ha allargato le braccia».
Come mai?
«Un dettaglio: Elisabetta mi chiamò mille volte per avere la “Freccia alata”, la tessera per andare nelle sale vip degli aeroporti. Tutto quell’impegno per un obiettivo minimo non ha deposto a suo favore. Poi con Fini ha alzato il tiro. Probabilmente è diventata sempre più ambiziosa appena ha capito che lui era il bersaglio ideale per la sua ingenuità».
Mi diceva prima che la strategia della Tulliani non era così raffinata.
«Esatto. Persino la Brambilla risultava più sofisticata. Infatti nel 2005 un cronista intercetta in una bar romano Matteoli, La Russa e Gasparri. Parlano di Fini come di un uomo debole, in declino. Il Tempo pubblica tutto e il presidente della Camera li silura. Io sono sicuro che i suoi colonnelli stavano criticando la sua deriva sentimentale: erano particolarmente preoccupati perché conoscevano bene la Tulliani. Loro pensano che Fini vada interdetto. Lui si arrabbia e li caccia con un atto alla Berlusconi. Purtroppo la prova dei fatti dimostra che La Russa e gli altri hanno visto più lontano di Fini. Questo basta per non farne un buon leader».
Fini non sarà l’unico caso di leader che si accompagna a una donna forte…
«No: Mastella, Rutelli, Bertinotti: sono tutti delle ragazze. Hanno temperamenti femminili e quindi hanno bisogno di un dominatore: la loro compagna. È lei che fa il maschio. Il caso di Berlusconi è diverso, lui non è un ingenuo. Veronica Lario a un certo punto lo inguaia, ma anche lei non poteva non sapere, come direbbero i magistrati, di Francesca Dellera, o della Sanjust. A un certo punto lo mette alle corde. È evidente a tutti che il presidente è un mandrillo, come lo sono io. Non per niente il presidente mi considera il massimo esperto di gnocca e mi chiede consigli sull’argomento».
Berlusconi è finito nel tritacarne del gossip per le donne. Fini per una donna sola. Sono cose diverse.
«La Tulliani ha una personalità poco originale. Era evidente che cercasse un uomo di potere. Però, lo ripeto perché sia chiaro: il problema non è lei, ma lui: doveva accorgersene. In realtà non è colpevole. È imbesuito ed è rimasto fregato. Kennedy stava con la Monroe, ma era lei a essere innamorata. La donna va dominata, se non sei capace, lascia perdere».
Altrimenti?
«Altrimenti accade che ti proponi come campione della moralità, e ti sei scordato i piccoli favori che hai fatto alla tua donna e alla sua famiglia. Non volevi deluderla, hai cercato di accontentarla, poi trovi degli alibi mentali per giustificarti di fronte alla tua coscienza e infine archivi tutto. Io sono sicuro che il più sorpreso di leggere cosa aveva fatto sui giornali sia stato proprio Gianfranco Fini ».
La svolta politica di Fini può essere attribuita in qualche modo all’influenza della Tulliani?
«Guardi, questo lo escluderei. Andai a cena con lei e con suo padre, e mi ricordo perfettamente che erano solidamente di destra».È rimasto sorpreso da questo scandalo?
«Vedendoli insieme in tutti questi anni, dicevo divertito: “Uh, che cosa strana”. Diciamo che mi sorprendo da almeno quattro anni. Si figuri che a un certo punto, vedendo la devozione di Fini, ho persino pensato che ero io ad aver compreso male la Tulliani. Avevo il dubbio che fosse piena di virtù che non avevo scoperto. Una cosa mi insospettiva però: Fini non l’ha mai tradita. È un comportamento anomalo, una persona normale tradisce la moglie. Se non lo fa è perché si sente inferiore. In ogni caso torniamo al punto di partenza: Fini deve lasciare la politica, e il suo peccato è stato quello di avere una scarsa capacità di comprensione del reale».
Come andrà a finire?
«A lungo ho rimuginato. Soppesavo la possibilità che lui la lasciasse e quella che la perdonasse. Poi un lampo mi ha illuminato: se qualcosa dovrà succedere, allora sarà lei a lasciare lui. Gli dirà, più o meno: “Ti lascio perché ti voglio bene, e tu sei toppo ingenuo anche per me”».
by Andrea Greco per “A”
VITTORIO SGARBI: “ELISABETTA TULLIANI DEVE AVERE QUALCOSA DI MAGNETICO”
“Anche uno come Vittorio Feltri stava per cascarci. Proprio lui che sta facendo questa campagna sulla sua famiglia. Quando io e Ely ci frequentavamo ci siamo trovati allo stesso tavolo con l’allora direttore di Libero. Lui rimase colpito, molto colpito. Tanto che continuò a chiedere di lei per diversi giorni”.
Ieri (13-08-2010) Giuseppe Cruciani ha intervistato per Radio 24 Vittorio SGARBI su Elisabetta TULLIANI. Di seguito il meglio delle risposte di Sgarbi.
“Elisabetta Tulliani deve avere qualcosa di magnetico se anche uno come Vittorio Feltri stava per cascarci. Proprio lui che sta facendo questa campagna sulla sua famiglia. Quando io e Ely ci frequentavamo ci siamo trovati allo stesso tavolo con l’allora direttore di Libero. Lui rimase colpito, molto colpito. Tanto che continuò a chiedere di lei per diversi giorni. Poi Elisabetta si mise con Fini e a quel punto lui si tirò indietro“.
Ancora Sgarbi sulla Tulliani. “Fini non è Sarkozy e la Tulliani non è Carla Bruni. Tutti hanno sopravvalutato Fini. E la Bruni è ricca, intelligente e di sinistra. La Tulliani invece era una ragazza di centrodestra come Irene Buffo, la Gregoraci, una nuova generazione di giovani che frequentavano politici e persone di centrodestra da cui si aspettavano di ricevere qualcosa. Niente di male. Ma il rapporto Fini-Tulliani è tra una donna superiore considerata inferiore e un uomo inferiore considerato superiore. Il problema è che lui non ha capito. Quando invece Berlusconi viene fotografato alla Certosa con Francesca Impiglia cosa fa? La fa lavorare con Fede e poi quando lei si sposa con un altro fa persino da testimone. Somma libertà, mentre Fini è inadatto ad avere ruoli di potere perchè non è in grado di vedere che la Tulliani andava frequentata senza farla diventare il centro della sua vita“.
“Un politico non deve mai innamorarsi -dice Sgarbi- ma prendere esempio da Rumor, Colombo, Cossiga, Pannella. Un politico innamorato è un politico fottuto, come Mastella che è caduto quando è stato preso dalla follia per la storia della moglie. Berlusconi per esempio non si è mai innamorato, non solo della Impiglia ma anche di Veronica. I colonnelli erano infatti preoccupati era di vedere Fini innamorato che perde il controllo di sé, esattamente quello che è successo“.
Ancora Sgarbi: “In fondo la Tulliani è buona, trasparente, limpida. Una ragazza come tante della nuova generazione che si aggira nel mondo del centrodestra. Ma io non ci casco. E La Russa neppure. Invece quando ci casca Fini, il duce, il capo, che si fa prendere dalla Tulliani, ecco questo suscita sconcerto. Quando io l’ho portata in visione alla mia fidanzata Sabrina lei non l’ha nemmeno guardata e si è meravigliata di Fini e ha allargato le braccia. Non perchè non meritasse la Tulliani, ma perchè il suo obiettivo era così trasparente“.
“La Tulliani non é subdola, non è cattiva, una brava ragazza che ha chiesto anche aiuti per la madre e il fratello. Cosa ha fatto di male? Nulla. I Tulliani hanno preso Fini come un ente di assistenza. E lui per amore ha voluto dimostrare che è in grado di soddisfarla. Nel legarsi a lei è tutto il limite di Fini. Anche Feltri quando una volta l’ha conosciuta ne rimase colpito. Me ne parlò più volte. Non riusciva a staccarle gli occhi di dosso. Evidentemente lei ha una grossa capacità seduttiva; ma uno come lui non l’avrebbe mai sposata. E forse l’animosità di Feltri verso Fini si potrebbe anche spiegare anche col fatto che era molto desiderosa di lei“.
